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domenica 1 gennaio 2017

SEGUIMI NEL BUIO - SIMONETTA SANTAMARIA

Comincio il nuovo anno saldando un vecchio debito con un’amica di penna che, negli ultimi tempi, oltre che tale, è diventata anche un modello da seguire e da cui imparare. Si tratta di Simonetta Santamaria, la scrittrice italiana che amo di più e che, da qualche settimana, è tornata in libreria con una nuova fatica letteraria: Seguimi nel buio. Un’opera dalla genesi particolare, pubblicata solo grazie all’affetto dei lettori e di coloro che l’hanno votata alla competizione “Io Scrittore”, un torneo che dovrebbe essere riservato agli esordienti-emergenti e che, invece, in Italia è diventata l’ennesima anomalia editoriale. Una come Simonetta non ha nulla da dimostrare, la sua storia parla per lei, eppure devono ancora essere i lettori a “costringere” le case editrici italiane e darle la giusta attenzione. Forse perché non è il tipo che si presta a certi giochi, sempre salda nelle sue convinzioni e mai disposta a opere di servilismo o ruffianerie.
Comunque, per fortuna che esistono ancora lettori competenti, perché sarebbe stato un vero peccato non poter leggere Seguimi nel buio, un romanzo che possiede una potenza esplosiva e che tratta con competenza e passione un tema delicato come l’autismo. Simonetta ha scritto un thriller a forti tinte horror, come sua (straordinaria) abitudine, in cui racconta le storie parallele di una psicopatica-necrofila rinchiusa in un manicomio criminale, e quella del piccolo Valerio, bambino affetto da autismo.
“Siete così presi dalla vostra piccola, inscatolata realtà che non vi accorgete dell’universo psichico che pulsa attorno a voi. È la Rete. È Insanet”, recita lo slogan di lancio del libro, ed è proprio in questo luogo lontano dal tempo e dallo spazio in cui il destino di Valerio incontra quello di Luce, creando un rapporto che andrà molto al di là di una semplice “amicizia”. L’escalation del racconto è vibrante, dalla prima all’ultima pagina; l’autrice riesce a calarci in un mondo a metà tra la quotidiana realtà partenopea a questo universo parallelo molto cinematografico, in cui la puzza e la freddezza delle stanze bianche e disinfettate dell’ospedale psichiatrico ricordano quelle di The Ward o Il seme della follia di Carpenter, fino alla splendida citazione de L’esorcista. Seguimi nel buio è un romanzo crudo e intenso, scritto con maestria e passione, capace di far commuovere e di spaventare, di regalare emozioni forti a ogni pagina. Inutile dirvi che dovete leggerlo.

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