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mercoledì 27 luglio 2011

Apocalisse Z - I giorni oscuri

Apocalisse Z – I Giorni Oscuri
di Manel Loureiro
Editrice Nord
pp. 400
€ 16,60

Dopo il clamoroso quanto inaspettato successo di Apocalisse Z, il romanzo che più di tutti ha sancito il rilancio della figura dello zombie in letteratura (dopo quella al cinema e in televisione), Manel Loureiro, ormai ex avvocato (ora scrittore a tempo pieno) di un piccolo paesino della provincia spagnola, è tornato in libreria con Apocalisse Z – I giorni oscuri, dove continua a raccontarci le vicissitudini di un gruppo di sopravvissuti alla catastrofe alle prese con zombie, città distrutte e alla disperata ricerca di un posto dove cominciare una nuova vita.

Alla fine del primo libro avevano lasciato Lucullo & Co. che si preparavano a decollare diretti alle Canarie, e li ritroviamo in viaggio, mentre sotto di loro tutto sembra ormai destinato alla distruzione.  Il mondo marcia inesorabilmente verso un nuovo Medio Evo: le risorse sono limitate, i rifornimenti sono divenuti impossibili a causa del rischio di imbattersi negli zombie, ogni attività si è fermata, la natura sta velocemente prendendo piede, occupando tutti quegli spazi che prima erano appannaggio dell’uomo.

In una cornice da apocalisse, ancora più accentuata rispetto al precedente capitolo, Loureiro sembra voler completare il percorso che aveva cominciato in Apocalisse Z. Se, infatti, il primo libro della trilogia era stato un’adrenalinica corsa verso la salvezza, con i protagonisti costantemente sotto minaccia degli zombie, dispersi in città rase al suolo e assediati in strade invase da mostri, in I Giorni Oscuri l’autore spagnolo sembra riprendere fiato, lasciando momentaneamente da parte gli zombie per soffermarsi sull’irrefrenabile corsa all’indietro del mondo. Nei pochi luoghi in cui la distruzione non è arrivata (come ad esempio Tenerife, dove si rifugiano i protagonisti) sempre più frequentemente vige la legge del più forte e l’uomo non sembra essere cambiato di molto. Il potere e il denaro rimangono i suoi unici desideri, riuscendo a trovare motivi di guerra anche in un mondo che gli sta velocemente sfuggendo di mano.

I giorni oscuri si rivela quindi più un romanzo socio-politico rispetto al precedente, in cui i momenti di pathos e di azione vengono raccolti alla fine del libro, anticipati da una lunga riflessione sullo stato delle cose e sulla nuova situazione che si è creata dopo l’apocalisse. Come già accennato, Loureiro punta il dito contro l’uomo, descritto come incapace di trovare un punto d’equilibrio neppure di fronte alla fine del mondo. Al contrario, il caos viene sfruttato per nuove piccole guerre insignificanti ma inspiegabilmente importanti che non potranno far altro che peggiore la situazione.

Recensione pubblicata su www.horror.it

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