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giovedì 15 settembre 2011

Poirot a Styles Court

Poirot a Styles Court
di Agatha Christie
Mondadori
pp.224
€ 8,50
 
Poirot a Styles Court è il primo libro scritto da Agatha Christie in cui appare il personaggio che avrebbe fatto buona parte della fortuna della scrittrice inglese: il detective Hercule Poirot. L’Agatha Christie di Poirot a Styles Court è una donna già matura, che ha con la scrittura un rapporto privilegiato e in cui subito si ritrovano quelli che poi negli anni diverranno i caratteri tipici della narrativa christiana.

Poirot a Styles Court nasce da una scommessa tra Agatha Christie e sua sorella maggiore. Ambedue, infatti, erano accanite lettrici di storie poliziesche e in particolare di Sherlock Holmes, e così quando la sorella maggiore sfidò la Christie a scrivere un romanzo poliziesco reputato pubblicabile, venne fuori questa prima storia con cui la scrittrice inglese cominciò la sua fortunata carriera in patria e fuori. Siamo alle prese con un misterioso delitto avvenuto in una grandissima e bellissima tenuta nelle campagne inglesi dell’Essex, la tenuta di Styles Court St. Mary. L’autrice ci fa penetrare fin dalle prime pagine nell’atmosfera apparentemente ovattata e tranquilla della campagna, con descrizioni minuziose grazie alle quali il lettore ha l’impressione di vederne i luoghi. La vittima dell’omicidio è Emily Inglethorp – vedova Cavendish -, ricca proprietaria della tenuta e persona dedita per lo più alla beneficenza,  che una notte viene colta da un’apparante crisi epilettica che la porterà alla morte. Immediatamente tra gli ospiti della grandiosa villa si fa largo il sospetto dell’omicidio per avvelenamento, e quando il Capitano Hastings, uno degli ospiti della tenuta, incontra per caso in paese il suo vecchio amico Hercule Poirot, egli si mostra immediatamente interessato al caso. L’incontro tra Hastings e Poirot è uno dei migliori momenti del libro: la maniera in cui il Capitano descrive il detective è talmente perfetta e a tratti buffa che non si può fare a meno di provare simpatia per questo personaggio dai caratteri così particolari. Poirot è un ometto basso – meno di uno e sessantacinque - dallo sguardo accesso e curioso e con due baffetti che presto diverranno il suo vero e proprio documento di riconoscimento.

Poirot arriva a Styles Court interessato a indagare sulla misteriosa vicenda e con un metodo che spesso infastidisce lo stesso Hastings, da’ vita a un serie di ragionamenti a volte difficili da seguire che, come sempre, lo porteranno a scoprire il colpevole dell’omicidio, in un finale pieno di colpi di scena che, se da una parte sorprenderanno il lettore, dall’altro lo avvolgeranno in un circuito logico quasi inestricabile.

Forse per nessuno scrittore del secolo scorso, un libro d’esordio ha mai significare tanto come Poirot a Styles Court per Agatha Christie. In esso abbiamo l’impressione di una donna che scrive già da anni, già perfettamente a suo agio tra i tasti di una macchina da scrivere e con un’innata capacità di farci entrare in quello che è il suo universo narrativo, dove Poirot è il nostro Virgilio e in cui nessuno di noi può farsi sfuggire neppure il più piccolo e insignificante dettaglio, pena lo smarrirsi dentro la vicenda narrata.
 

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