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domenica 21 aprile 2019

JUVENTUS-FIORENTINA 2-1: COMMENTO E PAGELLE


Dopo la cocente eliminazione dalla Champions, la Juventus è riuscita a festeggiare l’ottavo scudetto di fila in casa, battendo per 2-1 la Fiorentina. Un match che già prima dell’inizio sapeva di festa annunciata, ma che la squadra di Montella ha provato a rovinare con una prestazione maiuscola, soprattutto nel primo tempo in cui è prima passata in vantaggio e poi ha sfiorato diverse volte il raddoppio, colpendo un palo e una traversa con uno scatenato Chiesa. La Juventus è sembrata svagata, spinta soltanto dalla voglia di chiudere il discorso scudetto e ha giocato senza pensieri o tatticismi particolari ed è stata fortunata a trovare il pareggio a fine primo tempo, grazie a un colpo di testa di Alex Sandro. Nel secondo tempo, la Fiorentina è uscita dal campo, ormai col pensiero alla semifinale di Coppa Italia e la Juve ha potuto segnare (autogol di Pezzella su bella iniziativa di Ronaldo) e controllare la partita fino al fischio finale, quando è cominciata la festa. Una festa sottotono, però, perché l’amarezza per l’eliminazione in Champions brucia ancora, in una stagione in cui sono stati polverizzati altri record, sia personali che di squadra. Inevitabile, a questo punto, un bilancio complessivo di una stagione che era cominciata nella collettiva esaltazione per l’arrivo di Cristiano Ronaldo e che si è conclusa con un ennesimo rinvio delle ambizioni europee: questo ottavo scudetto è stato il più facile, chiuso già, praticamente, a Natale e forse proprio per questo motivo incapace di preparare la Juve alle sfide più difficile di Champions. Il futuro, adesso, è un’incognita: Ronaldo, nel dopo partita, ha confermato di voler rimanere al 1000% per riprovare l’assalto alla Champions, Allegri sembrerebbe sul punto della riconferma, ma, come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e i prossimi mesi saranno decisivi per capire la direzione che vuole prendere la società, ambiziosa ma anche consapevole (si spera) che questa Juve pecca ancora di personalità.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Salva il risultato a fine gara con un’uscita provvidenziale su Dabo e si dimostra, come fatto per tutta la stagione, un ottimo erede di Buffon.

Cancelo 6.5: Sarà ancora carente in copertura, ma quando parte titolare la Juve vince sempre. Serve tanti assist e tanti cross in area, è una spina costante nel fianco degli avversari.

Bonucci 6.5: A fine partita si commuove, perché è stato un anno difficile, quello del ritorno e del perdono dei tifosi. Ha dovuto riconquistarsi la fiducia di tutti, ma sa che ancora c’è tanto da crescere e migliorare.

Rugani 6: Nel primo tempo soffre parecchio le folate della Fiorentina, poi cresce lentamente nella ripresa, ma continua a lasciare parecchi dubbi sulla sua affidabilità.

Alex Sandro 6.5:Ha il merito di segnare il gol del pareggio con un intelligente colpo di testa e gioca senza troppi pensieri, riuscendo in tutto ciò che prova a fare. Anche per lui, però, un futuro imprevedibile, troppo altalenante.

Emre Can 6.5: Primo anno alla Juve e già ha fatto vedere di possedere quella personalità che manca ad altri, spesso è stato il migliore a centrocampo, sacrificandosi anche in difesa. Futuro da leader.

Pjanic 6: Parte lentamente, sotto ritmo, il limite che ha mostrato in diverse altre occasioni, ma quando decide di salire in cattedra, il gioco della Juve non può prescindere da lui. Ora è a un bivio: accontentarsi di essere il miglior centrocampista in Italia o alzare l’asticella. Dal 65’ Bentancur 6: La sua crescita prosegue, per alcuni tratti di questa stagione è stato quasi insostituibile, ma anche lui deve mirare a molto di più.

Matuidi 6: Una partita tranquilla, senza particolari spunti. Una volta tanto, il francese si è preso una giornata di riposo.

Cuadrado 6.5: Sta recuperando la condizione dopo quattro mesi di infortunio e i segnali sono incoraggianti, lo aspettiamo per la prossima stagione. Dal 86’ De Sciglio SV: Allegri lo butta dentro senza nemmeno dargli indicazioni.

Ronaldo 6.5: All’inizio sembra svogliato, come se avesse ancora il pensiero alla Champions, poi, piano piano, recupera il gusto di giocare e prova a segnare in tutti i modi, riuscendo a procurare l’autogol di Pezzella.

Bernardeschi 6: Primo tempo sottotono, nella ripresa si fa trasportare dall’entusiasmo della festa imminente e prova qualche giocata delle sue, ma ha ancora troppe difficoltà a trovare la porta. Dal 75’ Kean SV: Se avesse segnato pure oggi, sarebbe stato troppo.

mercoledì 17 aprile 2019

JUVENTUS-AJAX 1-2: COMMENTO E PAGELLE


#delusioneinfinita. L’hashtag dell’ennesima delusione europea della Juventus spopola sul web all’indomani dell’eliminazione per mano dell’Ajax. Un tunnel senza fine, una strada senza uscita che neppure Cristiano Ronaldo è riuscito a illuminare, un senso di fallimento che permea l’esistenza del tifoso juventino, attonito di fronte all’ennesima partita in cui la Juventus è crollata psicologicamente nel momento in cui bisognava tirare fuori gli attributi. Il 2-1 con cui i giovani lancieri hanno espugnato l’Allianz Stadium è la dimostrazione di quanto siano fallimentari le idee calcistiche di Massimiliano Allegri, sconfitto sul proprio terreno di gioco, sulla propria concezione di gioco. Un allenatore che considera il calcio “molto semplice” come recita il suo ultimo libro, è stato preso a pallonate da chi, invece, ritiene il calcio una cosa seria, fatta di schemi, velocità, controllo di palla, divertimento. La Juventus dei singoli contro l’Ajax del gioco collettivo: uno scontro da cui i bianconeri escono con le ossa rotta. Una partita persa, di nuovo, nel secondo tempo, come a Cardiff, a causa di una fragilità inspiegabile. Una squadra incapace di reggere il ritmo degli avversari, sconfitta sulla tecnica, sul dinamismo e sul coraggio, priva di spina dorsale e che in Europa si dimostra immatura e impreparata, proprio mentre a una manciata di chilometri di distanza, il Barcellona chiudeva la pratica Manchester United in quattro minuti. Una cosa che per noi juventini, purtroppo, rimarrà sempre un sogno.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Fa tutto ciò che può per impedire l’imbarcata ed evita diversi gol. Gioca tutto il secondo tempo sotto costante bersaglio, capitola senza alcuna colpa.

Rugani 6: Inizia bene, gioca un ottimo primo tempo, ma quando, nel secondo, l’Ajax prende il controllo della partita, va in confusione, troppo sotto pressione.

Bonucci 6: Stesso discorso di Rugani, ma da lui, con l’esperienza che ha sulle spalle, sarebbe stato lecito aspettarsi di più.

Alex Sandro 5.5: All’inizio sembra in serata, ma poi comincia a sbagliare, a correre a vuoto e a giocare al risparmio.

De Sciglio 5: È la mossa a sorpresa di Allegri che lo preferisce a Cancelo, ma va presto in difficoltà, incalzato dal ritmo infernale degli avversari e costringe l’allenatore a sostituirlo. Dal 64’ Cancelo 5: Mossa ormai inutile, il danno era già stato fatto.

Pjanic 6: Non è quello spiritato visto nel ritorno contro l’Atletico. Questo è il Pjanic versione Campionato, compassato e fin troppo tranquillo nelle giocate. Non alza mai il ritmo, ma almeno ha il merito di salvare un gol fatto.

Emre Can 7: L’ultimo ad arrendersi, se anche gli altri compagni avessero avuto la sua stessa voglia e rabbia, forse le cose sarebbero potute andare diversamente. Si danna e si infuria coi compagni troppo arrendevoli.

Matuidi 6: Solita dose di generosità e corsa, ma stavolta non basta, visto che i folletti attorno a lui gli fanno perdere la rotta.

Bernardeschi 5: Anche lui come Pjanic, dov’era il Bernardeschi visto contro l’Atletico? Sbaglia tutto, si ostina nelle sue solite giocate personali, tocca troppo la palla prima di passarla. Dall’80 Bentancur SV: Giusto per le statistiche.

Dybala 6: Capitano per la prima volta in Champions, sembrava potesse essere la serata del riscatto di una stagione grigia e anonima, ma arriva giusto a finire il primo tempo, poi si infortuna di nuovo. Dal 46’ Kean 6: Prova a sfruttare il momento d’oro, ma stasera non è aria neppure per lui.

Ronaldo 7: Dagli ottavi di finale ha segnato solo lui, cinque gol in quattro partite, un leader abbandonato e solitario che prova a suonare la carica a dei compagni irriconoscibili. Speriamo non si penta della scelta fatta in estate.

domenica 14 aprile 2019

SPAL-JUVENTUS 2-1: COMMENTO E PAGELLE


Mancava un solo punto alla matematica dell’ottavo scudetto consecutivo, ma Allegri non deve essere un fan del detto “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”, così si è presentato a Ferrara, contro la Spal in piena lotta per non retrocedere, con due Primavera in campo e altri due in panchina, preservando molti titolari per la Champions. Il primo tempo è sembrato dargli ragione, con la Juve che ha chiuso in vantaggio grazie all’ormai solito gol di Kean, ma nel secondo, quando la Spal è scesa in campo decisa a vendere cara la pelle, la squadra di Allegri si è sciolta come neve al sole, facendosi rimontare. Inutile dire che il test non era nulla più di un allenamento, la cosa più sconcertante, piuttosto, è stata vedere Dybala, la Joya, colui che indossa la maglia numero 10, colui che la stagione passata ha segnato 26 reti in 46 partite, ormai relegato a giocare queste partite avvilenti. Con la storia del “tuttocampista” Allegri ha bruciato uno dei maggiori talenti bianconeri, destinato, ormai, a lasciare Torino a fine stagione, ma torniamo alla partita. Oltre il risultato, ottime notizie proprio dai nuovi innesti, su tutti Gozzi e Nicolussi che si sono già dimostrati all’altezza della situazione, e dal ritorno di Cuadrado dopo quattro mesi di assenza. Note negative, invece, proprio da Dybala, ridotto a un povero pesce fuor d’acqua che sbatte la coda sofferente per la mancanza di ossigeno.

LE PAGELLE:

Perin 6: Non ha particolari colpe sui due gol subiti, ma non sembra capace di cogliere le occasioni di Allegri gli sta concedendo, mettendo davvero poca pressione a Szczesny che può dormire sogni tranquilli.  

De Sciglio 6: Gioca da terzo centrale e fa il suo lavoretto in maniera ordinata e pulita. Da lui non bisogna aspettarsi molto altro.

Barzagli 6.5: Rientra proprio nel giorno in cui ufficializza il suo addio al calcio a fine stagione, giocando una partita in cui il giudizio è l’ultima cosa che conta. Dal 81’ Bernardeschi SV: Avrebbe volentieri continuato a sonnecchiare in panchina, ma, da un lato, Barzagli, non aveva più benzina e, dall’altro, Allegri doveva far vedere di tenere al risultato della partita.

Gozzi 6.5: Il ragazzo è interessante, grezzo ma di sicure prospettive. Si disimpegna con calma e ogni tanto prova anche a far partire l’azione, molto intraprendente.

Cancelo 5.5: Allegri, forse, lo fa giocare più per punizione che per reale utilità e il portoghese pascola per il campo, tra uno sbadiglio e un tentativo di giocata. Dietro fa, ancora, venire i brividi.

Cuadrado 6.5: Mancava dal 1° dicembre 2018 e il ritmo non può essere dei migliori, ma si vede che ha voglia di tornare a giocare ai suoi livelli. Un rientro incoraggiante.

Bentancur 6.5: Dopo la bella prova di Amsterdam, si conferma uno dei più in forma, giostrando da regista e cavandosela egregiamente. Spesso, tra l’altro, è costretto a coprire anche la zona di un confuso Kastanos.

Kastanos 5: Dei Primavera, è quello che fatica di più, non trovando mai la giusta posizione e rimanendo vittima del suo stesso nervosismo. In occasione del pareggio della Spal, è proprio lui a perdersi la marcatura. Dal 61’ Nicolussi 6: Un altro che sembra possedere doti interessanti, ma alterna ottime giocate (andando anche vicino al gol) e ingenuità come quella che costa il secondo gol della Spal.

Spinazzola 6: Sembra aver fatto un passo indietro rispetto alle prime apparizioni, ma ha il merito di coprire tutta la sua fascia di competenza. Gli manca il guizzo.

Dybala 5: È deprimente vederlo giocare così, ancora vittima dell’equivoco del “tuttocampista”. Non riesce più a essere decisivo in zona d’attacco, è l’ombra di se stesso, gli si legge in faccia la delusione di una stagione che gli sta scivolando di mano.

Kean 6.5: Non fa molto, ma ha il merito di segnare ancora, stavolta correggendo in maniera geniale quanto istintiva un tiro sballato di Cancelo. Ha il fiuto del grande bomber, speriamo venga gestito bene. Dal 69’ Mavididi 6: Un altro debutto interessante, il giovane congolese fa vedere di essere in grado di fare a sportellate con gli avversari, ma non ha ancora la ferocia di Kean.

giovedì 11 aprile 2019

AJAX-JUVENTUS 1-1: COMMENTO E PAGELLE


Ad Amsterdam, la Juventus in formato Champions porta a casa un buon risultato, ma non si dimostra molto diversa da quella vista a Madrid contro l’Atletico. Stavolta, però, aveva di fronte una squadra sbarazzina, poco avvezza al tatticismo esasperato di Simeone, molto più portata al gioco d’attacco e meno alla fase difensiva. L’1-1 maturato  in questa andata dei quarti di finale, ha messo in evidenza quelli che sono i limiti della Juventus, già visti e rivisti, tra sufficienza e poca concentrazione, ma fa ben sperare per il ritorno, a Torino. Cristiano Ronaldo si conferma il miglior cecchino delle fasi a eliminazione diretta, ma soprattutto ha mantenuto la promessa fatta all'indomani dell’infortunio patito con il Portogallo. È sceso in campo e ha guidato la squadra, arrabbiandosi anche spesso, a causa del poco coraggio dei compagni. Allegri, come ormai consuetudine, sbaglia la formazione iniziale, insistendo in maniera ottusa su Mandzukic, vero uomo in meno ieri sera, ma poi è riuscito a leggere bene la partita, andando vicinissimo alla vittoria finale… ma forse sarebbe stato troppo.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Attento nel primo tempo, compie anche un paio di parate importanti, ma si fa sorprendere nell’occasione del pareggio dell’Ajax, partendo in ritardo sul tiro di Neres.

Cancelo 5.5: Una partita divisa tra discese devastanti e amnesie preoccupanti. È suo il perfetto cross per Ronaldo, nell’occasione del vantaggio bianconero, ma è anche suo il pessimo controllo che porta al pareggio dell’Ajax. Un continuo sali e scendi.

Bonucci 6.5: Con un Pjanic non proprio al massimo, l’azione juventina parte quasi sempre dai suoi piedi e, spesso, i suoi lanci tagliano la difesa degli olandesi come il burro. Ottima anche l’intesa con Rugani dietro.

Rugani 7: Buttato in campo per l’assenza di Chiellini, gioca forse la sua miglior partita con la Juventus. Attento, deciso e, stavolta, poco falloso, si dimostra una sicurezza, districando un paio di pericolose situazioni in area di rigore.

Alex Sandro 6.5: Ad Amsterdam si è avuta l’ennesima dimostrazione di come, per vedere il vero Alex Sandro, bisogna attendere la partite di Champions. Quest’anno, evidentemente, il brasiliano ha deciso di snobbare il campionato, perché anche ieri ha giocato con determinazione, arando la sua fascia di competenza, sia in avanti che dietro.

Bentancur 7: Insieme a Rugani è stato il migliore in campo. Finalmente si è rivisto il giocatore elegante, veloce e intelligente che ci ha fatto innamorare. Si meritava anche il calcio di rigore che, invece, arbitro e Var gli hanno, inspiegabilmente, negato.

Pjanic 6.5: Non è il Pjanic visto nelle ultime uscite, soprattutto a causa della pressione costante che subisce dai giocatori dell’Ajax, ma quando trova spazio può gestire con classe e precisione ogni palla. Pensa più a giocare davanti la difesa che a lanciare i compagni.

Matuidi 6.5: Solita generosità, sembra l’unico a riuscire ad andare dietro agli indiavolati giocatori dell’Ajax, interpretando il solito ruolo da pendolino, tra copertura in difesa e inserimenti in attacco. Dal 75’ Dybala SV: Ormai relegato a panchinaro di lusso, è una Joya triste, ormai quasi persa.

Bernardeschi 6.5: Inizia a tutta birra, andando vicino al gol dopo pochi minuti, ma piano piano va scemando, più sale l’intensità del match. Prova alcuni strappi, ma mostra i suoi soliti limiti di dribblomane, perdendo tante occasioni di giocare la palla. Dal 93’ Khedira SV: Si fa giusto in tempo a vederlo.

Mandzukic 5: Per buona parte del match, lascia la Juventus in dieci uomini. Perde ogni duello aereo in avanti e dietro è sempre una mina vagante. Inspiegabile come Allegri continui a farlo giocare titolare. Dal 60’ Douglas Costa 6.5: Entra per spaccare la partita e sfruttare le voragini difensive che, ogni tanto, si aprono nelle retrovie olandesi e va vicino a diventare l’uomo della serata, colpendo un palo. Tanti sprint, impressionanti, ma poi, troppo spesso, sbaglia la cosa più semplice.

Ronaldo 7: Aveva puntato l’Ajax già all’indomani dell’infortunio in Nazionale e, ancora una volta, ha confermato di essere il migliore. Non giocava da due settimane, ma si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto, per mettere a segno l’ennesima rete ad Amsterdam, ormai sua vittima preferita dopo i cinque gol rifilati col Real Madrid. Stimola i compagni, li sgrida e si dimostra leader in campo.


lunedì 8 aprile 2019

JUVENTUS-MILAN 2-1: COMMENTO E PAGELLE


L’ottavo scudetto consecutivo è ormai a un passo. Il 2-1 al Milan, in rimonta, proietta la Juve sempre più vicina al traguardo, nonostante le solite recriminazioni e polemiche scatenate nel dopo partita dai dirigenti rossoneri. Contro il Milan, a pochi giorni dall’impegno di Champions, Allegri decide di schierare una formazione con tanti assenti, tra cui Chiellini e Pjanic, e, infatti, i primi quarantacinque minuti scorrono via in sofferenza, coi rossoneri che si fanno preferire e che chiudono in vantaggio meritatamente, grazie a un gol nato dagli sviluppi di un’azione in cui l’arbitro non fischia (rinnegando anche la segnalazione del Var) un rigore al Milan per fallo di mano di Alex Sandro. La Juventus è quella vista ultimamente in Campionato, svogliata e che gioca grazie ad alcune folate individuali, mentre la squadra di Gattuso sa di giocarsi buona parte della stagione e delle possibilità di qualificazione in Champions. Nel secondo tempo, la sinfonia cambia, il Milan cala e Allegri capisce che deve cambiare qualcosa e grazie a un rigore, Dybala trova il pareggio. Il match sembrerebbe destinato a terminare così, le due squadre sembrerebbero accontentarsi di non farsi male, ma non si è tenuto conto del “fattore Kean” che, ancora una volta, entra in campo e decide la partita a cinque minuti dalla fine. Il resto è festa da una parte e rabbia (ingiustificata) dall’altra.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: È incolpevole sul gol del Milan, ma fa sentire la sua presenza nei minuti finali, quando i rossoneri si buttano in avanti a caccia del pareggio. Chiude ogni spazio, si fa trovare pronto tra i pali bloccando a terra un tiro pericoloso di Calhanoglu. Occhi della tigre.

Rugani 5.5: Soffre troppo, nel secondo tempo si fa scappare Piatek che sembra Mennea rispetto a lui. Quasi sempre in affanno, ha spesso bisogno del raddoppio per sbrogliare la matassa. Insicuro.

Bonucci 5.5: Non è serata per la difesa juventina e Bonucci la combina grossa nell’occasione del vantaggio rossonero. Rimedia, poi, nel secondo tempo lanciando Dybala nell’azione del rigore del pareggio. Svagato.

Alex Sandro 5: Ormai sembra diventato impossibile rivedere con continuità il giocatore che ci aveva conquistati. Questo è l’ombra di se stesso, confuso, svogliato, disordinato e arrendevole. Capolinea.

De Sciglio 6: Per la prima volta da quando è alla Juve, gioca contro il suo passato e ne risente, soprattutto all’inizio. Sembra impacciato e indeciso, poi cresce ma tende a giocare al risparmio. Emozionato.

Bentancur 5.5: Anche di lui, ultimamente, si sono perse le tracce. Non è il giocatore brillante dei mesi scorsi, anzi, è lento e legnoso, si fa anticipare in modo ingenuo nell’occasione del gol del Milan. Spento.

Emre Can 6: È sfortunato perché si fa male presto e da solo, anche perché aveva cominciato bene, da uomo ovunque. Il suo peso a centrocampo si sentiva, senza di lui, il Milan ha preso il sopravvento. Dal 25’ Khedira 6: Rientra dopo l’intervento al cuore, non gli si poteva chiedere molto.

Bernardeschi 6: Fin quando si piazza da terzo di centrocampo si trova spesso fuori posizione e pecca nel gioco, tenendo troppo palla e sbagliando diversi appoggi. Quando Allegri lo sposta nella sua solita posizione, migliora ma pecca ancora nella decisione finale, spesso tira quando deve passarla e viceversa. Lezioso.

Spinazzola 6: Una prova senza infamia e senza gloria, con qualche tentativo di affondo, ma non è quello ammirato contro l’Atletico Madrid. Cala alla distanza. Dal 61’ Pjanic 8: In questo momento la Juve non può fare a meno di lui, perché ogni azione diventa interessante quando è lui a giostrare la palla. La musica cambia proprio quando entra lui. Insostituibile.

Dybala 6: In questa annata difficile, si trova spesso fuori dal gioco della squadra, l’unico guizzo è lo scatto sull’azione del rigore, ma Allegri lo toglie proprio quando sembrava in crescita. Interrotto. Dal 66’ Kean 8: E segna sempre Kean. Ormai sembra questo il leitmotiv della fine di questa stagione juventina. Il giovane centravanti si sta rivelando decisivo quasi quanto Ronaldo.

Mandzukic 6: Ci mette più determinazione delle scorse partite, ma è troppo nervoso e rischia diverse volte di combinarla grossa. In avanti va vicino al gol con una splendida rovesciata, ma poi si dedica alla copertura, facendo correre brividi lungo la schiena diverse volte. Isterico.

mercoledì 3 aprile 2019

CAGLIARI-JUVENTUS 0-2: COMMENTO E PAGELLE


La Juve che non ti aspetti. A Cagliari, contro una squadra in forma e in piena corsa per la salvezza, si è vista una Juventus brillante, lontana parente di quella vista contro l’Empoli e, ancora di più, nella sconfitta di Genova. Fin dal fischio di inizio, i bianconeri hanno messo in chiaro le cose, pressando e schiacciando gli avversari, decisi a portare a casa altri tre punti essenziali per la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo. Certo, è innegabile che il Cagliari non è stato quello che ci si aspettava, non più la solita compagine battagliera che, tra le mura di casa, ha sempre dato filo da torcere. Gli undici di Maran sono stati molto al di sotto delle aspettative, quasi arrendevoli e non sono mai riusciti a entrare in partita, anche grazie all’aggressività della Juventus che ha soffocato sul nascere qualsiasi loro velleità, annullandone ogni fonte di gioco.  


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Serata abbastanza tranquilla, anche grazie alla serata poco ispirata degli attaccanti del Cagliari che non riescono mai a tirare in porta in modo pericoloso.  

Caceres 6.5: Gioca una buona partita, molto attento alle chiusure e sempre pronto a proporsi in appoggio. Lo ferma soltanto un infortunio muscolare, l’ennesimo. Dal 61’ Bentancur 6: Ha soprattutto il merito di fornire a Kean l’assist del 2-0, per il resto gestisce senza problemi.

Bonucci 6.5: Abbastanza libero dai compiti difensivi, vista la serata poco prolifica degli attaccanti cagliaritani, va a segnare il gol che sblocca il risultato, saltando in completa libertà nel cuore dell’area di rigore avversaria. Come al solito, dà appoggio a Pjanic nella costruzione dell’azione, riuscendo diverse volte a lanciare i compagni.

Chiellini 6.5: Solita partita da leader, senza sbavature in difesa. Un buon allenamento che ne ha saggiato la forma fisica e la tenuta atletica.

De Sciglio 6.5: Buona partita anche per lui che domina sulla fascia di destra, mettendo al centro un gran numero di cross, ma attento anche in chiusura.

Emre Can 7: Partita dopo partita, sta diventando il vero jolly bianconero. Parte da centrocampista, furoreggiando in ogni parte e su ogni palla, e chiude da terzo difensore centrale, permettendosi chiusure alla Chiellini. Gran serata per il tedesco.

Pjanic 7: Con a fianco due scudieri come Emre Can e Matuidi, è il vero re del centrocampo, tocca un numero impressionante di palloni, si diverte a ogni giocata, permettendosi perfino dribbling e tunnel. Uno spettacolo per gli occhi.

Matuidi 6.5: Dei tre centrocampisti, è lui che fa il lavoro più sporco, dividendosi tra l’appoggio agli attaccanti e la copertura difensiva. A fine gara, va in tilt per i “buuu” razzisti che arrivano dalla curva del Cagliari, per il secondo anno consecutivo.

Alex Sandro 6.5: Finalmente si è visto un giocatore nuovamente propositivo e concentrato, diversamente dalle precedenti partite. Ci mette la grinta giusta e prova sempre la giocata, come da sue caratteristiche, diventando, stavolta, un elemento in più.

Bernardeschi 6: Serata di involuzione per l’ex Fiorentina che, per novanta minuti, torna a essere quel testardo calciatore troppo individualista che non vorremmo mai vedere.

Kean 6.5: Dopo un primo tempo spesso fuori dal cuore della manovra bianconera, il giovane centravanti gioca una ripresa alla sua altezza, andando ancora una volta a segno, per la quinta partita di fila tra Juventus e Nazionale, e sbagliando almeno altri due gol, ma è ingenuo nell’esultanza che scatena la bagarre finale e il triste spettacolo sugli spalti.

lunedì 1 aprile 2019

JUVENTUS-EMPOLI 1-0: COMMENTO E PAGELLE


Dopo la caduta di Genova, la Juventus è tornata alla vittoria, soffrendo oltre ogni previsione contro l’Empoli. Soprattutto nel primo tempo, la squadra di Andreazzoli ha dominato, schiacciando i bianconeri nella propria metà campo, ma non riuscendo a rendersi mai davvero pericolosa. Nei primi 45’, si è rivista la Juve di Genova, svogliata, lenta e deconcentrata, mentre nel secondo, complice anche la stanchezza dell’Empoli, si è vista la differenza tecnica tra le due squadre, ma ci è voluto l’ingresso di Moise Kean dalla panchina per decidere il match. Eh sì, perché, nonostante il momento magico che sta vivendo il giovane centravanti, sia con la Juventus che in Nazionale, Allegri ha ritenuto giusto tenerlo in panchina insieme a Spinazzola, altro giocatore in crescita, preferendogli due zombie come Mandzukic e Alex Sandro. Solo con l’ingresso dei due vogliosi rincalzi, i bianconeri hanno trovato la via del gol e hanno cominciato a macinare gioco, portando a casa il massimo con minimo sforzo. Complici i quindici punti di vantaggio sul Napoli, nessuno degli undici di Allegri sembra aver voglia di giocare la manciata di partite che mancano alla fine del Campionato, ma ancora bisogna vincere altre quattro partite, prima di poter fare festa. Speriamo se lo ricordino.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Nel primo tempo passa più tempo a strigliare i compagni che a preoccuparsi degli avversari, nei secondi quarantacinque minuti fa da spettatore. Serenità.

Cancelo 6.5: Un po’ pigro, soprattutto nel primo tempo, sonnecchia come tutti gli altri compagni, ma quando decide di affondare sono guai per gli avversari. A corrente alternata.

Rugani 7: Sarà forse per il fresco rinnovo di contratto, ma il Rugani visto contro l’Empoli è un altro rispetto a quello inguardabile contro il Genoa. Con accanto Chiellini, probabilmente, gioca più tranquillo. Compie diverse importanti chiusure. Attento.

Chiellini 7: All’inizio sbaglia parecchio, stop e passaggi, poi, piano piano, rialza la testa e sale in cattedra, dominando dietro e lanciando Manduzkic nell’azione del gol di Kean. Diesel.

Alex Sandro 4.5: Irritante, come ormai quasi sempre. Sbaglia tanti palloni, gli manca lo scatto decisivo e il dribbling sulla fascia, così è un giocatore in meno. Fantasma. Dal 61’ Spinazzola 6.5: Dà la verve che mancava a sinistra ed è bravo ad allargare la difesa avversaria, costantemente in azione offensiva. Prova anche il gol, ma non è fortunato.

Emre Can 6: Cerca di spronare i compagni a salire e a non farsi schiacciare dall’Empoli, pressa e imposta, ma anche lui, soprattutto nel primo tempo, dimostra di non essere concentrato nel modo giusto, per poi prendere il sopravvento nella ripresa. Jolly.

Pjanic 6.5: Nel primo tempo predica nel deserto e si dispera per l’incapacità dei compagni di farsi trovare smarcati, nel secondo, quando tutta la squadra alza il ritmo, sale in cattedra e giostra a suo piacimento ritmo e possesso palla. Imprescindibile.

Matuidi 6: Quando i compagni non lo supportano, per il francese è difficile dare un senso alla sua generosità, tanto che spesso è costretto a inseguire il diretto avversario, Traoré. Lui, comunque, corre e lotta come sempre e si fa sentire quando ce n’è bisogno. Agguerrito. Dal 69’ Kean 7: Prosegue il suo “magic moment” e segna il terzo gol con la maglia bianconera, dopo i due messi a segno con la Nazionale. Ha anche una clamorosa occasione per la doppietta, ma spreca. Con lui in attacco, la musica cambia.

Bentancur 5: Viene messo in campo all’ultimo, al posto di Dybala infortunato, ma, evidentemente, non si era preparato al meglio, perché vaga per il campo in cerca di una posizione che non trova mai. Disperso.

Bernardeschi 6.5: Anche lui, nel primo tempo, è assente ingiustificato, mentre nella ripresa si accende improvvisamente andando due volte vicino al gol e portando scompiglio nella difesa avversaria.  In questi casi, da lui, ci si aspetta maggiore continuità. A sprazzi. Dall’84’ Caceres SV: Giusto il tempo di fare fallo su Kean.

Mandzukic 6: Si guadagna la sufficienza per l’assist intelligente nell’azione del gol di Kean, perché fino ad allora si era visto, ancora una volta, un giocatore assente e svogliato, inspiegabilmente titolare. Raccomandato.