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domenica 21 ottobre 2018

JUVENTUS-GENOA 1-1: LE PAGELLE


La Juventus più brutta della stagione, una Juventus che speravamo di non rivedere più, involuta, pigra, con la testa da un’altra parte (a Manchester, secondo Allegri). Col Genoa è andato in scena il classico bagno d’umiltà, per una formazione che fino a ora aveva giocato dando spettacolo, aveva vinto dominando le partite. Col Genoa l’inizio era stato promettente e il gol è arrivato dopo poco più di quindici minuti, grazie al solito Cristiano Ronaldo, ma poi la squadra è letteralmente uscita dal campo, cominciando a giochicchiare e a perdere palloni sanguinosi. L’approccio del secondo tempo è stato disastroso e, alla lunga, il pareggio del Genoa è arrivato proprio in un’azione che ha messo a nudo la deconcentrazione della squadra che si è fatta sorprendere ingenuamente. Un pareggio che ridà fiato a un Campionato che molti consideravano già chiuso e che ha permesso al Napoli di riavvicinarsi. Mai come quest’anno, l’impressione è che la Juve sia l’avversario, il peggiore, forse anche l’unico, di se stessa.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Inoperoso per quasi tutta la partita, para bene su un tiro dal limite di Piatek e subisce un gol in cui poco avrebbe potuto fare. Incolpevole. 

Cancelo 6.5: Primo tempo da 8, è imprendibile, un vero incubo per gli avversari, ma nel secondo tempo viene risucchiato anche lui dall’incredibile crisi di pigrizia della squadra che gli fa perdere qualche palla di troppo. Metamorfosi.

Bonucci 5.5: Un altro gol di testa subito, un altro piazzamento a dir poco discutibile, con la fascia di capitano per la prima volta, anche lui si trasforma da un tempo all’altro, diventando una bella statuina in occasione del pareggio del Genoa. Distratto.

Benatia 5: Anche per lui, stesso discorso per Bonucci, con l’aggravante che si becca un cartellino giallo per un inutile intervento a centrocampo e non chiude con tempestività su Kouamé in occasione del gol genoano. Fuori tempo.

Alex Sandro 6.5: Uno dei migliori in campo, grazie alla continua spinta sulla fascia che si fa asfissiante dopo l’1-1. Mette al centro una miriade di palloni, ma nessuno sa approfittarne. Ultimo ad arrendersi.

Bentancur 6.5: Allegri lo promuove titolare ancora una volta e il giovane uruguaiano non tradisce la fiducia del suo allenatore, giocando una partita di qualità e quantità. Anche lui, nel secondo tempo, rimane vittima dell’immobilismo della squadra, ma è sempre lì a correre e a recuperare palloni. Vivace.

Pjanic 6.5: Nel primo tempo fa ciò che vuole, servendo assist e giostrando con abilità la manovra della Juventus, nel secondo cerca di mantenere la lucidità ma non è sempre assistito dai compagni. Regista.

Matuidi 6.5: Solita gara di grande generosità. Nel primo tempo chiude anche il pertugio più piccolo, correndo avanti e indietro, mentre nel secondo diventa troppo  frenetico, perdendo qualche pallone. Grintoso. Dal 71’ Dybala 6: Allegri lo butta dentro subito dopo il pareggio del Genoa e la Joya cerca di prendersi la squadra sulle spalle, ma il tempo è poco e la frenesia tanta. Volenteroso.

Cuadrado 6.5: Schierato a sorpresa nel tridente con Ronaldo e Mandzukic, gioca un primo tempo perfetto, pronto ad attaccare ma anche a difendere, nel secondo gioca solo quindici minuti prima di dare spazio a Douglas Costa. In palla. Dal 58’ Douglas Costa 5: Torna in campo dopo circa un mese, ma è solo un lontano parente del giocatore che abbiamo ammirato e amato. Sbaglia tre o quattro accelerazioni, perdendo sistematicamente palla. Lontano.

Mandzukic 5: È, forse più di tutti, lo specchio della Juve. Svogliato, distratto e poco deciso, perde contrasti che, di solito, vince sempre. In attacco è un fantasma, ma riesce in qualche ripiegamento difensivo. Troppo poco. Dal 81’ Bernardeschi SV: La mossa della disperazione che non porta i frutti sperati.

Cristiano Ronaldo 7: Che sia di un altro pianeta si sa, ma sono proprio le partite come quella di ieri che sottolineano la sua diversità rispetto al resto della squadra. Segna, tira non appena vede un angolo di porta, colpisce un palo clamoroso con un colpo di testa che sembra un tiro al volo, non si arrende fino alla fine. È l’unico, fino a oggi, ad aver giocato tutte le partite di Campionato, ma sembra un qualunque gregario che si gioca le proprie possibilità. Professionista.

domenica 7 ottobre 2018

UDINESE-JUVENTUS 0-2: LE PAGELLE


La Juve non si ferma. Otto su otto in Campionato, diciotto reti segnate e solo cinque subite, un vantaggio di sei punti dal Napoli, secondo. In molti, ritengono che i giochi siano già chiusi, ma ciò che conta davvero è che questa Juventus non sembra volersi fermare. Ogni partita viene giocata come fosse una finale, con una fame e una cattiveria che negli anni passati, soprattutto in Europa, non si era vista molto. Anche ieri, a Udine, i bianconeri hanno costretto gli avversari in difesa, impedendogli per tutto il primo tempo di superare la propria metà campo, anche dopo il vantaggio e perfino dopo lo 0-2. Quest’anno sembra essere scattato qualcosa nelle teste dei giocatori, forse grazie all’arrivo di Cristiano Ronaldo o forse soltanto perché, finalmente, è stata raggiunta una maturità tale da permettere un approccio alla partita diverso. Fino all’anno scorso, si soffriva spesso, si portavano a casa partite con degli 1-0 risicati o si veniva addirittura raggiunti perché la squadra tendeva ad abbassarsi troppo e ad accontentarsi. In questo inizio stagione, invece, alla Juve piace giocare, piace attaccare, piace dominare gli avversari. Un gioco molto più europeo, molto più in linea con quello di squadre come Real, Barcellona, Bayern Monaco o Manchester City. Un enorme salto di qualità che ci sta facendo divertire parecchio e che speriamo possa andare avanti ancora per molto.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Inoperoso per quasi tutto il match, dimostra però di saperci fare bene coi piedi, partecipando attivamente all’inizio dell’azione. Vacanza.

Cancelo 7.5: Secondo Daniele Adani, in questo momento è il miglior terzino destro del mondo e lo dimostra con un’altra partita ricca di spunti, soprattutto in attacco. In difesa, ogni tanto, è ancora un po’ svagato, ma ha margini impressionanti. Classe.

Bonucci 7: Giornata abbastanza tranquilla, ma è anche e soprattutto grazie a lui e a Chiellini se la Juve, quest’anno, può permettersi di schiacciare l’avversario nella sua metà campo. Pressa, è sempre pronto a intercettare il passaggio, tiene la squadra alta e imposta come solo lui sa fare. Rinato.

Chiellini 7: Anche per lui una serata di mezzo riposo, in cui deve solo controllare i rari attacchi dell’Udinese, ma è il primo a correre per recuperare la palla e far ripartire la squadra. Onnipresente.

Alex Sandro 6.5: Quando vuole, sa giocare come gli chiede Allegri, tanta spinta e tante coperture. Ieri sera ha salvato anche a Szczesny battuto, ma è ancora troppo discontinuo. In crescita.

Bentancur 7: Segna il suo primo gol con la Juventus, attuando proprio ciò che gli chiede Allegri e finalizzando un contropiede da manuale. Partita seria, come la definirebbe il suo allenatore, sia in fase di recupero che di impostazione. Concreto.

Pjanic 6.5: Si posizione a davanti la difesa e distribuisce una marea di palloni, una vera serata da “pianista”, come è stato ribattezzato, ma stavolta recupera anche tanti palloni, correndo come mai fatto nella sua carriera. Sta per combinarla grossa dopo nemmeno dieci minuti, ma per sua fortuna dietro ha dei monumenti. Dal 89’ Barzagli SV: Entra per far riposare Chiellini e Bonucci, ha giusto il tempo di toccare qualche pallone.

Matuidi 6.5: Solita prestazione da maratoneta, ma, inevitabilmente, il fisico non regge l’ennesima partita di corsa e sacrifici, così a fine primo tempo è costretto a uscire per rifiatare. Eroico. Dal 46’ Emre Can 6: Svolge il suo compito senza strafare, controllando la sua zona e accennando qualche sortita in attacco. Scolastico.

Dybala 7: Giocando dietro Mandzukic e CR7, arriva meno al tiro, ma ha la libertà di svariare su tutto il fronte d’attacco, servendo assist e cercando l’intesa coi compagni di reparto. Sbaglia un gol che per lui sarebbe stato facile, ma è sempre presente nelle azioni più pericolose. Imprevedibile. Dal 66’ Bernardeschi 6: Cerca di essere più concreto, ma ogni tanto si incarta in qualche dribbling di troppo. Smanioso.

Mandzukic 6.5: Sembra aver trovato la posizione ideale in campo, ma sbaglia un gol fatto, tirando addosso al portiere dell’Udinese e peccando di troppa superficialità. Corre tanto, come al solito, e serve l’assist a Ronaldo per lo 0-2. Si fa ammonire a partita ormai finita. Ovunque.

Cristiano Ronaldo 7.5: Nonostante il periodo poco felice al di fuori del campo, sfodera una prestazione maiuscola e segna il suo quarto gol in maglia bianconera, con un siluro da fermo appena dentro l’area di rigore. È sempre il trascinatore e riesce a costruire un’azione pericolosa anche dalla palla più innocua. Altro pianeta.

mercoledì 3 ottobre 2018

JUVENTUS-YOUNG BOYS 3-0: LE PAGELLE


Debutto casalingo in Champions e altra vittoria, la nona su nove partite giocate fino a ora dalla Juventus. Un inizio straordinario, se si conta anche l’imbattibilità europea, cinque gol segnati e zero subito. Bianconeri in forma, seppur contro un avversario davvero modesto che già dopo cinque minuti si è trovato in svantaggio. Ennesima dimostrazione di forza, con Paulo Dybala sugli scudi e autore di una tripletta. La Juventus formato Europa, per adesso, sembra non avere differenze da quella che primeggia in Italia. Forza, determinazione e concentrazione hanno permesso ai bianconeri di cominciare alla grande, in attesa dello scontro a Manchester contro lo United di Mourinho e Pogba che ci dirà dove può arrivare la squadra di Allegri.

LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Poco impegnato nei novanti minuti, dimostra comunque concentrazione e prontezza quando chiamato in causa. Partita dopo partita, sembra stia acquistando sempre più sicurezza, trasmettendola anche al proprio reparto difensivo. Guardingo.

Barzagli 6.5: Il professore si fa sempre trovare pronto e, insieme a Bonucci e Benatia, compone una difesa impenetrabile contro cui poco possono i calciatori dello Young Boys. Marmoreo.

Bonucci 6.5: Stesso discorso di Barzagli, ma impreziosito dall’assist per il vantaggio di Dybala, grazie a uno dei suoi millimetrici lanci. Preziosa alternativa al gioco di Pjanic. Geometra.

Benatia 6.5: Anche per lui serata tranquilla, di controllo e allenamento fisico. Una presenza che lo aiuta a sentirsi un dodicesimo titolare. È sempre presente quando serve. Ordinato.

Cuadrado 6.5: Parte volenteroso, ma viene servito poco dai compagni che preferiscono giocare dall’altra parte, ma con l’andare del tempo guadagna sempre più spazi, soprattutto nel secondo tempo. Fa vedere sprazzi del miglior Cuadrado, ma deve ancora migliorare la condizione fisica. Volenteroso.

Alex Sandro 6: Un po’ pigro, dà l’impressione di giocare col freno a mano tirato. Quando si lascerà andare, rivedremo la freccia di cui ci siamo innamorati. Timido.

Pjanic 7: Gioca a tutto campo, partendo spesso da quarto difensore centrale. Dà ordine e ritmo alla manovra juventina, distribuendo e controllando la palla quando necessario. Si arrabbia quando Bernardeschi gli scippa una punizione, calciandola alle stelle. Padrone. Dal 70’ Khedira 6: Rientra dopo l’infortunio e gioca venti minuti giusto per saggiare la condizione fisica.

Matuidi 6.5: Solita partita generosa, su una respinta di un suo tiro arriva il secondo gol di Dybala. A fine primo tempo, Allegri gli concede un po’ di meritato riposo. Guerriero. Dal 46’ Emre Can 6.5: Entra bene in partita, sfruttando la sua freschezza e la sua straordinaria forza fisica. Prima affianca Pjanic e poi lo sostituisce quando il bosniaco esce, va anche vicino al gol. Jolly.

Bernardeschi 5.5: Unica nota stonata della serata. Parte titolare, ma vuole strafare, tenendo troppo palla e sprecando un paio di contropiedi in superiorità numerica. Cerca ossessivamente la porta, senza rendersi conto che attorno a lui ci sono compagni molto meglio piazzati. Egoista.

Dybala 8: Segna la sua seconda tripletta con la Juve, la prima in Champions, e poteva farne anche quattro se un palo interno non avesse respinto la palla. Prestazione maiuscola, giocata, ancora una volta, a tutto campo, con recuperi quasi al limite dell’area di rigore bianconera, assist, lanci e triangoli stretti coi compagni. La Joya è tornata. Devastante.

Mandzukic 6: Senza Cristiano Ronaldo, gli arrivano pochi palloni giocabili e il croato si lascia spesso andare a gesti di insofferenza. Non riesce mai a essere pericoloso, nonostante il solito impegno che lo porta anche in difesa. Solita ovazione quando esce dal campo. Sofferente. Dal 78’ Kean 6: In poco più di dieci minuti, il giovane attaccante cerca in tutti i modi di mettersi in mostra, dando profondità alla manovra juventina e segnando, seppur in fuorigioco. Corre tanto, fa i giusti movimenti, i compagni cercano in tutti i modi di metterlo davanti al portiere. Promessa.

domenica 30 settembre 2018

JUVENTUS-NAPOLI 3-1: LE PAGELLE


Sette su sette, otto su otto se si considera anche la Champions. È una Juventus inarrestabile, questa di inizio stagione, che dopo sette giornate ha già sei punti di vantaggio sul Napoli secondo in classifica e maggiore antagonista per lo scudetto. Contro gli undici di Ancelotti, CR7 e compagni hanno dato un’ulteriore prova di forza, rimontando l’iniziale svantaggio nato da un errato disimpegno di Bonucci. Da quel momento, i bianconeri hanno premuto il piede sull'acceleratore e il Napoli non ha avuto, praticamente, più scampo. La Juve ha fatto e sfatto a suo piacimento, nonostante la buona volontà dei partenopei. Il 3-1 dice che, ora come ora, la squadra di Allegri è più di un gradino sopra tutte le altre e può gestirsi il proprio destino da sola. Quest’anno l’unica avversaria della Juventus, almeno in Italia, sembra proprio la Juventus stessa.

LE PAGELLE:

Szczesny 7: La parata su Callejon, sul 2-1 per la Juventus, è stata decisiva. Lì, seppure con il Napoli in inferiorità numerica, poteva cambiare il destino della partita, ma il polacco ha detto di no. Un intervento che ricorda molto quello della stagione passata contro la Roma, quando a tempo ormai praticamente scaduto, Szczesny aveva impedito il pareggio di Schick. Decisivo.

Cancelo 6.5: Meno esplosivo del solito, anche a causa dello schieramento del Napoli, ma sempre più in crescita. Sbaglia poco e dà sempre l’impressione di poter dare lo strappo decisivo sulla fascia. Concreto.

Bonucci 6.5: La combina grossa sul vantaggio del Napoli, sbagliando un appoggio in uscita, ma poi si fa perdonare realizzando il gol del 3-1 e che chiude la partita. Come lui stesso ha detto a fine partita, ogni match deve riavvicinarlo sempre di più alla tifoseria bianconera. Sembra sulla strada giusta. Coraggioso.

Chiellini 7: Sempre più baluardo della difesa, si fa in quattro, azzardando perfino una scorreria sulla fascia che si conclude con un cross troppo sul portiere, ma è sempre il solito gladiatore che chiude ogni pertugio. Colonna.

Alex Sandro 5.5: Ancora una volta, la sua prova non è sufficiente. All'inizio sembra con la testa da un’altra parte, sbaglia a ripetizione e perde tante palle, poi, piano piano, si riprende, ma il suo apporto è ancora troppo sotto ritmo rispetto al resto della squadra. Confuso.

Pjanic 6.5: Una partita difficile per il bosniaco, contro un Napoli molto alto, soprattutto all'inizio, ma il Pianista non si scompone mai e riesce sempre a uscire con la palla al piede per impostare, seppur costretto spesso ad abbassarsi fino alla difesa. Prestazione di grande concretezza. Sicuro.

Emre Can 6.5: Più gioca e meno si sente la mancanza di Khedira. Ormai il giovane tedesco di origine turca sta prendendo in mano il centrocampo della Juve, formando, con Matuidi, una coppia che riesce a correre, a difendere, a impostare e a coprire le spalle a Pjanic. Nonostante la giovane età, dimostra già grande esperienza. Senza fronzoli. Dal 62’ Bentancur 6: Entra bene in partita, sfruttando la sua freschezza e aiutando i compagni a controllare la partita. Allegri crede molto nelle sue qualità e lui si sta ritagliando sempre più spazio. Frizzante.

Matuidi 7: Meno preciso del solito, ma ormai i suoi polmoni non si contano più. Corre come un matto, copre ogni spazio e si butta in avanti appena possibile. Ormai ha la stessa importanza del connazionale Deschamps nella Juventus di Marcello Lippi. Ovunque.

Dybala 6.5: Non segna, ma gioca per la squadra, facendo perfino il centrocampista. Sta trovando una nuova dimensione e la crescente forma fisica lo sta aiutando a diventare un nuovo giocatore, diverso da quello ammirato fino a ieri. In evoluzione. Dal 64’ Bernardeschi 6: Entra per sfruttare la freschezza e la superiorità numerica, ma dopo il 3-1, la squadra decide di controllare e di non affondare oltre. Qualche strappo, comunque, gli riesce, ma ormai le due squadre andavano a un altro ritmo.

Mandzukic 7.5: Fino a ora, è lui il capocannoniere della squadra con quattro reti. Chi l’avrebbe mai detto? La presenza di Ronaldo, anziché ostacolarlo, lo sta aiutando a segnare di più, evitandogli i sacrifici che Allegri gli chiedeva fino a poco tempo fa. Ora può fare di nuovo il centravanti e con un uomo assist come CR7, si sta divertendo come non succedeva da tempo. Doppietta da attaccante puro. Letale. Dall’84’ Cuadrado sv: Entra con ormai il risultato in cassaforte e non può fare altro che assecondare i ritmi lenti dei compagni.

Cristiano Ronaldo 8: Il migliore in campo. Fa impazzire la difesa del Napoli, è sgusciante, si procura punizioni e ammonizioni, quando riesce ad andare via, quasi sempre, serve assist al bacio. E infatti mette lo zampino su tutte e tre le reti della Juventus, prima servendo Mandzukic con un cross delizioso, poi colpendo il palo con una staffilata da fuori area e poi colpendo di testa su calcio d’angolo. A detta di molti, la migliore prestazione di CR7 con la maglia bianconera, anche se sbaglia un paio di buone occasioni. Da lucidarsi gli occhi.

giovedì 27 settembre 2018

JUVENTUS-BOLOGNA 2-0: LE PAGELLE


Certo, non era il test più difficile, ma la prova della Juventus contro il Bologna è stata una dimostrazione di forza e concentrazione che è parsa, un po’ a tutti, la conferma di quanto sia cresciuta la squadra quest’anno. Fin dai primi minuti, gli undici di Allegri si sono gettati in avanti, hanno invaso la metà campo avversaria per dirla alla Guidolin, chiudendo la partita dopo neppure mezz’ora. Il resto è stato poco più di un allenamento, durante il quale i giocatori hanno potuto mettere alla prova la propria forma fisica. Settima vittoria su sette partite giocate, quasi il 77% di possesso palla, Perin praticamente mai impegnato, un dominio lungo novanta minuti che porta i bianconeri verso il confronto diretto col Napoli con tre punti di vantaggio. Già sabato il Campionato potrebbe dare un primo verdetto.

LE PAGELLE:

Perin 6: Giusto un paio di tranquille parate per guadagnarsi la sufficienza, poi ha fatto da spettatore non pagante. Un debutto sereno, in cui, comunque, l’ex portiere del Genoa ha fatto capire di essere pronto.  

Barzagli 6.5: Anche lui al debutto stagionale, non fa rimpiangere Chiellini a cui è stato concesso un turno di riposto. Si dimostra, ancora una volta, un uomo importante, sia come calciatore che come presenza nello spogliatoio. Esce tra gli applausi di tutto lo stadio. Professore. Dal 85’ Alex Sandro sv: Entra a giochi praticamente fatti, giusto una sgambata per riscaldare i muscoli.

Bonucci 6.5: Prosegue la crescita del figliol prodigo, protagonista, ancora una volta, di una gara ordinata e attenta, impreziosita dal lancio che ha portato il vantaggio bianconero, uno di quelli per cui qualcuno lo aveva paragonato a Beckenbauer. Preciso.

Benatia 6: Si fa trovare sempre pronto quando Allegri lo chiama in causa e anche stavolta sfodera una prestazione ordinata e senza sbavature, permettendosi, ogni tanto, una volata in avanti. Tempestivo.

Cuadrado 6.5: Più frizzante rispetto alle precedenti prestazioni, è onnipresente in ogni azione d’attacco della Juventus, ma pecca ancora di imprecisione. Aspettiamo ancora le sue serpentine. Promosso. Dal 76’ Bernardeschi sv: Entra quando il match è in totale controllo, quindi le sue sono giocate più di controllo che di attacco e non riesce a dare il solito, spesso decisivo, contributo.

Pjanic 6: Si fa ammonire un po’ ingenuamente, condizionando la partita, ma nel complesso, è sempre lui il faro del centrocampo e tutte le azioni tendono a passare dai suoi piedi, tranne quelle in cui Bonucci decide di saltarlo. Irruento. Dal 64’ Emre Can 6: Solita prestazione solida, fa sentire il suo fisico e va vicinissimo al primo gol in maglia bianconera. Possente.

Bentancur 6.5: Bel passo in avanti rispetto all’opaca prestazione di Frosinone. Da un suo splendido recupero in scivolate parte l’azione del primo gol bianconero e stavolta è anche più lucido a impostare e ad arrivare al limite dell’area. Redivivo.

Matuidi 7: Secondo gol in campionato, ancora una volta quasi da rapace di area di rigore come col Parma. Corre per due, difende, attacca e segna. Cosa si può volere di più da lui? Inossidabile.

Cancelo 7: Ormai è una realtà e i 40 milioni spesi dalla Juve per strapparlo al Valencia, cominciano a sembrare pochi. Anche lui, come Emre Can, va vicino a siglare il suo primo gol con la Juventus, ma ormai è una certezza. Affare.

Dybala 7: La migliore prestazione dall’inizio della stagione. Si sblocca e segna il suo primo gol, liberando, come per magia, tutta la sua classe. Gioca a tutto campo, recupera palloni in difesa e tenta triangoli strettissimi con Ronaldo. Quando i due troveranno la giusta intesa, ci sarà da divertirsi. Onnipresente.

Cristiano Ronaldo 6: Per una volta che sale in cattedra Dybala, lui si accomoda dietro ai banchi, disputando la solita partita generosa, ma non arrivando mai a concludere pericolosamente. Più di una volta detta movimenti ai compagni che, però, non lo servono adeguatamente. Forse è arrivato il momento di dargli un turno di riposo, ma visto che c’è il Napoli... Stanco.

mercoledì 26 settembre 2018

FROSINONE-JUVENTUS 0-2: LE PAGELLE


Storicamente, le partite post Champions non sono mai state facili per la Juve e questa trasferta di Frosinone non ha fatto eccezione. Seppur favoritissimi alla vigilia, primi contro ultimi in classifica, i bianconeri hanno faticato parecchio per avere la meglio dei ciociari, riuscendoci soltanto nel finale. È vero che la squadra di Longo ha giocato per 80 minuti in undici dietro la palla, ma è altresì vero che la Juventus non è mai stata davvero pericolosa, soprattutto nel primo tempo. Era la classica partita che poteva sbloccarsi soltanto grazie a un guizzo e questo è arrivato, non a caso, da Cristiano Ronaldo, ancora lui, sempre più importante e al centro del progetto bianconero. Gioco lento, manovra avulsa, gli undici di Allegri sembravano irriconoscibili dopo la vittoria di Valencia, probabilmente convinti di fare del Frosinone un sol boccone. Invece, per l’ennesima volta, la trasferta in terra laziale ha dimostrato che partite facili non esistono, soprattutto in Italia.


LE PAGELLE:

Szczesny 7: Il debutto in Champions deve avergli fatto bene, perché è sembrato molto più sicuro e dentro la partita. Bravo nelle uscite e sicuro tra i pali, ha dimostrato di poter essere davvero un degno erede di Buffon, nonostante il banco di prova non sia stato dei più difficili. Concentrato.

Cuadrado 6.5: Partito da terzino, man mano è salito sempre di più, fino a posizionarsi stabilmente sulla trequarti avversaria. Tanti cross, tanti affondi, qualche tiro sballato, la sua è stata una prestazione generosa, seppur ancora non ai livelli a cui ci ha abituati. In crescita. Dal 69’ Cancelo 6.5: Dà il cambio a Cuadrado sulla fascia e si rende protagonista subito di accelerazioni improvvise, mettendo in difficoltà la difesa stanca del Frosinone. Ormai è entrato perfettamente nei meccanismi del gioco di Allegri, diventandone imprescindibile. Fresco.

Rugani 6.5: Finalmente Allegri gli offre una chance da titolare e lui si fa trovare pronto, vincendo fin da subito il confronto con Perica. Dopo il primo tempo, deve solo controllare la sua zona, mai messo in pericolo dagli avversari. Sciolto.

Chiellini 7: Anche per lui una serata abbastanza tranquilla, in cui deve solo controllare senza troppi affanni, ma quando viene chiamato in causa chiude anche il più piccolo pertugio. Sembra avere gli occhi anche dietro la testa. Capitano.

Alex Sandro 6: Come negli impegni precedenti, ci mette tanta buona volontà, ma spesso è distratto. La sua spinta sulla sinistra è costante, ogni tanto prova addirittura a fare l’attaccante, i suoi strappi sono troppo importanti, soprattutto in partite così bloccate. Pigro.

Pjanic 6.5: Allegri gli cambia spesso posizione, ma è quando si trova al centro della manovra che dà il meglio, seppure senza i guizzi e la precisione che lo hanno reso celebre. Mette lo zampino in tutte e due le azioni dei gol. Geometra.

Bentancur 5.5: Becca subito un’ammonizione che lo condiziona per tutto il tempo che rimane in campo. Tiene ritmi troppo blandi ed è apparso non al meglio della condizione. Lento. Dal 56’ Bernardeschi 7.5: L’ex viola è in forma e si vede anche quando entra a partita in corso. La sua freschezza si rivela decisiva e chiude il match a tempo quasi scaduto, esorcizzando ogni paura. Con Ronaldo si intende a meraviglia, tanto che molti lo considerano, ormai, il suo scudiero. Top.

Dybala 5.5: Deve ancora trovare la giusta posizione in campo, giocare lontano dalla porta non giova a lui né alla Juve. Quest’anno ci vuole pazienza, speriamo venga ricambiata. Spaesato.

Emre Can 7: Il tedesco continua nella sua lenta, ma inesorabile, ascesa verso un posto da titolare. A breve prenderà il posto del suo connazionale Khedira, perché è più fresco, più potente e ha maggiore visione di gioco. Gli manca solo il tempo di inserimento del compagno, ma è questione di tempo. Inarrestabile.

Mandzukic 5.5: Gioca una partita simile a quella di Valencia: un po’ svogliata, forse Allegri dovrebbe fargli assaporare un po’ di panchina. Serata no. Dal 85’ Matuidi sv: Fa il suo dovere, come sempre, andando a rinforzare il centrocampo e dando fiato alla difesa negli ultimi minuti. Generoso.

Cristiano Ronaldo 7.5: Partita dopo partita, il suo inserimento nella Juventus procede spedito. Parte con tanta voglia, per dimenticare la nottataccia di Valencia, e dopo aver sbagliato un paio di buone occasioni, fa centro a dieci minuti dalla fine, sbloccando un match che si stava facendo complicato. Si danna l’anima, arringa i compagni, è capitano non capitano. Decisivo.

giovedì 20 settembre 2018

VALENCIA-JUVENTUS 0-2: LE PAGELLE


Tra mille polemiche si era chiusa la scorsa partecipazione della Juventus in Champions League e tra le polemiche si apre la nuova. Ancora una volta sono gli arbitri a togliere il palcoscenico ai giocatori, anzi, stavolta, una figura ormai in via di estinzione (fortunatamente): il giudice di porta. Era un debutto duro per la Juve, in trasferta a Valencia, in uno stadio ostile, con tifosi che già alla vigilia avevano disturbato la preparazione dei calciatori di Allegri, ma stavolta nulla hanno potuto contro una squadra quadrata, grintosa e pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Uno 0-2 secco, figlio di una partita perfetta, maturato in 10 contro 11, senza Cristiano Ronaldo, vittima del protagonismo arbitrale, ma con una difesa che ha rispolverato una prestazione che non si vedeva da tempo.

PAGELLE:

Szczesny 7: Finalmente una prestazione convincente dopo le incertezze in Campionato. Mai impegnato in maniera ardua, si disimpegna con sicurezza e trasmette sicurezza al reparto difensivo, mettendo la ciliegina sulla torta con il rigore parato a tempo scaduto che ha, definitivamente, spento le speranze spagnole. Deciso.

Cancelo 7: Un’altra convincente prestazione del portoghese, ormai punto fermo della formazione di Allegri. Partita dopo partita, sta migliorando anche in fase difensiva, continuando a essere letale in fase di spinta. Si procura l’importantissimo rigore dello 0-1, lesto ad anticipare il difensore avversario. Imprendibile.

Chiellini 8: Il migliore in campo, un leader senza paura che sa sempre quello che deve fare e come deve farlo. Quando la difesa viene messa sotto pressione dalla spinta del Valencia, sale in cattedra chiudendo ogni varco. Baluardo.

Bonucci 7: Verrebbe da dire “Bentornato, Bonnie!. Finalmente una prestazione degna del suo valore. In coppia con Chiellini alzano un muro invalicabile e proteggono la porta bianconera dagli attacchi degli spagnoli che non riescono a essere mai davvero pericolosi. Ritrovato.


Alex Sandro 5.5: Il brasiliano sembra ancora in stato confusionale, alla ricerca della migliore condizionare, forse più mentale che fisica. Sbaglia molto, perde tanti palloni, si ostina in dribbling inutili. Rimandato.

Khedira 5.5: Fa in tempo a sbagliare un gol già fatto e poi si fa male, uscendo dopo poco più di venti minuti. Non sarebbe giudicabile, ma l’occasione sprecata pesa troppo. Sprecone. Dal 23’ Emre Can 6.5: Entra a freddo, ma riesce subito a calarsi nella partita, alzando una diga a centrocampo che spesso fa respirare la difesa. Corre, fatica e cerca di farsi sempre trovare libero, ma Allegri gli rimprovera di non avere gli stessi tempi di inserimento del connazionale Khedira. Roccioso.

Pjanic 7.5: Si assume l’importante responsabilità di calciare i due rigore e li realizza in maniera impeccabile. Detta i tempi delle giocate, è sempre lì pronto a prendersi la palla per impostare, ma sbaglia qualcosa quando viene pressato. Prezioso. Dal 66’ Douglas Costa s.v.: Probabilmente ancora scosso per i fattacci contro il Sassuolo, entra giusto in tempo per andare vicino al gol e per infortunarsi. Sfortunato. Dall’89’ Rugani s.v.: Entra per rinforzare la difesa negli ultimi minuti ed è protagonista di un rigore a dir poco surreale poi sbagliato dal Valencia.

Matuidi 7.5: Il grande polmone bianconero corre dappertutto, rincorre tutti, difende e attacca, ogni tanto sbaglia per troppa foga. Solita partita generosa e concreta. Dappertutto.

Bernardeschi 8: Nelle partite importanti è sempre partito titolare e, fino a ora, non ha mai tradito. Si cala perfettamente nel ruolo che Allegri gli ha disegnato addosso, correndo e faticando per due, ma sempre pronto a servire assist al bacio ai compagni. Una crescita incredibile che presto lo porterà a diventare uno degli inamovibili. Generoso.

Mandzukic 5.5: Non è in serata ed è mano combattivo del solito. Allegri non ci rinuncia mai, ma ogni tanto anche lui avrebbe bisogno di rifiatare. Soprattutto nel secondo tempo, gioca troppo a nascondino e non riesce a fare il lavoro per cui è chiamato e cioè tenere palla e permettere alla squadra di rifiatare. Spento.

Cristiano Ronaldo s.v.: Parte bene, sembra in palla, beccato dal pubblico fin dalle battute iniziali, cerca di dare il suo contributo, ma poi quella carezza sulla testa di Murillo gli costa l’assurdo cartellino rosso che lo riduce in lacrime, disperato. Vittima.