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giovedì 17 gennaio 2019

JUVENTUS-MILAN 1-0: COMMENTO E PAGELLE


L’anno nuovo ha regalato alla Juventus il primo trofeo della stagione, la Supercoppa Italiana, vinta contro il Milan per 1-0 grazie al gol di Cristiano Ronaldo, ancora una volta decisivo come ormai consuetudine. A Jedda, dopo tante polemiche, si è giocata una partita noiosa e sottotono, con le due squadre fiaccate dal caldo e con molti giocatori al di sotto del proprio standard. I bianconeri sono apparsi svogliati e lenti, alcuni addirittura svagati, mentre il Milan è apparso un’armata Brancaleone allo sbaraglio, tenuta insieme dalla rabbia di Gattuso ma dai poverissimi mezzi tecnici. Eppure, il match è stato equilibrato, demerito sicuramente della Juventus che, anche dopo essere passata in vantaggio, ha giochicchiato rischiando di buttare all’aria una vittoria che sembrava ormai in cassaforte. Molto dubbio, infatti, l’intervento in area di rigore di un ingenuo Emre Can ai danni di Conti non rivisto alla Var da Banti che ha peccato di presunzione e superficialità. Una vittoria un po’ insipida, insomma, frutto più dell’inerzia che di vero merito da parte della Juventus che, comunque, mette in bacheca la Supercoppa numero 8 (nessuno come lei), ma che è attesa a ben altre prove, molto più importanti e difficoltose.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Non viene mai seriamente impegnato dai milanisti, ma appare un po’ annebbiato nei riflessi e nei movimenti. Per fortuna, la traversa lo salva nel secondo tempo, impedendogli anche una sola seria parata. Sonnecchiante.

Cancelo 7: Rientra e sfodera un primo tempo da incorniciare. Torna a sfrecciare a destra, diventando una spina nel fianco degli avversari e va perfino vicino al gol. La sua mancanza si era sentita tutta. Indispensabile.

Chiellini 7.5: Una vera roccia, con lui la difesa è un’altra cosa. Anticipa, marca stretto, chiude e si permette anche un contropiede che spedisce in curva, ma al momento è lui l’anima della Juventus. Professore.

Bonucci 6.5: Non soffre l’emozione dell’ex e, protetto da Chiellini, gioca la solita partita ordinata più in impostazione che in chiusura. Deve ancora recuperare qualcosa fisicamente, ma è sempre il primo a giocare con ardore. Efficace.

Alex Sandro 6: Non spinge come Cancelo, ma si fa sempre trovare pronto ad affondare e a mettere al centro dei cross invitanti. Soffre anche lui i ritmi lenti e compassati della squadra e ogni tanto sbaglia più del dovuto. Sufficiente.

Bentancur 5.5: Un po’ appannato rispetto alle ultime uscite, non trova il passo giusto e spesso perde anche la posizione in campo, correndo a vuoto. Svagato. Dall’86’ Bernardeschi SV: Non ha il tempo di incidere, ma si fa vedere dai compagni, molto volenteroso.

Pjanic 6.5: Serve lo splendido assist a Ronaldo per il gol e prova sempre la giocata, seppur con un po’ di pigrizia. Si muove sul campo compassato, ma l’astuzia calcistica che lo contraddistingue, gli permette di essere sempre un passo avanti rispetto agli avversari. Geometra. Dal 64’ Emre Can 5.5: Sta per combinarla grossa dentro l’area di rigore, ma qualcuno, lassù, al Var, lo ama e lo grazia. Generoso, ma non entra mai bene in partita.

Matuidi 6.5: Generoso come sempre, ma disordinato soprattutto sotto porta dove finisce due volte in fuorigioco rendendo vani altrettanti gol. Rimane, comunque, un gran recuperatore di palloni, un mastino che morde le caviglie di chiunque gli passi vicino. Azzannatore.

Douglas Costa 6.5: Parte benissimo, andando per primo vicino al gol e tesse splendide trame soprattutto con Cancelo e Cristiano Ronaldo. È un furetto che scorrazza su tutto il fronte d’attacco, ma spesso tiene troppo palla, cercando ostinatamente il tiro in porta. Sgusciante. Dall’89’ Khedira SV: Giusto il tempo di toccare qualche pallone.

Dybala 6: Gioca a sprazzi, danneggiato da un modulo che lo costringe a partire da lontano, ma quando si avvicina all’area si accende. Anche i compagni non sembrano valorizzarlo nel migliore dei modi, ma lui non si arrende. Nomade.

Cristiano Ronaldo 7.5: Comincia un po’ a rallentatore, ma poi è un crescendo coronato nella splendida semirovesciata che avrebbe meritato il gol alla fine del primo tempo e nella rete decisiva di testa dopo un inserimento dai tempi strabilianti. Allegri, a fine gara, dice che “è stato preso per questo” e il portoghese mette la firma subito sul primo trofeo della stagione, giocando una partita “normale” ma letale. L’appetito vien mangiando…

domenica 13 gennaio 2019

BOLOGNA-JUVENTUS 0-2: COMMENTO E PAGELLE


Dopo la pausa, la Juventus è tornata in campo per la Coppa Italia, al Dall’Ara contro il Bologna dell’ex Pippo Inzaghi, archiviando la pratica degli ottavi di finale con secco 0-2. I bianconeri hanno affrontato un allenamento, contro una squadra inconsistente che mai è riuscita a impensierire Chiellini e compagni. Per la squadra di Allegri è stata una buona preparazione per il primo importante appuntamento della stagione contro il Milan per la Supercoppa Italiana, ma anche un’occasione per vedere all’opera Moise Kean, diciannovenne attaccante che con Bologna, evidentemente, ha un feeling particolare, visto che anche ieri è andato a segno, dopo che proprio al Dall’Ara aveva segnato il suo primo gol da professionista. Una buona sgambata, quindi, che ha visto la Juventus comandare dal primo all’ultimo minuto, giostrando i ritmi a proprio piacimento e sfruttando gli errori degli avversari, come nell’occasione del vantaggio di Bernardeschi. Qualche minuto, nel finale, anche per Ronaldo e Dybala, in attesa che si torni a fare sul serio, la settimana prossima.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Serata tranquilla. In porta giusto per scaldarsi in vista del Milan, gestisce con tranquillità i pochi affondi degli avversari, sempre ben protetto dalla sua difesa. Spettatore.

De Sciglio 6: All’inizio sembra deconcentrato, sbagli alcuni semplici appoggi, ma poi si scalda e torna quello visto ultimamente, dando inizio a tutte e due le azioni che portano ai gol bianconeri. Diesel.

Bonucci 6: Anche per lui, come tutta la difesa, serata di gestione senza alcun patema. Si permette spesso di impostare e perfino di pressare il portiere avversario a fine gara. Ordinato e attento, dimostra che la sosta è alle spalle. Sereno.

Chiellini 7: Scende in campo all’ultimo, dopo il fastidio muscolare che ferma Benatia nel riscaldamento, ma si dimostra già pronto. Ancora una volta, è il migliore, dove c’è lui non passa nessuno e, anche quando arriva qualche palla vagante, è il primo a spazzare. In formissima.

Spinazzola 6.5: Torna, finalmente, dopo mesi di sofferenza e attesa e dà prova di essere pronto per dire la sua. Domina sulla fascia, dribbla e mette al centro diversi cross interessanti. Allegri ha trovato un’altra freccia al suo arco. Bentornato. Dall’80 Alex Sandro SV: Entra per far rifiatare il compagno, in debito d’ossigeno, e si scalda un po’.

Emre Can 6.5: Domina fisicamente a centrocampo, alternandosi col gemello Khedira nell’affiancare Pjanic nell’impostazione delle azioni e permettendo al bosniaco di giocare a tutto campo. Fa sempre sentire il suo peso, sia nel recupero palloni che nel servire gli attaccanti. Imponente.

Khedira 6: È più indietro dei compagni nella preparazione, avendo recuperato da poco da un infortunio, ma sta tornando quello che conosciamo, interdittore ma capace di perfetti inserimenti. Veste anche i panni del Capitano per una sera, gestendo bene le energie. In crescita.

Pjanic 7: Quando può giocare libero da marcature a uomo, delizia a ogni passaggio e contro il Bologna è stato uno show continuo, tra lanci e passaggi filtranti. Il bosniaco sembra in forma come non mai, capace anche di andarsi a prendere la palla dentro la propria area di rigore per telecomandarla fino a quella avversaria. Maestro.

Bernardeschi 6: Ha il merito di sbloccare la partita, approfittando del pasticcio difensivo del Bologna, ma fa poco altro, preoccupandosi soprattutto di recuperare la forma, accumulando minuti sulle gambe. Risveglio.

Kean 6.5: Scende in campo per la prima volta titolare e dimostra subito di avere gran voglia. L’infortunio di Mandzukic gli apre nuovi spiragli e lui ne approfitta, segnando anche la prima rete in stagione. Si avventa su un rimpallo come un falco, ricordando proprio quel Pippo Inzaghi che ora siede nella panchina del Bologna. Furetto. Dal 62’ Ronaldo 6: Sgambetta per il campo, mettendo giusto alla prova la forma fisica. Prova qualche giocata delle sue, ma non ha ancora la cattiveria delle occasioni importanti.

Douglas Costa 6.5: All’inizio furoreggia dappertutto, seminando il panico tra gli avversari. Sguscia, scatta, dribbla, fa impazzire i difensori del Bologna, poi cala un po’ alla distanza. Dimostra, comunque, di essere sulla via del ritorno. Imprendibile. Dal 77’ Dybala SV: Anche per lui, come per Ronaldo, giusto qualche minuto per riprendere confidenza col campo.

domenica 30 dicembre 2018

JUVENTUS-SAMPDORIA 2-1: COMMENTO E PAGELLE


Un anno da record per la Juventus che vincendo 2-1 l’ultima partita dell’anno, raggiunge quota 53 punti nel girone d’andata. Dopo aver faticato con l’Atalanta, anche questo impegno casalingo contro la Sampdoria ha riservato diversi problemi ai bianconeri che hanno vinto tra le polemiche (come al solito, pretestuose e ingiustificate) una partita in cui la Var ha ruggito più che mai. Dopo essere passati in vantaggio col solito Ronaldo, gli undici di Allegri, come spesso accada, si sono addormentati, permettendo alla Samp di crescere e di trovare il pareggio grazie a un rigore assegnato dal Var per un fallo di mano di Emre Can. Nel secondo tempo, assedio bianconero con Ariaudo che compie un paio di miracoli e poi nuovo rigore col Var, stavolta per la Juve e sempre per fallo di mano in area. Doppietta di Ronaldo e portoghese in cima alla classifica cannonieri. Infine, a tempo quasi scaduto, terzo intervento decisivo del Var che annulla il pareggio della Sampdoria, pizzicando in fuorigioco Saponara, autore di un capolavoro da fuori area. Polemiche, insulti, minacce, scuse e illazioni… i buoni propositi dopo la morte del tifoso dell’Inter appena una settimana fa sono già stati dimenticati.
Come visto contro l’Atalanta, la Juventus è apparsa sulle ginocchia, tenuta su soltanto dalle prodezze dei singoli, CR7 su tutti, ma la squadra ha mandato segnali preoccupanti che, si spera, verranno risolti durante la pausa, dopo la quale, il 16 gennaio, si giocherà il primo trofeo della stagione (Supercoppa Italiana contro il Milan). Contro la Samp si è vista una squadra sfilacciata, col centrocampo spesso in difficoltà e incapace di dare la giusta copertura alla difesa e che vive di folate improvvise. Allegri dovrà lavorare tanto per arrivare a febbraio con la squadra pronta per la Champions. Con Ronaldo la si può vincere, come lui stesso ha detto, ma la squadra deve seguirlo.

LE PAGELLE:

Perin 6: Titolare imprevisto, a seguito di un leggere infortunio di Szczesny durante il riscaldamento, rischia di rovinare una partita ordinata e attenta, combinandola grossa sull’azione che porta al pareggio di Saponara, ma il VAR lo grazia. Incosciente.

De Sciglio 7: Se continua così, Cancelo avrà tutto il tempo per recuperare con calma dall’infortunio, perché un De Sciglio tanto in palla non si vedeva da quando giocava al Milan con Allegri. Attento dietro e sempre pronto a spingere in avanti, sta recuperando forma e fiducia. Baluardo.

Chiellini 7.5: Ancora una volta, è il migliore, tiene in piedi da solo la difesa e quando vede un varco di infila anche in avanti, servendo un assist a Dybala che sfiora il gol di pochi centimetri. Così in forma non lo si vedeva da anni, forse anche perché gestito con intelligenza da Allegri. Insuperabile.

Rugani 6.5: Si fa trovare pronto, anche se ogni tanto si fida troppo di se stesso, ma gioca una partita ordinata e attenta, chiudendo diverse volte in modo decisivo, soprattutto di testa, e sfruttando a pieno l’occasione concessagli da Allegri. Corazziere.

Alex Sandro 6: Meno esplosivo del solito, non affonda come nelle partite precedenti, commettendo anche qualche disattenzione in copertura. Una partita al risparmio, con la testa, forse, già al nuovo anno. Pigro.

Emre Can 6.5: Sta tornando in forma, ma ancora non ha ripreso lo scatto giusto, andando in affanno quando si tratta di rincorrere gli avversari lanciati in contropiede, ma quando va in contrasto, difficilmente ne esce perdente. Da migliore la mira sotto porta. In crescita.

Pjanic 6: Stesso discorso di Alex Sandro, meno dinamico del solito, ma sempre preciso quando c’è da giostrare la palla a centrocampo. Ha bisogno di riprendere fiato, perché la Juventus non può prescindere dal suo pianista. Affannato.

Matuidi 7: Come sempre, è il più generoso, recupera tanti palloni e va anche vicinissimo al gol, fermato solo da un miracolo di Audero. Ogni tanto fa un po’ di confusione, ma è solo perché vorrebbe essere dappertutto. Da clonare. Dal 82’ Douglas Costa SV: Entra, come spesso, per sfruttare gli spazi in avanti, ma spreca l’unica partenza interessante.

Dybala 7: Gioca l’ennesima partita generosa, partendo da dietro, ma cercando in tutti i modi il gol, andandoci vicino un paio di volte. Ormai è diventato l’ago della bilancia della squadra, colui in grado di dare il giusto equilibrio tra centrocampo e attacco. Indispensabile.

Mandzukic 6: È protagonista dei soliti, generosi, ripiegamenti in difesa, ma è anche sempre pronto a buttare dentro ogni assist di Ronaldo, però la stanchezza lo rende meno letale del solito. Anche lui appare ormai in riserva, la sosta servirà per riprendere fiato. Stanco. Dal 69’ Bernardeschi 6: Prova qualche guizzo, ma anche lui non è al meglio.

Cristiano Ronaldo 8: La Juve dipende sempre più dal suo bomber, decisivo anche stavolta come a Bergamo contro l’Atalanta. La mette dentro dopo pochi minuti, serve assist ai compagni, colpisce una traversa e segna il rigore. Insomma, da lui, davvero, non si può pretendere altro. 14 gol nel girone d’andata nella sua prima stagione italiana, 15 con la Champions. Extraterrestre.

giovedì 27 dicembre 2018

ATALANTA-JUVENTUS 2-2: COMMENTO E PAGELLE


Nonostante negli ultimi due Campionati, la Juventus non sia riuscita a vincere a Bergamo, fermata sempre sul 2-2, in questa penultima giornata del girone di andata, Allegri ha deciso di optare per un massiccio turnover, portando in panchina i pezzi pregiati Ronaldo e Pjanic. Il risultato è stato un match difficile, in cui la Juventus ha sofferto come mai in questa stagione, andando prima in vantaggio grazie a un autogol, ma venendo poi ribaltata da una doppietta di Zapata. Il 2-2 finale, proprio come nei due scorsi Campionati, lo firma, guarda caso, Ronaldo stesso, entrato in campo quando ormai la situazione sembrava compromessa, con i bianconeri in dieci uomini per l’espulsione di Bentancur. Allo stadio Atleti Azzurri d’Italia si è vista una Juventus fiacca e distratta, soprattutto in difesa che, dopo sei partite senza subire reti, ne ha prese due proprio a causa di errori banali. Il primo Boxing Day italiano non poteva riservare avversario più scomodo ai bianconeri, un’Atalanta battagliera, superiore fisicamente, per lunghi tratti, agli undici di Allegri che si è dovuto affidare alla classe dei singoli per salvarsi, permettendo alla Juventus di mantenere un’imbattibilità da record.

LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Incolpevole sue due gol subiti, ne impedisce almeno un altro grazie a un’uscita a valanga e tiene a galla la Juventus, lì dove la sua difesa non arriva. Autoritario.

De Sciglio 6: L’attacco bergamasco mette sotto pressione l’intera difesa juventina e anche lui, a tratti, va in confusione, spazzando via di fretta e non riuscendo a proporsi in avanti con continuità. Intimidito.

Bonucci 5: Allegri lo mette in campo perché, in assenza di Pjanic, deve essere lui a far partire l’azione bianconera, ma va incontro a una serata storta, in cui dimostra tutti i suoi limiti. Nell’uno contro uno, Zapata lo umilia come uno scolaretto, superandolo facilmente nell’occasione del pareggio dell’Atalanta. Per un attimo, rischia di diventare l’eroe della serata, ma il 3-2 a tempo scaduto è in netto fuorigioco. Molle.

Chiellini 6.5: La difesa pesa sulle sue spalle, senza di lui, la sconfitta sarebbe stata pressoché certa. Al momento, i bianconeri sembrano non poter fare a meno del proprio capitano, ruvido ma sempre onesto e puntuale. Colonna.

Alex Sandro 6: Suo il cross che porta all’autogol di Djimsiti dopo pochi minuti dall’inizio della partita, ma non può spingere come suo solito, costretto, anche lui, a contenere le sfuriate degli atalantini. Cala fisicamente sulla distanza, dopo aver corso tantissimo. Generoso.

Khedira 5.5: Rientra dopo alcune settimane di stop, ma si vede subito che non può reggere il ritmo degli avversari. Arranca senza riuscire mai a controllare il centrocampo e a inserirsi in avanti. Ombra. Dal 65’ Cristiano Ronaldo 7: Più che mai è l’uomo della provvidenza. Già solo il suo ingresso mette in ansia la difesa dell’Atalanta che, improvvisamente, comincia a indietreggiare e a sbagliare di più. Dodicesimo gol in Campionato, uno dei più importanti.

Emre Can 5.5: Si alterna con Bentancur in cabina di regia, ma anche per lui i ritmi dell’Atalanta sono troppo alti. Va meglio in interdizione, ma ha il demerito di perdersi Zapata nel calcio d’angolo del 2-1. Disattenzione letale. Imballato.

Bentancur 5: Queste sono le partite in cui la sua gioventù lo tradisce. Accerchiato dagli avversari, non riesce a gestire la pressione, beccandosi due cartellini gialli per troppa irruenza. Un peccato, visto che un suo gran tiro da fuori area colpisce la traversa dopo il tocco di Berisha. Un gol che avrebbe scritto una storia diversa. Ingenuo.

Dybala 6.5: Forse è l’unico a non perdere la testa e gioca con intelligenza a tutto campo, come ormai ci ha abituati. Chi lo considera sopravvalutato, ha problemi a capire il calcio, soprattutto quello di Allegri. A testa bassa.

Mandzukic 6: Senza Ronaldo è una bomba disinnescata, corre per il campo senza troppo costrutto, chiudendo importanti varchi dietro, ma assentandosi troppo spesso in avanti. Orfano.

Douglas Costa 5.5: Il giocatore della scorsa stagione non si è ancora visto, prova ad accelerare, ma la serata non è quella giusta e, ogni tanto si intestardisce troppo. Vagante. Dal 57’ Pjanic 6.5: Con lui in campo, la Juventus comincia a girare e dai suoi piedi parte il calcio d’angolo del 2-2.

domenica 23 dicembre 2018

JUVENTUS-ROMA 1-0: COMMENTO E PAGELLE


Campioni d’Inverno con alcuni turni di anticipo, porta inviolata da sei turni, ventidue punti di distacco dalla quinta in classifica, la Juventus non si ferma, anzi raddoppia e continua la sua marcia inarrestabile, in attesa del momento della verità degli ottavi di Champions. Anche contro la Roma, una Roma che quest’anno non è più la principale antagonista dei bianconeri, la Juventus ha dato prova della sua forza e della sua capacità di gestire le partite a proprio piacimento. L’1-0 è un risultato bugiardo, il match sarebbe tranquillamente potuto finire con un distacco ben più ampio, se non fosse stato per gli interventi miracolosi di Olsen e l’imprecisione degli attaccanti bianconeri. Allegri invita alla prudenza e alla tranquillità perché “ancora non abbiamo vinto niente”, ma una Juve come questa non si era mai vista.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Serata tranquilla per l’ex giallorosso, mai impegnato davvero, ma sempre attento quando chiamato in causa, nonostante un po’ di pigrizia nelle uscite. Vacanza.

De Sciglio 7: Corre su tutta la fascia, chiude e si fa sempre trovare pronto al cross, come dimostra l’assist per il gol di Mandzukic pennellato con classe e precisione. Un giocatore ritrovato che si è ormai buttato alle spalle le difficoltà passate. Concentrato

Chiellini 7: Ferocemente determinato anche in questa partita, chiude dappertutto, anche se una volta rischia di lanciare a rete gli avversari. Capitano sempre in prima in fila quando c’è da combattere per difendere il risultato. Occhi della tigre.

Bonucci 6.5: È uno di quelle che le ha giocate tutte, cancella qualsiasi tentativo dell’attacco romanista ed è sempre pronto a lanciare gli avversari, nonostante sia meno preciso del solito. Sicuro.

Alex Sandro 7: Il rinnovo del contratto gli ha fatto bene, parte a spron battuto, diventando l’incubo della difesa romanista e va vicino al gol per due volte nel primo tempo. Aggressivo.

Bentancur 6.5: Rientra dopo la squalifica e cerca di diventare subito protagonista, nonostante qualche errore di troppo dovuto alla fretta di trovare giocate decisive. Strappa il pallone all’avversario e poi serve De Sciglio nell’azione del gol decisivo, ormai è un pilastro. Coraggioso.

Pjanic 6: La stanchezza lo limita, in una serata forse un po’ troppo pigra per gli standard a cui ci ha abituati, ma quando ha la palla lui il centrocampo si illumina. Faro a tratti. Dall’71’ Emre Can 6: Alza la diga a difesa del vantaggio, per dare fiato alla difesa, ma si fa trovare pronto anche in ripartenza.

Matuidi 6.5: Recupera decine di palloni, corre dappertutto, pressa chiunque gli passi a tiro, ma ogni tanto la fretta lo tradisce, perché lui corre anche più veloce della palla. Generoso.

Dybala 6.5: Nel nuovo ruolo che gli ha ritagliato Allegri segna di meno ed è meno presente in area, ma sta diventando sempre più preziosi per gli equilibri della squadra. La sua generosità lo fa avvistare perfino in difesa ed è quasi sempre lui a iniziare l’azione d’attacco o a cambiare il ritmo della partita. Importante. Dal 79’ Douglas Costa 6: Entra per sfruttare gli spazi lasciati dalla Roma sbilanciata e per due volte semina il panico tra gli avversari che riescono a fermarlo soltanto all’ultimo. Segna il 2-0 a tempo quasi scaduto, ma l’arbitro annulla per un fallo commesso cinque minuti prima.

Mandzukic 7.5: Tra le grandi, gli mancava solo la Roma e il croato timbra il cartellino con precisione, segnando un gol molto simile a quello che aveva punito l’Inter. Ormai è l’uomo dei gol decisivi, otto quest’anno, mai così tanti, nel girone di andata, da quando è bianconero. Apoteosi.

Cristiano Ronaldo 6.5: Va vicino al gol diverse volte, ma stavolta è davvero sfortunato, un po’ per colpa di Olsen e un po’ a causa di strani rimpalli. Confeziona un assist splendido per il gol, poi annullato, di Douglas Costa, ma più volte ripiega anche in difesa, facendo un lavoro che al Real Madrid non si era mai visto. Sacrificio.

domenica 16 dicembre 2018

TORINO-JUVENTUS 0-1: COMMENTO E PAGELLE


Natale si avvicina e la Juve continua a macinare punti e record, con 46 punti su 48 disponibili, i bianconeri sono i nuovi detentori della miglior striscia in tutti i Campionati europei, ma quella vista ieri nel derby contro il Torino è stata una squadra che agogna la pausa natalizia. Proprio per questo, lo 0-1 di ieri assume una valenza ancora più importante, perché ottenuto contro una squadra tosta che, da subito, l’ha messa sul piano fisico, correndo più e meglio degli undici di Allegri che, per diversi frangenti del primo tempo, sono stati messi sotto. Nella ripresa, i granata sono calati, inevitabilmente, cosicché la Juventus è potuta tornare a fare il gioco che più gli piace, controllando e affondando quando necessario, ma c’è voluto uno scellerato passaggio indietro dell’ex eroe bianconero Simone Zaza per portare al rigore poi trasformato da Cristiano Ronaldo. Tre punti decisivi, ottenuti soffrendo e in un periodo in cui il calendario non facilita la Juventus che, in attesa, di rifiatare, stringe i denti e getta il cuore oltre l’ostacolo.

LE PAGELLE:

Perin 6.5: Il Torino non è mai realmente pericoloso, ma quando la palla arriva dalle parti del portiere juventino, lui si fa trovare pronto e attento, soprattutto in occasione di una mischia sotto porta in cui, per due volte, toglie la palla dai piedi degli attaccanti granata. Gatto.

De Sciglio 6.5: Con l’infortunio a Cancelo, è lui il nuovo titolare a destra e, come ormai consuetudine, si fa trovare pronto. Partita senza acuti, ma giocata con la consueta attenzione e abnegazione che lo stanno facendo diventare una garanzia. Ritrovato.

Bonucci 6: Con accanto Chiellini gioca più sereno, seppur commettendo qualche disattenzione di troppo (si perde Izzo a due metri dalla porta), ma ha il merito di mettere pressione a Zaza nell’azione che porta al rigore per la Juve.

Chiellini 7: Continua il suo periodo d’oro, è ancora una volta il migliore in campo e anche Allegri se ne accorge, sospirando un “meno male che dietro Giorgio è sveglio”. Chiude su tutti, difende da solo con coraggio e concretezza. Imprescindibile.

Alex Sandro 6: Cerca di mettere pressione sulla fascia e spinge tantissimo, mettendo al centro tanti cross, ma dietro sta per farla grossa su Zaza con una trattenuta ingenua e inutile che sarebbe potuta costare un rigore contro. Alti e bassi.

Emre Can 6.5: Ci mette l’anima, correndo dappertutto e cercando di trasformarsi nel perfetto scudiero di Pjanic, ma si vede che non è ancora al meglio fisicamente. Tra qualche settimana, potrà incidere di più. In crescita.

Pjanic 6.5: Per Allegri è indispensabile, ma anche lui avrebbe bisogno di riposare per ricaricare le batterie. Quando la partita si fa dura, stenta a mettersi in luce, stritolato dal pressing avversario, ma quando ha qualche metro per giocare, illumina. Faro tra la nebbia.

Matuidi 6: Come sempre, è l’ultimo a tirarsi indietro cercando di stare dietro al ritmo infernale che, nel primo tempo, il Torino mette in campo. Lotta con grinta, facendo a sportellate, sia dietro che davanti, ma quanta fatica! Polmone.

Dybala 6.5: Con il pressing asfissiante dei granata, è lui l’ago della bilancia, colui che può tirarsi dietro mezza difesa, aprendo spazi per gli attaccanti e, come al solito, l’argentino non si fa pregare, giocando a tutto campo. Quando vede che l’occasione, si getta in avanti, alla ricerca del numero personale. In palla.

Mandzukic 6.5: Partita difficile per il croato, che ha il merito di credere nell’errore di Zaza e si procura il rigore decisivo. Stesso discorso di Matuidi, lotta contro tutti, facendosi trovare anche dentro la propria area di rigore, mai domo. El Grinta.

Cristiano Ronaldo 6: Segna il gol numero 5000 della Juventus, ma nel complesso, gioca una partita mediocre, accesa soltanto dal miracolo di Sirigu sul suo tiro al volo e dal rigore decisivo, tirato, peraltro, abbastanza male. Il portoghese è stanco, perde contrasti che fino a qualche settimana fa avrebbe facilmente vinto ed è stranamente nervoso. Fiatone.

YOUNG BOYS-JUVENTUS 2-1: COMMENTO E PAGELLE


La Juventus vince il proprio girone di Champions, ma chiude la prima fase con una brutta sconfitta col fanalino di coda Young Boys e viene graziata dal Manchester United di Mourinho che perde a Valencia. Una sconfitta che niente ha a che vedere con quella casalinga con gli inglesi che erano stati dominati per 80’ minuti e poi avevano vinto per caso, grazie a due episodi. Stavolta, contro gli svizzeri, la Juventus ha giocato in ciabatte, svagata e molle, incapace di imporre il proprio gioco contro degli avversari davvero mediocri. Soltanto nell’ultimo quarto d’ora, con l’ingresso di Dybala, i bianconeri hanno avuto un guizzo d’orgoglio che aveva portato, addirittura, al pareggio poi annullato. Una serata da buttarsi subito alle spalle, sperando che non si ripeta più.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Per poco non para un altro rigore, ma la sfortuna ci mette lo zampino. Inoperoso per quasi tutto il match, prende due gol senza essere stato mai impegnato. Sfortunato.

Cuadrado 6: Gioca appena 20’, è lui l’agnello da sacrificare al pessimo campo in erba sintetica ed è costretto a uscire dopo aver cominciato bene la partita. Jella. Dal 23’ Alex Sandro 5: Si vede che aveva fatto l’idea a una serata di riposo, perché quando entra ne combina di tutti i colori, compreso l’ingenuo fallo da rigore. Svagato.

Bonucci 6: Come sempre fino a oggi, senza Chiellini al fianco, mostra i suoi limiti. Cerca qualche giocata, ma anche per lui la serata non è delle migliori. Sufficiente.

Rugani 6: Non si trova a suo agio sul campo in erba sintetica e si vede nelle giocate spesso affrettate. Non viene schierato nella partita giusta, forse, ma anche lui deve decidersi a fare il grande salto. Timido.

De Sciglio 6: Parte a sinistra, ma con l’uscita di Cuadrado, viene dirottato dall’altro lato. Gioca la sua solita onesta partita, ma viene costretto più a coprire che a spingere. Se la cava. Dal 73’ Dybala 7: Alla Champions ci tiene e si vede e non per niente è il capocannoniere bianconero della manifestazione. Al suo ingresso, la partita cambia e per poco non la pareggia da solo con due grandissimi gol. Leone.

Douglas Costa 6.5: In avanti è solo lui a impensierire gli avversari, con i suoi scatti, le sue accelerazioni e i suoi cross, ma il resto della squadra non è in serata e il brasiliano finisce per predicare nel deserto, soprattutto nel secondo tempo.

Bentancur 5.5: Dopo le ottime ultime prestazioni, l’uruguagio si prende una pausa, naufragando nella mediocrità generale della squadra. Commette troppi errori, non è concentrato e sembra giocare a un’altra velocità rispetto agli avversari. Tira il fiato.

Pjanic 5: Anche per lui, serata in infradito al mare. Passeggia per il campo, cercando di ottenere il massimo col minimo sforzo, ma non è possibile. Pigro. Dal 65’ Emre Can 6: Ci mette il fisico e la voglia di giocare, dando più sprint al centrocampo.

Bernardeschi 4.5: Per molti, quello visto in Svizzera non era nemmeno il vero Bernardeschi, ma il cugino scarso. È lontanissimo il talento visto a inizio stagione, questo è un giocatore confusionario e ostinato che perde innumerevoli palloni e non fa mai la scelta giusta al momento giusto. Disperso.

Mandzukic 6: Lui almeno la sufficienza se la guadagna con la solita “garra” che mette in campo, facendo a sportellate con tutti, ma stavolta non basta. Garanzia.

Cristiano Ronaldo 5.5: La scarsa vena realizzativa in Champions comincia a pesargli, rendendolo nervoso e frenetico sotto porta. Corre e ce la mette tutta, colpisce anche un palo e serve l’assist a Dybala per il 2-1, ma il giocatore di cui ha bisogno la Juventus è un altro. Stanco.