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lunedì 18 marzo 2019

GENOA-JUVENTUS 2-0: COMMENTO E PAGELLE


Dopo averla ammirata nella rimonta di Champions, in Campionato è tornata l’inguardabile Juventus che ormai da qualche settimana siamo costretti a vedere. Questa volta, però, la fortuna non ha girato a favore e, anche senza Cristiano Ronaldo, i bianconeri hanno incassato la prima sconfitta stagionale in Serie A. Come al solito, però, non è tanto il risultato a far infuriare i tifosi, ma il modo in cui è arrivato questo 2-0. Gli undici di Allegri, infatti, sono scesi in campo deconcentrati e molli, appagati dal passaggio di turno in Champions. Hanno giochicchiato fin quando il Genoa lo ha permesso, poi sono, inevitabilmente, crollati di fronte alla voglia di vincere dei grifoni che hanno portato a casa i tre punti meritatamente. Va bene i diciotto punti di vantaggio sulla seconda e un Campionato ormai quasi chiuso, ma perdere una partita senza mai combattere veramente, è l’ennesima dimostrazione che qualcosa si è rotto nella gestione di Allegri che non riesce più a trasmettere le giuste motivazioni ai suoi giocatori che, quando vogliono, sono capaci di spaccare il mondo, come contro l’Atletico, ma che ormai troppo spesso scendono in campo in ciabatte.


LE PAGELLE:

Perin 5: Salva il risultato nel primo tempo con un intervento da gatto, ma poi combina il disastro nel vantaggio del Genoa, facendosi beffare da un tiro innocuo dell’ex Sturaro. Superficiale.

Caceres 6: Fa il suo, giocando una partita in cui è uno dei pochi a metterci un po’ di grinta, ma gli avversari corrono di più e meglio. Ci prova.

Bonucci 6: Come sempre, quando la difesa pesa sulle sue spalle, va in difficoltà, ma almeno ha il merito di provare qualche giocata, seppur sbagliando spesso. Scarico.

Rugani 4.5: Insicuro, falloso, troppo irruento. Il Rugani visto quest’anno è un giocatore non all’altezza della Juventus, forse, dopo tanti anni in cui ha avuto la possibilità di imporsi, è arrivato il momento di cambiare aria. Bocciato.

Cancelo 6: Prova a fare la differenza sulla fascia, riesce a mettersi in mostra e a creare occasioni, ma nessuno ne approfitta. Sufficiente. Dal 60’ Bernardeschi 4: Dopo averlo ammirato in Champions, è tornato il Bernardeschi in formato Campionato: fumoso e inconcludente.

Emre Can 5.5: Non è il guerriero visto contro l’Atletico, affamato e grintoso, ma una copia appesantita e lenta. Svogliato.

Pjanic 5.5: Anche lui, dopo la fatica di Coppa, rifiata e prova a giocare una partita di controllo, senza mai forzare, ma gli va male, soprattutto nell’azione del vantaggio genoano che lo vede scivolare, lasciando spazio al tiro di Sturaro. A rallentatore. Dal 77’ Spinazzola SV: Non ha le chance per ripetere le magie viste contro l’Atletico.

Bentancur 5.5: Non era in campo contro l’Atletico, per cui ci si aspettava di più da lui, invece pascola sul campo, senza trovare mai la giocata giusta né, forse, la posizione. Immaturo.

Alex Sandro 4.5: Stesso discorso di Rugani, l’impressione è che la sua esperienza con la Juventus sia arrivata al capolinea. Gioca senza un criterio, perde tanti palloni, non ci mette grinta. Assente.

Dybala 6: Nonostante l’assenza di Ronaldo, continua a giocare troppo indietro, lottando ma perdendo tanti contrasti. Eppure, stava per deciderla, segnando un gol poi tolto dal Var. Tutti noi rivogliamo la Joya ammirata negli anni scorsi, chissà quando e se tornerà. Speranza.

Mandzukic 4: Ennesima prestazione pessima, assente ingiustificato, ma Allegri, nella sua ottusità, continua a insistere e punta ancora su di lui, in questo momento lontano parente di quello ammirato mesi fa. Vaga per il campo come un fantasma e fa, perfino, mancare il suo solito apporto in copertura. Basta. Dal 71’ Kean SV: Dopo la prestazione contro l’Udinese, meritava la conferma, ma Allegri e le sue allegrate lo rispediscono in panchina, buttandolo dentro solo quando ormai la situazione è disperata.

mercoledì 13 marzo 2019

JUVENTUS-ATLETICO MADRID 3-0: COMMENTO E PAGELLE


E remuntada fu. Dopo il brutto 2-0 subito all’andata, deprimente più per come lo si era subito che in quanto tale, la Juventus gioca la partita migliore della stagione, capovolgendo l’Atletico Madrid e conquistando un quarto di finale di Champions che sembrava ormai perso. Allo Stadium tirato a lucido si è goduto uno spettacolo incredibile, con undici leoni in campo che, fin dal primo minuto, hanno azzannato l’avversario con una fame e una voglia di rivalsa che quest’anno non si era ancora vista. Se poi, in squadra, hai un extraterrestre di nome Cristiano Ronaldo, allora le cose vanno come devono andare. Dopo aver segnato una sola rete in Champions, il portoghese si è preso la sua personale rivincita segnando la sua prima tripletta in maglia bianconera, due gran colpi di testa e un calcio di rigore tirato con una lucidità pazzesca. Dopo essere quasi tramontato, il sogno Champions riprende forza. Il cammino è ancora lungo e pieno di insidie, ma una serata come questa non può che far crescere la fiducia di giocatori e tifosi, perché la Juve non muore mai, anche quando è agonizzante.


LE PAGELLE:

Szczesny 7: Non viene mai impegnato seriamente dagli avversari che non tirano mai in porta, ma si fa sentire quando ce n’è bisogno, soprattutto nelle uscite, dando sicurezza a tutto il reparto difensivo. Freddo.

Cancelo 6.5: Non è ancora al meglio, riesce poche volte a puntare e saltare il diretto avversario, ma quando mette la palla al centro è sempre un’occasione. Si sacrifica anche dietro, effettuando alcune preziose chiusure, ma ogni tanto fa spaventare. Imprevedibile.

Bonucci 7: Dietro è il più lucido, equilibra perfettamente l’agonismo, a volte estremo, di Chiellini, gestendo la palla e dando il giusto ritmo alla manovra. Si concede una distrazione giusto a fine primo tempo, offrendo un’occasione a Morata che, per fortuna, colpisce male di testa. Lucido.

Chiellini 7.5: Ci mette l’anima, gli è mancato solo il consueto turbante in testa come successo in altre battaglie, stavolta si è dovuto accontentare di un taglio sulla guancia. Si concede qualche piccola sceneggiata nel duello con Morata, ma come lo stesso spagnolo ebbe a dire anni fa quando giocava con la Juve, quando entra in campo si trasforma. King Kong.

Spinazzola 7.5: Primo tempo strepitoso. Schierato a sorpresa e al debutto in Champions, sembra un veterano, facendo impazzire i difensori avversari. Tutti i maggiori pericoli arrivano dalla sua fascia, poi finisce la benzina nel secondo tempo, stremato ma soddisfatto. Dal 67’ Dybala 7: Gioca mezz'ora scarsa, ma compie un lavoro decisivo per portare a casa il risultato, tenendo palla e prendendo tanti falli e rimesse laterali.

Emre Can 7.5: Anche per lui, la miglior partita da quando è alla Juve. Uomo ovunque, Allegri lo schiera come jolly, tra difesa e centrocampo, e lui lotta come un invasato, recupera un numero imprecisato di palloni e pressa in modo ossessivo gli avversari. Guerriero.

Pjanic 7.5: Doveva essere anche la sua serata, il Pianista doveva dirigere un'orchestra perfetta, e il bosniaco ha dimostrato di essere in grado di affrontare anche pressioni importanti. Ha toccato tantissimi palloni, gestendo e impostando con ordine e precisione. Sbaglia quasi nulla, diventa il fulcro della rimonta. Decisivo.

Matuidi 7.5: Corre come un matto, come sempre, e copre ogni angolo rimasto scoperto. Il risultato lo ripaga della straordinaria generosità che mette in campo, sempre al servizio dei compagni e della squadra. Insostituibile.

Bernardeschi 8: Corre sul campo come una furia ed è sgusciante come un’anguilla. Diventa un incubo per gli avversari fin da subito, mettendo in chiaro le sue intenzioni. Gioca a tutto campo, copre, spinge, dribbla e sprinta, come a cinque minuti dalla fine, quando si fa mezzo campo e si procura il rigore del 3-0, seminando un avversario molto più fresco di lui. Tornado.

Mandzukic 6: Non sta bene e si vede. Lotta contro tutti, ma non riesce ad avere mai la meglio, poi si fa anche male e, allora, il suo apporto si riduce a qualche sgomitata nelle due aree di rigore. Dall’80 Kean 6: Ha l’occasione per entrare nella storia, segnando il gol decisivo per la qualificazione, ma davanti al portiere l’emozione lo tradisce.

Cristiano Ronaldo 10: Bisogna inchinarsi al giocatore più decisivo della storia del calcio. Era stato il primo, all'indomani della sconfitta di Madrid, a dire che i giochi non erano chiusi e che bisognava crederci e, come il migliore dei duri, quando il gioco si è fatto duro, lui è stato decisivo. Tre gol, una grinta mai vista, un leader in campo, un trascinatore, un vero incubo per l’Atletico Madrid che, ancora una volta, si è dovuto piegare alle sue giocate. Extraterrestre.

sabato 9 marzo 2019

JUVENTUS-UDINESE 4-1: COMMENTO E PAGELLE


Una Juventus infarcita di riserve demolisce l’Udinese 4-1, mettendo in vetrina soprattutto il talento di Moise Kean, centravanti di diciannove anni autore di una doppietta. In attesa della serata di Champions, nella speranza della rimonta, i bianconeri svolgono un allenamento contro una squadra mai apparsa pericolosa e arrendevole già dai primi minuti. Una serata ideale per tirare un sospiro di sollievo e per divertirsi un po’, grazie alle giocate dello stesso Kean, apparso in smagliante forma. Altri tre punti che cementano l’ottavo scudetto consecutivo e che allungano il record bianconero (75 punti su 81 disponibili), ma subito passati in archivio, nella spasmodica attesa della vera prova del nove di martedì prossimo, quando la Juventus si giocherà la stagione contro l’Atletico Madrid. Speriamo solo che lo stadio, e in particolare la curva Sud, sia diversa e decida di incitare la squadra anziché andare avanti con proteste senza senso, perché ci vorrà l'apporto di tutti i tifosi.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Fa da spettatore non pagante per tutta la partita, fino a quando non è costretto a raccogliere dal sacco un diagonale imprendibile di Lasagna. Annoiato.

Caceres 6: Gioca in una rediviva difesa a tre e lo fa in maniera egregia fin quando il fisico lo assiste, poi si fa infilare in velocità da Lasagna, appena entrato in campo. Affidabile.

Barzagli 6: Rientra in campo dopo mesi di assenza e nei primi minuti sembra tornato Professore, poi si fa male di nuovo ed è costretto a uscire dopo nemmeno mezz’ora. L’intelligenza di un giocatore sta anche nel capire quando è il momento di smettere. Canto del cigno. Dal 25’ Bonucci 6: Voleva riposare in vista dell’Atletico, ma è costretto a dare il suo contributo anche stasera e lo fa con calma, senza mai forzare e gestendo le energie, vista anche l’assenza degli attaccanti dell’Udinese.

Rugani 6: Visto che dietro rischierebbe il colpo di sonno, azzarda qualche folata in avanti, andando anche vicino al gol. Riesce anche ad anticipare gli avversari e a giocare come meglio può. Tranquillo.

Spinazzola 7: Altra serata promettente per il ritrovato difensore ex Atalanta, che sfrutta anche la serata perfetta per provare a forzare e a tentare giocate importanti, come il tiro al volo alla Ronaldo che però spedisce in curva. Dimostra di avere una forza importante sulle gambe ed è capace di importanti accelerazione a saltare l’uomo. Arma in più.

Emre Can 7: Fisicamente, a centrocampo domina, strappando palloni a chiunque gli passi vicino e si prende anche la responsabilità di tirare il calcio di rigore del 3-0. Sta recuperando e uno come lui, al 100%, serve come il pane. Dominatore.

Bentancur 7: Senza troppa pressione da parte degli avversari, riesce a giostrare il gioco a suo piacimento. Recupera anche diversi palloni e mette al centro il cross per il gol di Matuidi. Una serata di cui aveva bisogno dopo le ultime apparizioni in cui era sembrato appannato. Geometra.

Matuidi 7: Anche lui, contro avversari fisicamente inferiori, domina sia in copertura che in attacco, tanto che segna il gol del 4-0 con un bel colpo di testa in tuffo. Pressa a tutto campo, come suo solito, speriamo riesca a farlo anche contro l’Atletico. Tuttofare. Dal 72’ Dybala SV: Giusto una sgambata.

Alex Sandro 6.5: Visto che non ci sarà contro l’Atletico, non si risparmia, dominando nel quasi deserto della fascia sinistra e serve anche l’assist a Kean per il primo gol. In palla.

Bernardeschi 6: In una serata, apparentemente, perfetta per sciolinare il suo repertorio, cade vittima di se stesso, tenendo spesso troppo palla. Bravo a cucire tra centrocampo e attacco, a mo’ di pendolino, ma in avanti è evanescente. Narcisista.

Kean 8: Alla seconda da titolare, prima in Campionato, segna la partita con una doppietta e lo scatto che procura il rigore del terzo gol. È veloce come un ghepardo e sgusciante come un’anguilla, fa impazzire la difesa dell’Udinese e si concede una serata da assoluto protagonista, anche grazie a uno spettacolare stop di tacco che ha fatto impazzire lo stadio. Gioia per gli occhi. Dall’80 Nicolussi 6: Debutta con una personalità incredibile, concedendosi giocate preziose.

NAPOLI-JUVENTUS 1-2: COMMENTO E PAGELLE


Per il secondo anno consecutivo, la Juventus vince a Napoli e ipoteca l’ottavo scudetto consecutivo. Ancora una volta, però, i bianconeri hanno lasciati tanti dubbi sul gioco e sulla condizione fisica, tanto da aver avuto bisogno di una grossa dose di fortuna per portare a casa i tre punti. Partita condizionata, sicuramente, dall’espulsione del portiere napoletano per un’entrata killer su Ronaldo e dal successivo gol di Pjanic, ma nel secondo tempo, quando la Juventus era sul 2-0 e si è ritrovata nuovamente in parità numerica dopo l’espulsione dello stesso Pjanic, il Napoli ha accelerato e i bianconeri si sono trovati in difficoltà, letteralmente schiacciati dalla pressione degli undici di Ancelotti. Tre punti d’oro, ma ancora tanti dubbi in vista dell’impegno di Champions contro l’Atletico Madrid, con giocatori apparsi lontani parenti di quelli visti solo qualche settimana fa. Allegri è parso in confusione, anche nei cambi effettuati nel secondo tempo, e intestardito nelle sue, spesso discutibili, scelte di formazione.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: È sempre attento, soprattutto nelle uscite, e compie un paio di pregevoli parate che indirizzano la partita, ma si fa trovare impreparato sul gol di Callejon, forse per un’incomprensione con Chiellini.

Cancelo 5: Non è più quello di alcuni mesi fa, i suoi guizzi erano spesso decisivi, adesso si fa sempre trovare in ritardo e spesso fuori posizione, forse deve recuperare la condizione fisica. Dal 61’ De Sciglio 5.5: Allegri lo mette dentro per difendere il risultato, lui fa quel che può in una situazione da assedio a Fort Apache.

Bonucci 6: Meno tranquillo ed elegante del solito, spesso preferisce spazzare via, forse preso dall’ansia. Non fa quasi mai il vice Pjanic, sbaglia qualche appoggio e qualche anticipo, in affanno.

Chiellini 6: Fa sentire sempre la sua presenza, sia fisicamente che come leader difensivo, ma è indeciso sul gol del Napoli, in cui divide le colpe con Szczesny, poi pensa solo a erigere un muro davanti alla porta.

Alex Sandro 5.5: Va meno in difficoltà di Cancelo, ma sbaglia troppe volte la scelta di passaggio e deve stare attento alle folate del Napoli.

Emre Can 6.5: Una prestazione altalenante, in cui alterna ottime giocate con scelte incoscienti, ma ha il merito di segnare il 2-0 e di mettere tutta la sua forza fisica a centrocampo, proteggendo la difesa.

Pjanic 6.5: Avrebbe giocato una partita perfetta, se non fosse stato per quell’ingenuo fallo di mano che gli costa l’espulsione. Segna, finalmente, su punizione e ricama per tutto il primo tempo, poi va negli spogliatoi.

Matuidi 6: Nel primo tempo prova a fare l’incursore, ma gli riesce poche volte anche per sua imprecisione, nel secondo gioca soprattutto d’esperienza, arrabattandosi per impedire al Napoli di essere pericoloso.

Bernardeschi 6: Anche lui fa le cose migliori nel primo tempo, quando, in superiorità numerica, la Juventus fa quasi ciò che vuole, ma quando tocca impegnarsi per difendere, viene risucchiato nel caos e negli affanni di una squadra incapace di controbattere. Dall’85’ Dybala 6: Entra per tenere palla e far scorrere i minuti e i riesce procurandosi anche diversi falli, uno dei quali avrebbe dovuto portare all’espulsione di Koulibaly graziato dall’arbitro.

Mandzukic 5: Continuano le ricerche di un giocatore che fino a qualche mese fa era in grado di decidere gli equilibri di una partita e dava un apporto irrinunciabile alla squadra. Ora è un fantasma che vaga per il campo, poco deciso e molle. Dal 73’ Bentancur 6: Prova a mettere un po’ di freschezza, ma è costretto soprattutto a coprire e a correre, spesso a vuoto.

Cristiano Ronaldo 6.5: Si procura la punizione del gol e l’espulsione di Meret, ma gioca una partita di frustrazione, abbandonato in avanti. I suoi gesti di insofferenza sono lo specchio della Juventus delle ultime settimane, incapace di imporsi e di giocare a calcio.

lunedì 25 febbraio 2019

BOLOGNA-JUVENTUS 0-1: COMMENTO E PAGELLE


Chi si aspettava una reazione dopo la batosta di Madrid, è rimasto deluso, perché la Juve vista contro il Bologna è stata quasi peggiore di quella di Champions. Una squadra scarica, stanca e svogliata. Soprattutto nel primo tempo, i calciatori del Bologna arrivavano sempre prima sulla palla ed erano più aggressivi, mentre i bianconeri sembravano ancora sotto choc, quasi storditi e stralunati. Poi, nel secondo tempo, è bastato un episodio e Dybala, entrato dalla panchina, ha portato altri tre punti, preziosi sì, ma immeritati. Allegri cambia poco rispetto a Madrid e prova Cancelo in avanti, preferendo Bernardeschi a Dybala, ma i risultati sono ancora deludenti: il portoghese è assente ingiustificato nel primo tempo, l’ex Fiorentina prova a fare qualcosa, ma quando arriva al dunque sbaglia sempre scelta (sia quando tira che quando fornisce assist). Perfino Ronaldo, assistito poco e male da Mandzukic che, inspiegabilmente, gioca, ancora una volta, novanta minuti, è evanescente, quasi infastidito. Una partita che anziché consolare, sembra acuire una crisi senza apparente via d’uscita, una crisi di gioco, di idee e di condizione atletica molto preoccupante.


LE PAGELLE:

Perin 7: Se sono arrivati tre punti, è anche merito suo e della splendida parata a tempo quasi scaduto che manda sul palo il tiro di Sansone. Una delle migliori prestazioni da quando è arrivato alla Juve. Sicuro.

De Sciglio 6: Gioca ancora sulla fascia destra, ma non fa altro che svolgere il solito compitino sufficiente, senza diventare mai un’arma in più. Timoroso.

Bonucci 6: Appare sempre in apprensione, spesso è costretto alla giocata frettolosa, patisce ancora una volta le mischie in area. Ansia.

Rugani 5.5: Pure lui sembra giocare col fiatone ed è sempre molto falloso, perfino in zone del campo poco pericolose. Rimandato.

Alex Sandro 6: Anche lui, come De Sciglio, si limita a fare il minimo, senza mai spingere o saltare l’uomo. Ha, però, il merito di parare, da terra, un tiro a botta sicura del Bologna. Sonnecchiante. Dal 58’ Dybala 7: Entra, segna a porta tre punti preziosi alla Juve. Cosa potrebbe fare di più per avere maggior spazio?

Bentancur 5.5: Nel primo tempo sbaglia quasi tutti i palloni che tocca, nel secondo cresce un po’, mostrando le sue enormi potenzialità, sia fisiche che tecniche. Confuso.

Matuidi 6: Fatica tanto a stare dietro agli avversari, spesso arranca e corre a vuoto, ma almeno non si arrende mai, crossando la palla decisiva per il gol di Dybala. Ovunque. Dal 78’ Pjanic SV: Alla vigilia, Allegri aveva detto che era mezzo morto, ma gli fa giocare, comunque, una quindicina di minuti, nella speranza che possa controllare meglio la palla e far scorrere il tempo.

Bernardeschi 6.5: Nel primo tempo, è l’unico a voler davvero combinare qualcosa, si propone, va vicino al gol e offre assist, ma predica nel deserto e, troppo spesso, fa la scelta sbagliata nel momento dell’ultimo passaggio. Nel secondo tempo, fa più il centrocampista di copertura. Brillante.

Cancelo 5.5: Nel primo tempo non entra in partita, nel secondo prova diverse giocate, ma è troppo poco concreto. Nella nuova posizione non promette troppo bene, chissà se Allegri insisterà.

Mandzukic 5: Altra brutta partita, stanno diventando davvero troppe e nel momento più delicato della stagione, ma Allegri sembra non accorgersene. In attacco non ne prende una e dietro rischia sempre di combinare il patatrac. Che fine ha fatto?

Cristiano Ronaldo 5: La peggiore partita da quando è in Italia. Se a Madrid era stato l’ultimo ad arrendersi, a Bologna pascola svogliato e quasi infastidito. Che si sia già pentito di essere venuto alla Juve?

giovedì 21 febbraio 2019

ATLETICO MADRID-JUVENTUS 2-0: COMMENTO E PAGELLE


Sconcertante. Non c’è altra parola per descrivere la prestazione della Juventus nell’andata degli ottavi di finale di Champions, a Madrid contro l’Atletico. Una sconfitta netta, 2-0, ma soprattutto una squadra molle e deconcentrata, per niente combattiva e passiva dal primo all’ultimo minuto. Eppure, si pensava che con l’arrivo di Cristiano Ronaldo, qualcosa sarebbe cambiato, che l’atteggiamento in Europa sarebbe cambiato, invece ci siamo trovati di fronte, ancora una volta, una squadra spaurita e insicura che è andata in barca appena subito il primo gol. Erano mesi che si aspettava questo momento, il primo vero scoglio importante sul cammino bianconero e, miseramente, sono venuti fuori tutti i limiti di una squadra che non riesce ad avere una propria identità, incapace di prendere in mano il pallino del gioco e preferendo lasciare l’iniziativa agli avversari. Anche ieri sera, per l’ennesima volta, Allegri ha compiuto scelte discutibili, preferendo De Sciglio a Cancelo, e quindi dando un preciso messaggio alla squadra: arrocchiamoci dietro e poi quello che succede succede. Se in passato, gli era andata bene, ieri sera è stata una debacle totale, il fallimento dell’allegrismo e della sua, ormai vetusta, filosofia del “primo non prenderle”. In Europa vince chi domina, chi attacca, chi segna, non chi difende a oltranza sperando in un colpo di fortuna o in una giocata del singolo. Al Real Madrid, Ronaldo giocava con al fianco Benzema, Bale e Isco, ieri invece aveva un Mandzukic in vacanza e un Dybala relegato a fare il centrocampista. Un atteggiamento così passivo e rinunciatario è inaccettabile, ma Allegri, questo, sembra non volerlo capire e ha ormai contagiato tutta la squadra che gioca col freno a mano tirato anche quando potrebbe spadroneggiare. Diciamolo, l’Atletico Madrid è una squadra mediocre, si è visto anche ieri, tutta “garra” ma poca tecnica (fatta eccezione per Griezmann), eppure gioca col coltello tra i denti, come se si trovasse sempre in una finale. La Juventus, invece, passeggiava, giocava in orizzontale, sembrava stare lì ad aspettare la manna dal cielo che stavolta, però, non è arrivata. Ora serve l’impresa, perché dopo aver investito oltre cento milioni per portare a Torino Cristiano Ronaldo, uscire agli ottavi di Champions non sarebbe solo un fallimento, ma un crollo dalle conseguenze devastanti. Si era partiti con l’idea del triplete e, forse, si porterà a casa soltanto l’ennesimo, ormai inutile, scudettino.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Si dimostra subito concentrato e fa vedere di cosa è capace, salvando anche sulla traversa un pallonetto a colpo sicuro di Griezmann. Uno dei pochi a salvarsi nel generale naufragio. Incolpevole.

De Sciglio 4.5: Quando il livello si alza, lui, inevitabilmente, scende fino a scomparire. Fa quello che può, è un generoso, ma questi sono palcoscenici che non fanno per lui. Tremolante.

Bonucci 4: Prova la sceneggiata sull’azione del vantaggio madridista, ma arbitro e Var, giustamente, lo ignorano. Anche da qui si vede l’immaturità di alcuni giocatori. Vergogna.

Chiellini 6: Prova a tenere a galla la barca, ma da solo, contro gli indiavolati giocatori dell’Atletico, non può fare miracoli. Senza di lui, sarebbe finita molto peggio. Grinta.

Alex Sandro 4: Forse sarebbe stato meglio venderlo a giugno scorso, facendo una bella plusvalenza, perché questo Alex Sandro è un giocatore impresentabile, soprattutto in Europa. Lezioso e molle, non è in grado di affondare sulla fascia. Inutile.

Bentancur 5: Vaga per il campo, provando a dare un senso alla sua partita, ma anche lui si perde tra le maglie biancorosse che gli corrono attorno, non dandogli neppure il tempo di respirare. Assediato.

Pjanic 6: Gioca dopo aver avuto un attacco influenzale e, nonostante il pressing asfissiante degli avversari, riesce a giostrare con una certa precisione la manovra. Nel secondo tempo, cala inevitabilmente e quando esce, si spegne la luce. Faro. Dal 72’ Emre Can 5: Entra per dar maggior forza fisica e reggere l’urto degli ultimi assalti dell’Atletico, ma non entra mai in partita. Frastornato.

Matuidi 5: Solita generosità, ma è impossibile che rincorra da solo dieci avversari che, peraltro, vanno al doppio della sua velocità. Sempre in affanno. Dall’84’ Cancelo SV: Sostituzione inutile che non fa altro che evidenziare la confusione nella testa di Allegri.

Dybala 5.5: Non riesce a fare la seconda punta, ma almeno da dietro qualche giocata cerca di inventarla. Isolato. Dall’80’ Bernardeschi 6: Sarebbe dovuto entrare al posto di un evanescente, quanto dannoso, Mandzukic, ma Allegri preferisce togliere Dybala (bontà sua). Almeno, comunque, l’ex Fiorentina ci mette impegno e riesce anche a tirare in porta, andando vicino al gol.

Mandzukic 4: Partita disastrosa. In avanti è assente ingiustificato, dietro è protagonista sfortunato di tutti e due i gol dell’Atletico con due respinte molli che permettono agli avversari di battere Szczesny. Bocciato.

Cristiano Ronaldo 6: Come sempre, è l’unico a non arrendersi e a provarci fin oltre il novantesimo. Litiga perfino coi tifosi, ricordandogli che lui di Champions ne ha vinte cinque e l’Atletico nessuna, ma chissà se si è già pentito di essere venuto in una squadra di femminucce.

sabato 16 febbraio 2019

JUVENTUS-FROSINONE 3-0: COMMENTO E PAGELLE


Le gare prima della Champions sono sempre insidiose, ancora di più quando ad attendere la Juve è il difficile ottavo di finale contro l’Atletico Madrid. Per fortuna, però, stavolta l’avversario era morbido, un Frosinone reduce dalla sorprendente vittoria a Marassi contro la Sampdoria, ma apparso subito impalpabile e incapace di frenare una Juventus in palla, concentrata e decisa a divertirsi. Con il rientro di Chiellini e Bonucci in difesa e di Dybala in avanti, Allegri ha, probabilmente, provato la formazione anti Atletico e le risposte non sono mancate. Il numero 10 è tornato al gol dopo mesi, grazie a uno splendido tiro da fuori area, e la coppia difensiva si è dimostrata già pronta alla battaglia. A coronare il tutto, il solito Ronaldo che ha timbrato, puntualissimo, il cartellino, portandosi a 19 reti in Campionato. Certo, il test non era probante, ma la Juve vista ieri sera è una squadra che sta crescendo fisicamente, che ha vinto 3-0 due partite consecutive, consapevole della propria forza e più cinica del passato, il cui unico rischio è l’eccessiva sicurezza e i blackout (spesso dei singoli) che, ancora, ogni tanto mettono in pericolo l’equilibro della formazione.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Ha tutta la serata per riflettere e godersi la partita, vista che gli unici pericoli arrivano da qualche punizione. Passa più tempo a incoraggiare e a richiamare i compagni che a difendere la porta. Relax.

Cancelo 6: Fa ciò che vuole in campo, concedendosi, spesso, giocate che deliziano gli spettatori, ma a partita quasi finita rischia di farsi buttare fuori. Leggasi i blackout dei singoli di sopra. Incosciente.

Bonucci 6.5: Vista l’assenza ingiustificata dell’attacco avversario, può concedersi qualche giocata alla Pjanic e segna anche il 2-0, da vero condor dell’area di rigore. I problemi fisici sembrano superati del tutto. Ritrovato.

Chiellini 6.5: Per lui, c’era ancora più ansia che per Bonucci, ma il capitano ha fatto vedere di essere pronto per Madrid. Un ottimo allenamento che scaccia i fantasmi, ma che conferma l’inevitabile bisogno di gestirlo in maniera intelligente. Necessario. Dal 70’ Caceres SV: Passeggiata.

De Sciglio 6.5: Comincia a sinistra, finisce a destra e, in tutti e due i casi, non fa altro che confermare la sua crescita fisica e psicologica. Jolly.

Bentancur 6: Partita diligente, sia in copertura che in impostazione. Gioca in modo ordinato, ma si fa frenare dal ritmo blando degli avversari e del match. Pigro.

Emre Can 6.5: Combatte anche per gli altri, dandone e prendendone tante, ma non si scompone e va avanti nella sua partita tosta, facendo tanta legna. Roccia.

Khedira 6.5: Dopo i due pali col Parma e il gol contro il Sassuolo, meritava di segnare ancora, ma Bonucci glielo ruba a gamba tesa. Un po’ più affaticato delle precedenti partite, ma fa sentire la sua presenza sua dietro che negli inserimenti in attacco. Prezioso. Dall’81’ Pjanic SV: Sgambata.

Dybala 7.5: In tanti lo aspettavano e lui non si è fatto attendere, segnando un gran gol dopo pochi minuti. È una spina costante per la retrovia del Frosinone a cui non dà punti di riferimento, muovendosi lungo tutto il campo, anche quando viene spostato come seconda punta. Tante giocate da lustrarsi gli occhi, ma il palcoscenico non era dei più difficili, quindi è atteso da una conferma più pesante. Joya.

Mandzukic 6.5: Dei tre in avanti, è quello che, come sempre, si sacrifica di più, tenendo in equilibrio gli schemi della squadra. Anche quando si fa male, stringe i denti e continua a correre, facendosi vedere dappertutto. Gli manca solo il gol. Grintoso.

Cristiano Ronaldo 7: Alterna un’ossessiva ricerca del dialogo con Dybala al solito tiro al bersaglio in porta, trovando il gol nel secondo tempo. Come sempre, mette lo zampino in tutte le azioni da rete, così che la Juventus non può prescindere dalla sua capacità di tenere palla e di impostare in avanti, nonché di finalizzare con un cinismo da record. Attendiamo il primo gol su punizione. Implacabile. Dal 64’ Bernardeschi 6: Prova pure lui a partecipare al festival del gol, ma è meno fortunato dei compagni e, forse, anche meno altruista.