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sabato 16 febbraio 2019

JUVENTUS-FROSINONE 3-0: COMMENTO E PAGELLE


Le gare prima della Champions sono sempre insidiose, ancora di più quando ad attendere la Juve è il difficile ottavo di finale contro l’Atletico Madrid. Per fortuna, però, stavolta l’avversario era morbido, un Frosinone reduce dalla sorprendente vittoria a Marassi contro la Sampdoria, ma apparso subito impalpabile e incapace di frenare una Juventus in palla, concentrata e decisa a divertirsi. Con il rientro di Chiellini e Bonucci in difesa e di Dybala in avanti, Allegri ha, probabilmente, provato la formazione anti Atletico e le risposte non sono mancate. Il numero 10 è tornato al gol dopo mesi, grazie a uno splendido tiro da fuori area, e la coppia difensiva si è dimostrata già pronta alla battaglia. A coronare il tutto, il solito Ronaldo che ha timbrato, puntualissimo, il cartellino, portandosi a 19 reti in Campionato. Certo, il test non era probante, ma la Juve vista ieri sera è una squadra che sta crescendo fisicamente, che ha vinto 3-0 due partite consecutive, consapevole della propria forza e più cinica del passato, il cui unico rischio è l’eccessiva sicurezza e i blackout (spesso dei singoli) che, ancora, ogni tanto mettono in pericolo l’equilibro della formazione.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Ha tutta la serata per riflettere e godersi la partita, vista che gli unici pericoli arrivano da qualche punizione. Passa più tempo a incoraggiare e a richiamare i compagni che a difendere la porta. Relax.

Cancelo 6: Fa ciò che vuole in campo, concedendosi, spesso, giocate che deliziano gli spettatori, ma a partita quasi finita rischia di farsi buttare fuori. Leggasi i blackout dei singoli di sopra. Incosciente.

Bonucci 6.5: Vista l’assenza ingiustificata dell’attacco avversario, può concedersi qualche giocata alla Pjanic e segna anche il 2-0, da vero condor dell’area di rigore. I problemi fisici sembrano superati del tutto. Ritrovato.

Chiellini 6.5: Per lui, c’era ancora più ansia che per Bonucci, ma il capitano ha fatto vedere di essere pronto per Madrid. Un ottimo allenamento che scaccia i fantasmi, ma che conferma l’inevitabile bisogno di gestirlo in maniera intelligente. Necessario. Dal 70’ Caceres SV: Passeggiata.

De Sciglio 6.5: Comincia a sinistra, finisce a destra e, in tutti e due i casi, non fa altro che confermare la sua crescita fisica e psicologica. Jolly.

Bentancur 6: Partita diligente, sia in copertura che in impostazione. Gioca in modo ordinato, ma si fa frenare dal ritmo blando degli avversari e del match. Pigro.

Emre Can 6.5: Combatte anche per gli altri, dandone e prendendone tante, ma non si scompone e va avanti nella sua partita tosta, facendo tanta legna. Roccia.

Khedira 6.5: Dopo i due pali col Parma e il gol contro il Sassuolo, meritava di segnare ancora, ma Bonucci glielo ruba a gamba tesa. Un po’ più affaticato delle precedenti partite, ma fa sentire la sua presenza sua dietro che negli inserimenti in attacco. Prezioso. Dall’81’ Pjanic SV: Sgambata.

Dybala 7.5: In tanti lo aspettavano e lui non si è fatto attendere, segnando un gran gol dopo pochi minuti. È una spina costante per la retrovia del Frosinone a cui non dà punti di riferimento, muovendosi lungo tutto il campo, anche quando viene spostato come seconda punta. Tante giocate da lustrarsi gli occhi, ma il palcoscenico non era dei più difficili, quindi è atteso da una conferma più pesante. Joya.

Mandzukic 6.5: Dei tre in avanti, è quello che, come sempre, si sacrifica di più, tenendo in equilibrio gli schemi della squadra. Anche quando si fa male, stringe i denti e continua a correre, facendosi vedere dappertutto. Gli manca solo il gol. Grintoso.

Cristiano Ronaldo 7: Alterna un’ossessiva ricerca del dialogo con Dybala al solito tiro al bersaglio in porta, trovando il gol nel secondo tempo. Come sempre, mette lo zampino in tutte le azioni da rete, così che la Juventus non può prescindere dalla sua capacità di tenere palla e di impostare in avanti, nonché di finalizzare con un cinismo da record. Attendiamo il primo gol su punizione. Implacabile. Dal 64’ Bernardeschi 6: Prova pure lui a partecipare al festival del gol, ma è meno fortunato dei compagni e, forse, anche meno altruista.

lunedì 11 febbraio 2019

SASSUOLO-JUVENTUS 0-3: COMMENTO E PAGELLE


Dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia e il 3-3 casalingo contro il Parma, la Juventus era chiamata al riscatto per sgombrare le nubi che avevano preoccupato i suoi tifosi. A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, è stato uno 0-3 secco, che segna il ritorno della squadra che conoscevamo, spietata, intelligente e sicura. Dopo un avvio incerto, col Sassuolo che spingeva e vicino al gol un paio di volte, in una di queste, uscita miracolosa di Szczesny che evita un rigore pressoché sicuro, i bianconeri hanno preso campo piano piano, fino a quando Khedira l’ha sbloccata dopo un tiro ribattuto di Cristiano Ronaldo. Da qui, è stato un crescendo che ha portato al raddoppio di CR7, sempre più capocannoniere della Serie A, e al sigillo di Emre Can, appena entrato in campo. In vista della Champions, si è rivista una Juve rocciosa e attenta, equilibrata e lucida anche in difesa che, dopo aver subito sei gol in due partite, è riuscita a tenere, nonostante qualche svarione, soprattutto all’inizio. Col Napoli che ha pareggiato a Firenze, la Juventus ora è di nuovo a undici punti, padrona del proprio destino, consapevole di poter gestire nel migliore dei modi i due fronti in cui è impegnata.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Compie subito un miracolo, riuscendo a toccare la palla su un’uscita disperata, ma nel secondo tempo rischia di rimettere in partita il Sassuolo con un’altra uscita avventata in cui svirgola la palla. Per il resto, si dimostra sempre sicuro tra i pali e compie alcuni interventi importanti. Ragno.

De Sciglio 7: Commette il primo e unico errore al 93’, a partita ormai finita, dopo aver giocato un match perfetto. Domina la fascia destra, crossa e va perfino vicino al gol. Un piacere vederlo così in forma. Perfetto.

Caceres 6.5: Molto meglio rispetto al Parma, ha bisogno di giocare per riprendere il ritmo e trovare la giusta forma fisica. Il Sassuolo è pericoloso soltanto grazie a due errori individuali, ma l’uruguaiano si fa comunque trovare pronto quando c’è da chiudere gli spazi. In crescita.

Rugani 6: Per poco non la combina grossa dopo pochi minuti e deve ringraziare Szcsesny, poi riprende fiato e comincia a giocare come sa, aiutato stavolta anche dai centrocampisti. Probabilmente non è ancora pronto a guidare la difesa, ma fa quel che può. In ansia.

Alex Sandro 6.5: Come per De Sciglio, anche lui stravince il duello sulla fascia di competenza e spesso si lancia come attaccante aggiunto, andando diverse volte sul fondo per crossare o procurarsi punizioni pericolose. Attento anche in difesa, no va mai in affanno. Concentrato.

Khedira 7: Questo Khedira mancava tanto alla Juve, un giocatore in grado di coprire gran parte del campo e in possesso di una straordinaria capacità di inserimento. Segna il gol dello 0-1, gli mancava dalla prima di Campionato. Se il fisico lo sorreggerà, potrà terminare la stagione alla grande. Smagliante. Dal 66’ Bentancur 6: Svolge il suo compito in modo ordinato, senza strafare.

Pjanic 7: In cabina di regia è indispensabile, ogni azione parte dai suoi piedi. Quando il Sassuolo cala, abbassando il pressing, il suo raggio d’azione si amplia e lui riesce a giostrare a suo piacimento. Direttore.

Matuidi 6.5: Corre come suo solito, dietro a chiunque gli passi vicino e recupera il solito impressionante numero di palloni. Anche lui, come Khedira, è sempre pronto a buttarsi negli spazi e diverse volte si ritrova in area di rigore dove, però, non è troppo lucido. Generoso. Dal 85’ Emre Can 7: Entra e al primo pallone toccato la butta dentro con un preciso diagonale.

Bernardeschi 6: Allegri lo schiera per schermare le ripartenze del Sassuolo e l’ex Fiorentina svolte in maniera diligente il suo lavoro, alternandosi tra attacco e centrocampo. La fatica in copertura, però, lo rende evanescente in avanti. Jolly. Dall’83’ Dybala 6: Pochi minuti a disposizione, ma fa subito vedere che quando duetta con Ronaldo è grande calcio, come nell’occasione del gol di Emre Can. Attendiamo di rivederlo in campo dall’inizio, Allegri permettendo.

Mandzukic 6: Sempre generoso, ma meno cattivo del solito. Ha alcune occasioni sotto porta, ma non le sfrutta per superficialità e poca concentrazione, compie, invece, un paio di preziosi ripiegamenti in difesa. Leggero.

Cristiano Ronaldo 8: Anche col Sassuolo ha fatto vedere che la Juve ha disperato bisogno delle sue giocate. Entra in tutti e tre i gol, segnando la diciottesima rete in Campionato che dedica a Paulo Dybala che lo guarda, triste, dalla panchina. Nella metà campo avversaria da ciò che vuole. Imprendibile.

domenica 3 febbraio 2019

JUVENTUS-PARMA 3-3: COMMENTO E PAGELLE


Sei gol in due partite, rimontata due volte quando si era avanti di due reti, tre gol presi in casa dal Parma. Questi sono i numeri sconfortanti del dopo Juventus-Parma, partita gettata al vento dai bianconeri a causa di una scellerata gestione coronata dalla clamorosa sciocchezza commessa da Mandzukic a partita ormai finita. Dopo i tanti dubbi contro la Lazio e la pesante caduta di Bergamo in Coppa Italia, questa Juve non sembra voler uscire dal tunnel in cui è entrata, pieno di errori soprattutto in difesa. Anche ieri, la coppia Rugani-Caceres ha fatto rimpiangere i titolari, incapaci di frenare le folate di Gervinho e di controllare un Inglese indiavolato. Nonostante i nove punti di vantaggio sulla seconda, un caso Juventus ci può stare, perché l’asticella è stata alzata così tanto da non poter accettare comportamenti come quelli visti nell’ultima settimana. Una squadra attesa da un ottavo di finale di Champions quanto mai difficile, non può permettersi di avere rincalzi difensivi non all’altezza, non può permettersi di sostituire un giocatore dal valore mondiale come Benatia, seppure a fine carriera, con uno (Caceres) che non gioca con continuità da quasi due anni. La sensazione, spiacevole, è che nonostante Cristiano Ronaldo, anche ieri decisivo con una doppietta, si rischia di mandare alle ortiche ogni occasione decisiva per la stagione bianconera. Ingenuità, arroganza, superficialità, pigrizia, sono tante le pecche viste ultimamente e l’unica speranza è che siano una logica, o quantomeno normale, conseguenza di una preparazione atletica incentrata sugli impegni di Champions.


LE PAGELLE:

Perin 5.5: Comincia bene, ma poi non riesce a essere incisivo sui gol, soprattutto sul terzo, in cui non riesce a spingere via la palla, nemmeno troppo forte, calciata da Gervinho. Incerto.

Cancelo 6: Anche lui parte bene, cancella i dubbi e gli erroracci di Bergamo, sembra in serata, ma poi si addormenta sul 2-1 del Parma, quando non chiude la diagonale. Pigro.

Caceres 5.5: Torna a giocare dopo quasi due mesi e si vede che non ha i novanta minuti sulle gambe. Compie qualche bella chiusura e si fa trovare pronto, ma alla lunga cala vistosamente, lasciando spazi sanguinosi. Indietro.

Rugani 5: Alla quarta consecutiva da titolare ci si aspetterebbero progressi e invece mette in mostra i suoi soliti limiti, soprattutto nel quarto d’ora finale. Se non avesse segnato, sarebbe stato, probabilmente, il peggiore in campo, visto che non riesce proprio a dimostrare di avere imparato qualcosa da Chiellini e Bonucci. Ingenuo.

Spinazzola 6.5: Una delle note positive della serata, visto che è solo la seconda volta che parte titolare. È una spina costante sulla fascia sinistra, combina molto spesso con Cristiano Ronaldo e mette al centro tanti cross. Promosso.

Khedira 6.5: È tornato quello che conoscevamo, i suoi inserimenti in avanti sono mancati tanto, ma stavolta è sfortunato e colpisce due pali. Non è ancora al cento per cento fisicamente (non riesce a stare dietro a Barillà nell’azione del 2-1), ma almeno ha fatto vedere di essere sulla strada buona per un recupero completo. In crescita. Dal 78’ Bentancur SV: Non fa in tempo a incidere.

Pjanic 6.5: Con lui in campo, la squadra gira meglio, ma purtroppo dietro di lui rendono vane le sue preziose giocate. Anche lui, come Khedira, deve recuperare un po’ di fiato, ma la Juve non può farne a meno. Indispensabile.

Matuidi 6: Meglio rispetto a Bergamo, ma dimostra ancora di essere in difficoltà fisica. Avrebbe, forse, bisogno di un po’ di riposo, ma anche lui è troppo importante, soprattutto in un periodo così difficile. Affannato.

Douglas Costa 6.5: Parte bene, crea spazi e occasioni per i compagni, ma alla fine del primo tempo deve uscire per un problema fisico. Un peccato, visto che sembrava in serata. Sfortunato. Dal 46’ Bernardeschi 6: Entra bene in partita, mostrando di essere in forma, ma è ancora più sfortunato di Douglas Costa, visto che anche lui è costretto a uscire dopo uno scontro con un avversario. Dall’86’ Emre Can SV: Entra per arginare e dare fiato alla difesa, ma non ha il tempo per farsi notare.

Mandzukic 4.5: Troppo grave l’errore fatale a pochi secondi dalla fine della partita. La sua eccessiva sicurezza lo porta a rimettere in gioco una palla da sparare lontano, propiziando il pareggio beffa del Parma. Un vero peccato, visto che aveva dato vita alla solita prova generosa e concreta. Folle.

Cristiano Ronaldo 7.5: Senza di lui, probabilmente la Juventus avrebbe anche perso. È lui il catalizzatore della manovra, segna una doppietta, poi vanificata dagli errori dei suoi compagni. Non è al meglio, come lui stesso ha confermato nel dopo partita, ma riesce comunque a essere decisivo. Un vero peccato non averlo anche in difesa. Re.

giovedì 31 gennaio 2019

ATALANTA-JUVENTUS 3-0: COMMENTO E PAGELLE


Era nell'aria. Dopo la fortunosa vittoria a Roma contro la Lazio, la Juventus è andata incontro a ciò che tutti temevamo: una sonora sconfitta. Ciò che doveva succedere all’Olimpico è successo a Bergamo contro l’Atalanta dove i bianconeri sono stati estromessi dalla Coppa Italia dopo un match dominato dagli undici di Gasperini. Certo, anche la sfortuna ci ha messo lo zampino, perché fino all’infortunio di Chiellini, la supremazia orobica era stata abbastanza sterile, ma con l’uscita dal campo del capitano, la squadra è crollata. Una dura lezione che chiude, ancora una volta, i sogni del triplete, ma che, soprattutto, suona un preoccupante allarme. Troppi infortuni, una difesa dimezzata, un centrocampo fiacco e stanco, un attacco sterile. A Bergamo, come all’Olimpico, la Juventus ha tirato in porta una volta sola in novanta minuti, nonostante una batteria di attaccanti che farebbe paura a chiunque. Abbiamo assistito a un vero scempio, a una fantozziana riproposizione di scapoli contro ammogliati. Una vergogna che tale rimarrà, almeno per questa stagione.


PAGELLE:

Szczesny 5.5: Non è esente da colpe, soprattutto in occasione del secondo gol di Zapata che lo sorprende sul primo palo, per il resto assiste, inerme, alle follie dei propri difensori. Bersaglio.

De Sciglio 4: Fino a quando ha potuto giocare nel suo ruolo, ha fatto la solita diligente partita, quando si è dovuto spostare al centro per sostituire Chiellini, ha mostrato tutti i suoi limiti, coronati nel disastroso errore che ha portato al 3-0 per l’Atalanta. Tremolante.

Rugani 5: Anche lui, con Chiellini a fianco, sembrava poter giocare una buona partita, quando si è dovuto addossare la difesa, anche con la fascia di capitano al braccio, è andato in tilt, rischiando più volte di andare prima negli spogliatoi. Fiacco.

Chiellini 6: Fin quando è stato in campo, la squadra ha retto l’urto della strapotenza fisica dell’Atalanta, quando è uscito, il buio è calato sul campo. Già senza Bonucci, se anche lui si è fatto male, la Juventus è nei guai. Indispensabile. Dal 27’ Cancelo 4: Era stato l’eroe dell’Olimpico, ieri sera è stato lo sfortunato protagonista in negativo di una serata pessima. Propizia, per troppa superficialità, il vantaggio dell’Atalanta e combina altre due-tre “quaglie” che avrebbe potuto pagare care. Fuori fase.

Alex Sandro 5: Gira a vuoto tutta la partita, sbaglia cross che in altre occasioni non avrebbe sbagliato, si fa prendere spesso in mezzo dagli avversari. Cerca di combinare qualcosa sulla fascia, ma non è serata. Confuso.

Khedira 5: Rientra dopo l’ennesimo infortunio, ma è un fantasma, spaesato dal ritmo elevato degli avversari. Non entra mai in partita, ma ha almeno il merito di fare l‘unico tiro in porta della Juventus. Lento. Dal 71’ Pjanic SV: La mossa della disperazione, ma ormai è troppo tardi e il bosniaco non fa nemmeno in tempo a toccare molti palloni.

Bentancur 5.5: Prova a combattere e a dare un senso alla manovra juventina, ma è abbandonato a se stesso. Corre tanto, prova anche la conclusione da fuori, ma non sa dove guardarsi prima, visto che la velocità degli avversari è il doppio. Generoso.

Matuidi 5: Anche lui viene preso in mezzo dal centrocampo avversario e pressato in continuazione, va spesso in confusione, sbagliando passaggi elementari. Fa quel che può per arginare gli attaccanti dell’Atalanta, ma il fisico non lo sorregge. Stanco.

Bernardeschi 5.5: Fino al vantaggio dell’Atalanta, sembra lo stesso di Roma, capace di mettere in difficoltà gli avversari coi suoi strappi, poi si perde nel declino inesorabile della squadra e non sa neanche più dove giocare. Disperso.

Dybala 5: All’inizio sembrava essere una buona occasione, con l’argentino che gioca più avanti del solito, ma poi è di nuovo costretto a indietreggiare per procacciarsi qualche pallone giocabile, ma non supera mai l’avversario e non riesce a dialogare con Ronaldo. Impalpabile. Dal 61’ Douglas Costa SV: Un cambio abbastanza inutile, visto che il brasiliano scende in campo in ciabatte, già deciso a fare il minimo sindacale.

Cristiano Ronaldo 5: In pochi si sono accorti della sua presenza in campo, se non fosse per alcuni preziosismi fini a se stessi. Non riceve un pallone giocabile, quando gli arriva, a partita ormai quasi finita, tira appena alto un bel tiro al volo, ma da lui ci si aspetta ben altro. Nascondino.




lunedì 28 gennaio 2019

LAZIO-JUVENTUS 1-2: COMMENTO E PAGELLE


Nella scorsa stagione, a Roma contro la Lazio, la Juventus si era cucita mezzo scudetto sulla maglia, vincendo a pochi secondi dalla fine grazie a Dybala e quest’anno ha voluto bissare, centrando una vittoria importantissima, che la porta a +11 sul Napoli. Tuttavia, il risultato è quanto di più bugiardo possa esserci, perché la Lazio di Simone Inzaghi ha surclassato i bianconeri, non facendoli nemmeno tirare in porta per tutto il primo tempo. Szczesny ha tenuto a galla la Juventus che, una volta in svantaggio, sembrava destinata a tornare a Torino con la prima sconfitta sulle spalle, eppure ciò non è successo, anzi, prima ha pareggiato Cancelo e poi Ronaldo su calcio di rigore ha regalato i tre punti alla Vecchia Signora. Una partita incredibile, una di quelle che segnano il destino di una squadra di calcio, perché quando si vincono match che si sarebbero dovuti perdere, perché no, 3-0, allora qualcosa deve pur significare. Allegri, come confessato nel dopo partita, ci ha messo lo zampino, mettendo Emre Can davanti la difesa, ma ieri sera tutta la squadra non ha giocato, come lo stesso allenatore ha detto, sembrava che ognuno indossasse una maglia diversa. Una squadra sfilacciata, molle, incapace di reggere l’urto fisico della Lazio, ma, alla fine, spietata come il peggiore dei killer, quasi sadica.

LE PAGELLE:

Szczesny 7: È lui a tenere a galla una barca sempre sul punto di affondare. Compie almeno due grandi interventi, gettando nella disperazione gli avversari e dando la forza ai compagni di risalire la china. Incolpevole sul gol subito. Santo subito.

De Sciglio 6: Meno lucido delle precedenti uscite, spesso va in difficoltà insieme a tutto il reparto difensivo. È lento e impacciato, migliora leggermente quando la squadra comincia a provare a giocare come sa. Affaticato.

Bonucci 6: Si infortuna dopo nemmeno un quarto d’ora, oggi si è saputo anche abbastanza gravemente, ma lui prova a resistere, mollando solo alla fine del primo tempo. Sfortunato. Dal 41’ Chiellini 6.5: Capisce subito che la serata non è delle migliori e si adatta, giocando in maniera semplice e sbrigativa.

Rugani 6: Prova a reggere l’urto di una Lazio straripante, ma ricorre troppo spesso ai falli e dimostra poco sangue freddo. Per sua, e nostra, fortuna, salva un gol sulla linea, guadagnandosi la sufficienza. Tremolante.

Alex Sandro 5.5: Si vede poco, soprattutto in fase offensiva, perché troppo impegnato a guardarsi alle spalle. Fantasma.

Emre Can 5: Davanti la difesa non riesce a fare gioco, perde troppe palle e sbaglia spesso, infine, butta dentro la sua porta un calcio d’angolo, probabilmente senza neppure rendersi conto di averlo fatto. Meglio nel secondo tempo, quando Allegri lo sposta più avanti. Serataccia.

Bentancur 6: Nel primo tempo corre tanto a vuoto, quando sostituisce Emre Can davanti la difesa, la manovra bianconera comincia a funzionare meglio. Due facce.

Matuidi 5.5: Stavolta trova avversari che corrono perfino più di lui, pertanto va sempre in difficoltà appena ha la palla tra i piedi, diventando troppo confusionario. Dal 60’ Bernardeschi 7.5: Il suo ingresso cambia il volto della Juventus, dando quello spunto, quella corsa e quella classe che fino ad allora era mancata. Mette la firma su tutti e due i gol bianconeri, soprattutto sul primo quando scappa via sulla fascia servendo uno splendido assist a Dybala, dal cui tiro scaturisce il pareggio di Cancelo. Devastante.

Douglas Costa 5.5: Qualche accelerazione all’inizio, poi sparisce tra le maglie biancocelesti che non gli danno tregua, raddoppiandolo in ogni occasione. Disperso. Dal 70’ Cancelo 7.5: Entra e fa tutto lui, segna, si procura il rigore e sbaglia clamorosamente la doppietta per troppo altruismo. I difensori laziali se lo sogneranno per settimane. Imprendibile.

Dybala 6.5: Un voto folle, per qualcuno, ma in questo campionato si sta sottovalutando troppo la preziosità del lavoro dell’argentino che ha arretrato il raggio d’azione, trasformandosi in un Seedorf juventino. Il lavoro di raccordo che fa in questo nuovo ruolo di “tuttocampista” è più importante di quanto si pensi, in pochi sarebbero in grado. Bilancino.

Ronaldo 6: Quasi invisibile, e anche un po’ nervoso coi compagni, fino al rigore decisivo, poi si dimostra glaciale nel momento più importante. Cecchino.

mercoledì 23 gennaio 2019

JUVENTUS-CHIEVO 3-0: COMMENTO E PAGELLE


Dopo la fiacca partita di Supercoppa Italiana contro il Milan, la Juventus è tornata a correre in Campionato, conservando i nove punti di vantaggio sul Napoli e infilando la diciottesima vittoria su venti partite giocate. Stavolta, la vittima sacrificale è stata il Chievo Verona, sconfitto per 3-0 in una serata tranquilla, dominata dai bianconeri che hanno giostrato a loro piacimento i ritmi del match, riuscendo, una volta tanto, a chiudere la partita già alla fine del primo tempo. Certo, l’avversario non era granché, ma gli undici di Allegri hanno dimostrato di essere sulla strada giusta, in ripresa dopo la pausa invernale e i carichi di lavoro a cui sono stati sottoposti. Unica nota stonata, la serata stregata di Cristiano Ronaldo che ha sbagliato il suo primo calcio di rigore in Italia ed è apparso nervoso e ostinato nelle conclusioni, senza mai essere pericoloso.

LE PAGELLE:

Perin 6: Meggiorini gli scalda subito i guantoni e l’ex Genoa si fa trovare pronto, come nelle altre poche occasioni in cui gli uomini di Di Carlo arrivano vicini alla porta bianconera. Un buon allenamento.

De Sciglio 7: Ormai è un giocatore in fiducia, anche dopo il rientro di Cancelo. Difende bene, facendo anche qualche buona diagonale, ed è sempre pronto a inserirsi, dimostrando di voler migliorare anche in fase offensiva. Fresco.

Chiellini 7: Passa una serata abbastanza tranquilla, ma dalle sue parti non si passa comunque. Gioca più con intelligenza che con veemenza, gestendo e vincendo tutti i duelli. Implacabile.

Rugani 7: Sereno e lucido, prova sempre l’anticipo, riuscendoci spesso e impedendo agli attaccanti avversari di giocare con tranquillità. Segna di testa il suo primo gol stagionale, dimostrandosi, ancora una volta, uno specialista nell’area di rigore. Sicuro.

Alex Sandro 6.5: Non è nelle migliori condizioni, ma si impegna a spingere sulla fascia, andando anche vicino al gol nel secondo tempo. Sfonda diverse volte, mettendo al centro i suoi soliti cross pennellati, ma cala fisicamente col tempo. Spremuto. Dall’89’ Kean SV: Sgambata per dare continuità alla partita di Bologna.

Emre Can 7: Questo Emre Can metterà in difficoltà Allegri nelle scelte. Il tedesco si è ripreso del tutto fisicamente ed è tornato a spingere con forza e grinta, combattendo e alzando un vero muro davanti agli avversari. Se poi riesce anche a segnare con un colpo degno di un campione di biliardo, allora ne vedremo delle belle. Bomba.

Douglas Costa 7.5: Il fromboliere è tornato. Impazza come un uragano sui poveri difensori del Chievo e dopo poco più di dieci minuti segna un gol pazzesco, da lucidarsi gli occhi. La grande generosità lo porta a correre dappertutto, costringendolo a tirare il fiato nel secondo tempo. Flash. Dal 75’ Bentancur 6: Dà maggiore equilibro al centrocampo, gestendo palla e risultato.

Matuidi 6.5: Assiste Emre Can con tutta la sua solita energia, provando, ogni tanto, anche a impostare, ma gioca con talmente tanta veemenza che i piedi, spesso, non seguono il cervello. Decisivo per l’equilibro della squadra.

Bernardeschi 7: Anche lui, dopo una pausa, è sulla buona strada per tornare quello ammirato a inizio stagione. I suoi strappi sono devastanti, come anche le sue parabole su calcio di punizione. Gli manca solo il gol. Straripante. Dall’86’ Spinazzola SV: Stesso discorso di Kean.

Dybala 7: Un autentico uomo-assist, c’è sempre lui dietro ogni ricamo e dietro ogni occasione. Parte sempre da più lontano, ma quando c’è da disegnare il passaggio decisivo, si dimostra più vivo che mai, come nello splendido tunnel che porta al gol di Emre Can, dopo ben 29 passaggi.

Cristiano Ronaldo 5.5: Evidentemente, quando vede Sorrentino, il primo portiere che si è trovato davanti nel Campionato italiano, il portoghese va in tilt. Anche questa volta, come nel match di andata, porta avanti una sfida contro il 39nne portiere che, come nella precedente occasione, ha la meglio, parandogli anche un calcio di rigore. Serata no.

giovedì 17 gennaio 2019

JUVENTUS-MILAN 1-0: COMMENTO E PAGELLE


L’anno nuovo ha regalato alla Juventus il primo trofeo della stagione, la Supercoppa Italiana, vinta contro il Milan per 1-0 grazie al gol di Cristiano Ronaldo, ancora una volta decisivo come ormai consuetudine. A Jedda, dopo tante polemiche, si è giocata una partita noiosa e sottotono, con le due squadre fiaccate dal caldo e con molti giocatori al di sotto del proprio standard. I bianconeri sono apparsi svogliati e lenti, alcuni addirittura svagati, mentre il Milan è apparso un’armata Brancaleone allo sbaraglio, tenuta insieme dalla rabbia di Gattuso ma dai poverissimi mezzi tecnici. Eppure, il match è stato equilibrato, demerito sicuramente della Juventus che, anche dopo essere passata in vantaggio, ha giochicchiato rischiando di buttare all’aria una vittoria che sembrava ormai in cassaforte. Molto dubbio, infatti, l’intervento in area di rigore di un ingenuo Emre Can ai danni di Conti non rivisto alla Var da Banti che ha peccato di presunzione e superficialità. Una vittoria un po’ insipida, insomma, frutto più dell’inerzia che di vero merito da parte della Juventus che, comunque, mette in bacheca la Supercoppa numero 8 (nessuno come lei), ma che è attesa a ben altre prove, molto più importanti e difficoltose.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Non viene mai seriamente impegnato dai milanisti, ma appare un po’ annebbiato nei riflessi e nei movimenti. Per fortuna, la traversa lo salva nel secondo tempo, impedendogli anche una sola seria parata. Sonnecchiante.

Cancelo 7: Rientra e sfodera un primo tempo da incorniciare. Torna a sfrecciare a destra, diventando una spina nel fianco degli avversari e va perfino vicino al gol. La sua mancanza si era sentita tutta. Indispensabile.

Chiellini 7.5: Una vera roccia, con lui la difesa è un’altra cosa. Anticipa, marca stretto, chiude e si permette anche un contropiede che spedisce in curva, ma al momento è lui l’anima della Juventus. Professore.

Bonucci 6.5: Non soffre l’emozione dell’ex e, protetto da Chiellini, gioca la solita partita ordinata più in impostazione che in chiusura. Deve ancora recuperare qualcosa fisicamente, ma è sempre il primo a giocare con ardore. Efficace.

Alex Sandro 6: Non spinge come Cancelo, ma si fa sempre trovare pronto ad affondare e a mettere al centro dei cross invitanti. Soffre anche lui i ritmi lenti e compassati della squadra e ogni tanto sbaglia più del dovuto. Sufficiente.

Bentancur 5.5: Un po’ appannato rispetto alle ultime uscite, non trova il passo giusto e spesso perde anche la posizione in campo, correndo a vuoto. Svagato. Dall’86’ Bernardeschi SV: Non ha il tempo di incidere, ma si fa vedere dai compagni, molto volenteroso.

Pjanic 6.5: Serve lo splendido assist a Ronaldo per il gol e prova sempre la giocata, seppur con un po’ di pigrizia. Si muove sul campo compassato, ma l’astuzia calcistica che lo contraddistingue, gli permette di essere sempre un passo avanti rispetto agli avversari. Geometra. Dal 64’ Emre Can 5.5: Sta per combinarla grossa dentro l’area di rigore, ma qualcuno, lassù, al Var, lo ama e lo grazia. Generoso, ma non entra mai bene in partita.

Matuidi 6.5: Generoso come sempre, ma disordinato soprattutto sotto porta dove finisce due volte in fuorigioco rendendo vani altrettanti gol. Rimane, comunque, un gran recuperatore di palloni, un mastino che morde le caviglie di chiunque gli passi vicino. Azzannatore.

Douglas Costa 6.5: Parte benissimo, andando per primo vicino al gol e tesse splendide trame soprattutto con Cancelo e Cristiano Ronaldo. È un furetto che scorrazza su tutto il fronte d’attacco, ma spesso tiene troppo palla, cercando ostinatamente il tiro in porta. Sgusciante. Dall’89’ Khedira SV: Giusto il tempo di toccare qualche pallone.

Dybala 6: Gioca a sprazzi, danneggiato da un modulo che lo costringe a partire da lontano, ma quando si avvicina all’area si accende. Anche i compagni non sembrano valorizzarlo nel migliore dei modi, ma lui non si arrende. Nomade.

Cristiano Ronaldo 7.5: Comincia un po’ a rallentatore, ma poi è un crescendo coronato nella splendida semirovesciata che avrebbe meritato il gol alla fine del primo tempo e nella rete decisiva di testa dopo un inserimento dai tempi strabilianti. Allegri, a fine gara, dice che “è stato preso per questo” e il portoghese mette la firma subito sul primo trofeo della stagione, giocando una partita “normale” ma letale. L’appetito vien mangiando…