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domenica 1 settembre 2019

JUVENTUS-NAPOLI 4-3: COMMENTO E PAGELLE


Un Juventus-Napoli già alla seconda giornata di Campionato per tanti è stata una bestemmia. Invece, ieri si è assistito a un match spettacolare, uno dei più belli degli ultimi anni, grazie a due squadre non ancora al massimo e, pertanto, disposte a giocare e a rischiare. Chi ha visto la partita ieri sera, probabilmente stamattina si sta ancora lustrando gli occhi: emozioni a non finire, un match prima virtualmente chiuso e poi riaperto nel giro di quindici minuti, infine deciso dal più classico colpo di scena. Come ha detto Higuain a fine gara, è stato come andare a tutta velocità sulle montagne russe. Diciamocelo, noi juventini non vedevamo una partita così divertente da anni, un’altalena di emozioni soffocata, per tanto tempo, dal calcio cinico e avaro di Allegri. La mano di Sarri, ancora fuori per i postumi della polmonite, comincia a vedersi, ma ci sono ancora tante cose da correggere e tanti meccanismi da oliare. In difesa, reparto che dovrà fare a meno per molti mesi di Capitan Chiellini, ci sono state tante incertezze. Il debutto di De Ligt non è stato dei migliori, il diciannovenne ha peccato di ingenuità e inesperienza, soprattutto nell’azione del secondo gol. Davanti, però, è una Juve che può fare paura a chiunque, grazie a un Higuian rigenerato, a un Douglas Costa sempre più decisivo (suoi due degli assist dei gol bianconeri) e un Ronaldo sempre letale. Rispetto a Parma, la Juventus ha mostrato una fame maggiore. Qualunque altra squadra, dopo essere stata recuperata di tre gol, sarebbe crollata, invece la Juve ha ripreso ad attaccare, ha buttato il cuore oltre l’ostacolo, spremendo le ultime energie. Dopo aver dominato per oltre un’ora, schiacciando letteralmente il Napoli, segnando tre gol e prendendo due traverse, la partita di ieri non si poteva non vincere.

PAGELLE:

Szczesny 6: Salva la porta sullo 0-0, parando una staffilata di Allan, poi controlla, ma mostra poca intraprendenza sul pareggio di Di Lorenzo, dove avrebbe dovuto fare meglio.

De Sciglio 6: Come a Parma, comincia col piglio giusto, difendendo bene e rendendosi protagonista di qualche interessante discesa sulla fascia. Dopo appena quindici minuti si ferma e deve lasciare il posto a Danilo 6.5: Incredibile debutto del brasiliano che segna dopo nemmeno trenta secondi dal suo ingresso. Ha la giusta intuizione di lanciarsi in avanti sul contropiede e la butta dentro, aiutato anche dalla fortuna. Mostra interessanti giocate, ma deve inserirsi ancora bene nei meccanismi sarriani.

Bonucci 5.5: Non è Chiellini e si vede, perché nel momento di sobbarcarsi la difesa sulle spalle, non mostra la giusta personalità. Fatica da morire nel secondo tempo, soprattutto quando il Napoli comincia a credere nella rimonta.  

De Ligt 5: Non era certo il debutto che avrebbe sognato, perché gli capita la partita più dura. Nel primo tempo è a suo agio e, a tratti, mostra anche una interessante personalità, ma quando la Juve cala e il Napoli sale, mostra tutti i suoi limiti, soprattutto in marcatura.

Alex Sandro 6.5: È fra quelli a cui la cura di Sarri sta giovando di più. Lo vediamo di nuovo sveglio, voglioso, attento. Pronto a proporsi, ma capace di profondi ripiegamenti difensivi.

Khedira 6.5: Come a Parma, nel primo tempo è uno dei migliori e per due volte va vicino al gol: la prima volta sbaglia tirando addosso a Meret, la seconda colpisce la traversa. A centrocampo comanda ed è sempre in area di rigore, pronto a scombinare le carte. Non ha ancora i novanta minuti sulle gambe, così esce al 60’ lasciando il posto a Emre Can 5.5: Per lui, discorso inverso di Alex Sandro, perché il tedesco sembra patire più della scorsa stagione e gioca con meno entusiasmo e veemenza.

Pjanic 6.5: Altro primo tempo da direttore d’orchestra, smista palloni e comincia a giocare anche di prima. Copre una vasta zona del campo, dallo schermo in difesa fino al rifinitore in attacco, ma nel secondo ripiega e rifiata, stravolto dal caldo e dalla fatica.

Matuidi 6: Più ordinato e preciso, anche lui è il primo a supportare l’attacco bianconero e ad aiutare la difesa, ma pecca ancora di troppa irruenza. Cala nel secondo tempo, cercando di tenere in piedi la baracca.

Douglas Costa 7: Al momento è la vera punta di diamante di questa nuova Juve. La sua velocità e la capacità di saltare l’uomo sono decisive in ogni occasione, tanto da entrare in due delle tre azioni dei gol juventini. Avrebbe meritato un gol, ma si deve accontentare di una traversa.

Higuain 7.5: C’è poco da fare, quando vede il Napoli diventa peggio di un toro inferocito. Un altro gol ai partenopei, stavolta inventato grazie a una giocata da prestigiatore. Sempre tanto sacrificio, al servizio della squadra, ma l’argentino sta prendendo la mira. Affamato. Dal 75’ Dybala SV: Entra nel momento peggiore, cerca di graffiare, ma non ci riesce.

Ronaldo 6.5: Rispetto a Parma, ha meno occasioni da gol, ma riesce a capitalizzare meglio. L’intesa con Higuain migliora di partita in partita, spesso sceglie di nascondersi per provare il colpo a sorpresa.

domenica 25 agosto 2019

PARMA-JUVENTUS 0-1: COMMENTO E PAGELLE


In una giornata, la prima di Serie A, segnata dagli incresciosi episodi di Firenze, dove il Napoli vince solo grazie a due inspiegabili, quanto errate, decisioni arbitrali (complimenti, soprattutto, al Var), la Juventus comincia il nuovo Campionato all’insegna dell’antico. Martusciello, in panchina al posto del convalescente Sarri, decide, infatti, di schierare una formazione che sa tanto di Allegri, spedendo in panchina tutti i nuovi arrivati. Il risultato è un primo tempo ottimo, con grandi giocate del tridente offensivo Ronaldo-Higuain-Douglas Costa e coronato dal gol-vittoria firmato da Giorgio Chiellini, e un secondo molto faticoso a causa, soprattutto, del gran caldo.
A Parma la priorità era portare a casa i primi tre punti della stagione, ma ciò che si è visto in campo lascia ampio spazio all’ottimismo. I lavori in corso, per vedere, finalmente, una Juve non solo vincente ma anche spettacolare, sembrano avanzare bene. La squadra, nel primo tempo, ha giocato con autorità, la difesa non si è mai lasciata schiacciare, il centrocampo è rimasto sempre alto, pronto a recuperare la palla, l’attacco ha fatto vedere un’ottima intesa tra Ronaldo, Higuain e Douglas Costa e le occasioni da gol sono fioccate abbondanti. Nel secondo tempo, complici il caldo e i carichi di allenamento, i bianconeri hanno dovuto fare di necessità virtù, badando più a controllare la partita che ad attaccare e si è potuto vedere qualcuno dei nuovi, Rabiot su tutti.
Se sarà questa la nuova Juve, è difficile dirlo, anche perché manca ancora una manciata di giorni alla fine del mercato e il pensiero va, soprattutto, al Dybala visto ieri in panchina e ai presunti esuberi Matuidi, Khedira e Higuain titolari. Mai, come quest’anno, la sessione estiva sta riservando sorprese (più o meno gradevoli) ai tifosi, ma nel frattempo la priorità è tornare ad avere l’allenatore in panchina per capire il vero impatto della rivoluzione sarrista a Torino.


PAGELLE:

Szczesny 6: Non è particolarmente impegnato, ma quando viene chiamato in causa fa egregiamente il suo dovere, soprattutto sulla “puntata” di Inglese nel primo tempo.

De Sciglio 6: Nel primo tempo è in palla, compie un paio di pregevoli chiusure difensive e arriva al cross sulla fascia avversaria, ma nel secondo tempo cala vistosamente e rischia di combinarla grossa.

Bonucci 6.5: Forse è quello che cerca con più convinzione di mettere in pratica i dettami di Sarri, difende alto e cerca il recupero della palla, ma deve ancora prendere le misure sugli avversari per non essere troppo falloso.  

Chiellini 7: Non poteva chiedere migliore inizio a questa stagione, domina in difesa e segna il gol vittoria. Anche lui cerca di essere più aggressivo e di giocare più lontano dall’area di rigore, ma, alla lunga, la stanchezza lo tradisce. Re Giorgio è tornato.

Alex Sandro 6: Dà l’impressione di essere nuovamente motivato, lasciandosi alle spalle le ombre del giocatore svagato e pigro della stagione scorsa. Propizia il gol di Chiellini con un tiraccio al volo da fuori area.

Khedira 6.5: L’ex esubero che ora sembra aver convinto Sarri, è uno dei migliori del primo tempo. Lo vediamo, nuovamente, nelle vesti di incursore, quasi quarto attaccante aggiunto, ma nel secondo tempo ha un calo fisico spaventoso, tanto che viene sostituito dopo poco più di un quarto d’ora. Dal 63’ Rabiot 6: All’inizio sembra un po’ frastornato, perde un paio di palloni, ma poi comincia a giocare come sa e mostra sprazzi molto interessanti.

Pjanic 6.5: A Sarri piacerebbe che toccasse centocinquanta palloni a partita e ieri non saranno stati tanti, ma il bosniaco è sempre stato nel vivo dell’azione. Ora che è nuovamente avanzato di qualche metro sul campo, gestisce il centrocampo con eleganza e precisione, ma ogni tanto si innamora troppo del pallone. Se fosse più veloce, la manovra ne gioverebbe.

Matuidi 5.5: Fin quando il fisico non lo assiste, non sarà il giocatore visto nelle stagioni precedenti. Arranca dietro gli avversari, cerca di farsi vedere dai compagni ma non riesce mai a proporsi nella maniera giusta. Il suo futuro resta in bilico.

Douglas Costa 6.5: La cura di Sarri sembra averlo rigenerato e il brasiliano diventa, subito, il giocatore spettacolare che aveva fatto innamorare tutti i tifosi. È una spina nel fianco della difesa del Parma, il jolly in grado di sparigliare le carte da un momento all’altro. Tira, corre e dribbla fino a quando i crampi non lo costringono ad abbandonare il campo.  Dal 71’ Cuadrado 6: Entra bene in partita, sfruttando la freschezza fisica e la stanchezza degli avversari.

Higuain 6.5: Non riesce a essere pericoloso, ma spesso veste i panni dell’assist-man di Ronaldo, mettendolo un paio di volte davanti alla porta. Si muove tanto, recupera palloni a centrocampo, mostra tanta voglia di fare. Dal 83’ Bernardeschi: SV

Ronaldo 6.5: Va più volte vicino al gol nel primo tempo e segna anche, ma il Var gli scippa la rete per un fuorigioco di spalla di alcuni millimetri. Come sempre, mostra tanta voglia e tanto carisma, ma anche lui è umano e nel secondo tempo deve rifiatare.


domenica 21 aprile 2019

JUVENTUS-FIORENTINA 2-1: COMMENTO E PAGELLE


Dopo la cocente eliminazione dalla Champions, la Juventus è riuscita a festeggiare l’ottavo scudetto di fila in casa, battendo per 2-1 la Fiorentina. Un match che già prima dell’inizio sapeva di festa annunciata, ma che la squadra di Montella ha provato a rovinare con una prestazione maiuscola, soprattutto nel primo tempo in cui è prima passata in vantaggio e poi ha sfiorato diverse volte il raddoppio, colpendo un palo e una traversa con uno scatenato Chiesa. La Juventus è sembrata svagata, spinta soltanto dalla voglia di chiudere il discorso scudetto e ha giocato senza pensieri o tatticismi particolari ed è stata fortunata a trovare il pareggio a fine primo tempo, grazie a un colpo di testa di Alex Sandro. Nel secondo tempo, la Fiorentina è uscita dal campo, ormai col pensiero alla semifinale di Coppa Italia e la Juve ha potuto segnare (autogol di Pezzella su bella iniziativa di Ronaldo) e controllare la partita fino al fischio finale, quando è cominciata la festa. Una festa sottotono, però, perché l’amarezza per l’eliminazione in Champions brucia ancora, in una stagione in cui sono stati polverizzati altri record, sia personali che di squadra. Inevitabile, a questo punto, un bilancio complessivo di una stagione che era cominciata nella collettiva esaltazione per l’arrivo di Cristiano Ronaldo e che si è conclusa con un ennesimo rinvio delle ambizioni europee: questo ottavo scudetto è stato il più facile, chiuso già, praticamente, a Natale e forse proprio per questo motivo incapace di preparare la Juve alle sfide più difficile di Champions. Il futuro, adesso, è un’incognita: Ronaldo, nel dopo partita, ha confermato di voler rimanere al 1000% per riprovare l’assalto alla Champions, Allegri sembrerebbe sul punto della riconferma, ma, come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e i prossimi mesi saranno decisivi per capire la direzione che vuole prendere la società, ambiziosa ma anche consapevole (si spera) che questa Juve pecca ancora di personalità.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Salva il risultato a fine gara con un’uscita provvidenziale su Dabo e si dimostra, come fatto per tutta la stagione, un ottimo erede di Buffon.

Cancelo 6.5: Sarà ancora carente in copertura, ma quando parte titolare la Juve vince sempre. Serve tanti assist e tanti cross in area, è una spina costante nel fianco degli avversari.

Bonucci 6.5: A fine partita si commuove, perché è stato un anno difficile, quello del ritorno e del perdono dei tifosi. Ha dovuto riconquistarsi la fiducia di tutti, ma sa che ancora c’è tanto da crescere e migliorare.

Rugani 6: Nel primo tempo soffre parecchio le folate della Fiorentina, poi cresce lentamente nella ripresa, ma continua a lasciare parecchi dubbi sulla sua affidabilità.

Alex Sandro 6.5:Ha il merito di segnare il gol del pareggio con un intelligente colpo di testa e gioca senza troppi pensieri, riuscendo in tutto ciò che prova a fare. Anche per lui, però, un futuro imprevedibile, troppo altalenante.

Emre Can 6.5: Primo anno alla Juve e già ha fatto vedere di possedere quella personalità che manca ad altri, spesso è stato il migliore a centrocampo, sacrificandosi anche in difesa. Futuro da leader.

Pjanic 6: Parte lentamente, sotto ritmo, il limite che ha mostrato in diverse altre occasioni, ma quando decide di salire in cattedra, il gioco della Juve non può prescindere da lui. Ora è a un bivio: accontentarsi di essere il miglior centrocampista in Italia o alzare l’asticella. Dal 65’ Bentancur 6: La sua crescita prosegue, per alcuni tratti di questa stagione è stato quasi insostituibile, ma anche lui deve mirare a molto di più.

Matuidi 6: Una partita tranquilla, senza particolari spunti. Una volta tanto, il francese si è preso una giornata di riposo.

Cuadrado 6.5: Sta recuperando la condizione dopo quattro mesi di infortunio e i segnali sono incoraggianti, lo aspettiamo per la prossima stagione. Dal 86’ De Sciglio SV: Allegri lo butta dentro senza nemmeno dargli indicazioni.

Ronaldo 6.5: All’inizio sembra svogliato, come se avesse ancora il pensiero alla Champions, poi, piano piano, recupera il gusto di giocare e prova a segnare in tutti i modi, riuscendo a procurare l’autogol di Pezzella.

Bernardeschi 6: Primo tempo sottotono, nella ripresa si fa trasportare dall’entusiasmo della festa imminente e prova qualche giocata delle sue, ma ha ancora troppe difficoltà a trovare la porta. Dal 75’ Kean SV: Se avesse segnato pure oggi, sarebbe stato troppo.

mercoledì 17 aprile 2019

JUVENTUS-AJAX 1-2: COMMENTO E PAGELLE


#delusioneinfinita. L’hashtag dell’ennesima delusione europea della Juventus spopola sul web all’indomani dell’eliminazione per mano dell’Ajax. Un tunnel senza fine, una strada senza uscita che neppure Cristiano Ronaldo è riuscito a illuminare, un senso di fallimento che permea l’esistenza del tifoso juventino, attonito di fronte all’ennesima partita in cui la Juventus è crollata psicologicamente nel momento in cui bisognava tirare fuori gli attributi. Il 2-1 con cui i giovani lancieri hanno espugnato l’Allianz Stadium è la dimostrazione di quanto siano fallimentari le idee calcistiche di Massimiliano Allegri, sconfitto sul proprio terreno di gioco, sulla propria concezione di gioco. Un allenatore che considera il calcio “molto semplice” come recita il suo ultimo libro, è stato preso a pallonate da chi, invece, ritiene il calcio una cosa seria, fatta di schemi, velocità, controllo di palla, divertimento. La Juventus dei singoli contro l’Ajax del gioco collettivo: uno scontro da cui i bianconeri escono con le ossa rotta. Una partita persa, di nuovo, nel secondo tempo, come a Cardiff, a causa di una fragilità inspiegabile. Una squadra incapace di reggere il ritmo degli avversari, sconfitta sulla tecnica, sul dinamismo e sul coraggio, priva di spina dorsale e che in Europa si dimostra immatura e impreparata, proprio mentre a una manciata di chilometri di distanza, il Barcellona chiudeva la pratica Manchester United in quattro minuti. Una cosa che per noi juventini, purtroppo, rimarrà sempre un sogno.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Fa tutto ciò che può per impedire l’imbarcata ed evita diversi gol. Gioca tutto il secondo tempo sotto costante bersaglio, capitola senza alcuna colpa.

Rugani 6: Inizia bene, gioca un ottimo primo tempo, ma quando, nel secondo, l’Ajax prende il controllo della partita, va in confusione, troppo sotto pressione.

Bonucci 6: Stesso discorso di Rugani, ma da lui, con l’esperienza che ha sulle spalle, sarebbe stato lecito aspettarsi di più.

Alex Sandro 5.5: All’inizio sembra in serata, ma poi comincia a sbagliare, a correre a vuoto e a giocare al risparmio.

De Sciglio 5: È la mossa a sorpresa di Allegri che lo preferisce a Cancelo, ma va presto in difficoltà, incalzato dal ritmo infernale degli avversari e costringe l’allenatore a sostituirlo. Dal 64’ Cancelo 5: Mossa ormai inutile, il danno era già stato fatto.

Pjanic 6: Non è quello spiritato visto nel ritorno contro l’Atletico. Questo è il Pjanic versione Campionato, compassato e fin troppo tranquillo nelle giocate. Non alza mai il ritmo, ma almeno ha il merito di salvare un gol fatto.

Emre Can 7: L’ultimo ad arrendersi, se anche gli altri compagni avessero avuto la sua stessa voglia e rabbia, forse le cose sarebbero potute andare diversamente. Si danna e si infuria coi compagni troppo arrendevoli.

Matuidi 6: Solita dose di generosità e corsa, ma stavolta non basta, visto che i folletti attorno a lui gli fanno perdere la rotta.

Bernardeschi 5: Anche lui come Pjanic, dov’era il Bernardeschi visto contro l’Atletico? Sbaglia tutto, si ostina nelle sue solite giocate personali, tocca troppo la palla prima di passarla. Dall’80 Bentancur SV: Giusto per le statistiche.

Dybala 6: Capitano per la prima volta in Champions, sembrava potesse essere la serata del riscatto di una stagione grigia e anonima, ma arriva giusto a finire il primo tempo, poi si infortuna di nuovo. Dal 46’ Kean 6: Prova a sfruttare il momento d’oro, ma stasera non è aria neppure per lui.

Ronaldo 7: Dagli ottavi di finale ha segnato solo lui, cinque gol in quattro partite, un leader abbandonato e solitario che prova a suonare la carica a dei compagni irriconoscibili. Speriamo non si penta della scelta fatta in estate.

domenica 14 aprile 2019

SPAL-JUVENTUS 2-1: COMMENTO E PAGELLE


Mancava un solo punto alla matematica dell’ottavo scudetto consecutivo, ma Allegri non deve essere un fan del detto “non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi”, così si è presentato a Ferrara, contro la Spal in piena lotta per non retrocedere, con due Primavera in campo e altri due in panchina, preservando molti titolari per la Champions. Il primo tempo è sembrato dargli ragione, con la Juve che ha chiuso in vantaggio grazie all’ormai solito gol di Kean, ma nel secondo, quando la Spal è scesa in campo decisa a vendere cara la pelle, la squadra di Allegri si è sciolta come neve al sole, facendosi rimontare. Inutile dire che il test non era nulla più di un allenamento, la cosa più sconcertante, piuttosto, è stata vedere Dybala, la Joya, colui che indossa la maglia numero 10, colui che la stagione passata ha segnato 26 reti in 46 partite, ormai relegato a giocare queste partite avvilenti. Con la storia del “tuttocampista” Allegri ha bruciato uno dei maggiori talenti bianconeri, destinato, ormai, a lasciare Torino a fine stagione, ma torniamo alla partita. Oltre il risultato, ottime notizie proprio dai nuovi innesti, su tutti Gozzi e Nicolussi che si sono già dimostrati all’altezza della situazione, e dal ritorno di Cuadrado dopo quattro mesi di assenza. Note negative, invece, proprio da Dybala, ridotto a un povero pesce fuor d’acqua che sbatte la coda sofferente per la mancanza di ossigeno.

LE PAGELLE:

Perin 6: Non ha particolari colpe sui due gol subiti, ma non sembra capace di cogliere le occasioni di Allegri gli sta concedendo, mettendo davvero poca pressione a Szczesny che può dormire sogni tranquilli.  

De Sciglio 6: Gioca da terzo centrale e fa il suo lavoretto in maniera ordinata e pulita. Da lui non bisogna aspettarsi molto altro.

Barzagli 6.5: Rientra proprio nel giorno in cui ufficializza il suo addio al calcio a fine stagione, giocando una partita in cui il giudizio è l’ultima cosa che conta. Dal 81’ Bernardeschi SV: Avrebbe volentieri continuato a sonnecchiare in panchina, ma, da un lato, Barzagli, non aveva più benzina e, dall’altro, Allegri doveva far vedere di tenere al risultato della partita.

Gozzi 6.5: Il ragazzo è interessante, grezzo ma di sicure prospettive. Si disimpegna con calma e ogni tanto prova anche a far partire l’azione, molto intraprendente.

Cancelo 5.5: Allegri, forse, lo fa giocare più per punizione che per reale utilità e il portoghese pascola per il campo, tra uno sbadiglio e un tentativo di giocata. Dietro fa, ancora, venire i brividi.

Cuadrado 6.5: Mancava dal 1° dicembre 2018 e il ritmo non può essere dei migliori, ma si vede che ha voglia di tornare a giocare ai suoi livelli. Un rientro incoraggiante.

Bentancur 6.5: Dopo la bella prova di Amsterdam, si conferma uno dei più in forma, giostrando da regista e cavandosela egregiamente. Spesso, tra l’altro, è costretto a coprire anche la zona di un confuso Kastanos.

Kastanos 5: Dei Primavera, è quello che fatica di più, non trovando mai la giusta posizione e rimanendo vittima del suo stesso nervosismo. In occasione del pareggio della Spal, è proprio lui a perdersi la marcatura. Dal 61’ Nicolussi 6: Un altro che sembra possedere doti interessanti, ma alterna ottime giocate (andando anche vicino al gol) e ingenuità come quella che costa il secondo gol della Spal.

Spinazzola 6: Sembra aver fatto un passo indietro rispetto alle prime apparizioni, ma ha il merito di coprire tutta la sua fascia di competenza. Gli manca il guizzo.

Dybala 5: È deprimente vederlo giocare così, ancora vittima dell’equivoco del “tuttocampista”. Non riesce più a essere decisivo in zona d’attacco, è l’ombra di se stesso, gli si legge in faccia la delusione di una stagione che gli sta scivolando di mano.

Kean 6.5: Non fa molto, ma ha il merito di segnare ancora, stavolta correggendo in maniera geniale quanto istintiva un tiro sballato di Cancelo. Ha il fiuto del grande bomber, speriamo venga gestito bene. Dal 69’ Mavididi 6: Un altro debutto interessante, il giovane congolese fa vedere di essere in grado di fare a sportellate con gli avversari, ma non ha ancora la ferocia di Kean.

giovedì 11 aprile 2019

AJAX-JUVENTUS 1-1: COMMENTO E PAGELLE


Ad Amsterdam, la Juventus in formato Champions porta a casa un buon risultato, ma non si dimostra molto diversa da quella vista a Madrid contro l’Atletico. Stavolta, però, aveva di fronte una squadra sbarazzina, poco avvezza al tatticismo esasperato di Simeone, molto più portata al gioco d’attacco e meno alla fase difensiva. L’1-1 maturato  in questa andata dei quarti di finale, ha messo in evidenza quelli che sono i limiti della Juventus, già visti e rivisti, tra sufficienza e poca concentrazione, ma fa ben sperare per il ritorno, a Torino. Cristiano Ronaldo si conferma il miglior cecchino delle fasi a eliminazione diretta, ma soprattutto ha mantenuto la promessa fatta all'indomani dell’infortunio patito con il Portogallo. È sceso in campo e ha guidato la squadra, arrabbiandosi anche spesso, a causa del poco coraggio dei compagni. Allegri, come ormai consuetudine, sbaglia la formazione iniziale, insistendo in maniera ottusa su Mandzukic, vero uomo in meno ieri sera, ma poi è riuscito a leggere bene la partita, andando vicinissimo alla vittoria finale… ma forse sarebbe stato troppo.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Attento nel primo tempo, compie anche un paio di parate importanti, ma si fa sorprendere nell’occasione del pareggio dell’Ajax, partendo in ritardo sul tiro di Neres.

Cancelo 5.5: Una partita divisa tra discese devastanti e amnesie preoccupanti. È suo il perfetto cross per Ronaldo, nell’occasione del vantaggio bianconero, ma è anche suo il pessimo controllo che porta al pareggio dell’Ajax. Un continuo sali e scendi.

Bonucci 6.5: Con un Pjanic non proprio al massimo, l’azione juventina parte quasi sempre dai suoi piedi e, spesso, i suoi lanci tagliano la difesa degli olandesi come il burro. Ottima anche l’intesa con Rugani dietro.

Rugani 7: Buttato in campo per l’assenza di Chiellini, gioca forse la sua miglior partita con la Juventus. Attento, deciso e, stavolta, poco falloso, si dimostra una sicurezza, districando un paio di pericolose situazioni in area di rigore.

Alex Sandro 6.5: Ad Amsterdam si è avuta l’ennesima dimostrazione di come, per vedere il vero Alex Sandro, bisogna attendere la partite di Champions. Quest’anno, evidentemente, il brasiliano ha deciso di snobbare il campionato, perché anche ieri ha giocato con determinazione, arando la sua fascia di competenza, sia in avanti che dietro.

Bentancur 7: Insieme a Rugani è stato il migliore in campo. Finalmente si è rivisto il giocatore elegante, veloce e intelligente che ci ha fatto innamorare. Si meritava anche il calcio di rigore che, invece, arbitro e Var gli hanno, inspiegabilmente, negato.

Pjanic 6.5: Non è il Pjanic visto nelle ultime uscite, soprattutto a causa della pressione costante che subisce dai giocatori dell’Ajax, ma quando trova spazio può gestire con classe e precisione ogni palla. Pensa più a giocare davanti la difesa che a lanciare i compagni.

Matuidi 6.5: Solita generosità, sembra l’unico a riuscire ad andare dietro agli indiavolati giocatori dell’Ajax, interpretando il solito ruolo da pendolino, tra copertura in difesa e inserimenti in attacco. Dal 75’ Dybala SV: Ormai relegato a panchinaro di lusso, è una Joya triste, ormai quasi persa.

Bernardeschi 6.5: Inizia a tutta birra, andando vicino al gol dopo pochi minuti, ma piano piano va scemando, più sale l’intensità del match. Prova alcuni strappi, ma mostra i suoi soliti limiti di dribblomane, perdendo tante occasioni di giocare la palla. Dal 93’ Khedira SV: Si fa giusto in tempo a vederlo.

Mandzukic 5: Per buona parte del match, lascia la Juventus in dieci uomini. Perde ogni duello aereo in avanti e dietro è sempre una mina vagante. Inspiegabile come Allegri continui a farlo giocare titolare. Dal 60’ Douglas Costa 6.5: Entra per spaccare la partita e sfruttare le voragini difensive che, ogni tanto, si aprono nelle retrovie olandesi e va vicino a diventare l’uomo della serata, colpendo un palo. Tanti sprint, impressionanti, ma poi, troppo spesso, sbaglia la cosa più semplice.

Ronaldo 7: Aveva puntato l’Ajax già all’indomani dell’infortunio in Nazionale e, ancora una volta, ha confermato di essere il migliore. Non giocava da due settimane, ma si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto, per mettere a segno l’ennesima rete ad Amsterdam, ormai sua vittima preferita dopo i cinque gol rifilati col Real Madrid. Stimola i compagni, li sgrida e si dimostra leader in campo.


lunedì 8 aprile 2019

JUVENTUS-MILAN 2-1: COMMENTO E PAGELLE


L’ottavo scudetto consecutivo è ormai a un passo. Il 2-1 al Milan, in rimonta, proietta la Juve sempre più vicina al traguardo, nonostante le solite recriminazioni e polemiche scatenate nel dopo partita dai dirigenti rossoneri. Contro il Milan, a pochi giorni dall’impegno di Champions, Allegri decide di schierare una formazione con tanti assenti, tra cui Chiellini e Pjanic, e, infatti, i primi quarantacinque minuti scorrono via in sofferenza, coi rossoneri che si fanno preferire e che chiudono in vantaggio meritatamente, grazie a un gol nato dagli sviluppi di un’azione in cui l’arbitro non fischia (rinnegando anche la segnalazione del Var) un rigore al Milan per fallo di mano di Alex Sandro. La Juventus è quella vista ultimamente in Campionato, svogliata e che gioca grazie ad alcune folate individuali, mentre la squadra di Gattuso sa di giocarsi buona parte della stagione e delle possibilità di qualificazione in Champions. Nel secondo tempo, la sinfonia cambia, il Milan cala e Allegri capisce che deve cambiare qualcosa e grazie a un rigore, Dybala trova il pareggio. Il match sembrerebbe destinato a terminare così, le due squadre sembrerebbero accontentarsi di non farsi male, ma non si è tenuto conto del “fattore Kean” che, ancora una volta, entra in campo e decide la partita a cinque minuti dalla fine. Il resto è festa da una parte e rabbia (ingiustificata) dall’altra.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: È incolpevole sul gol del Milan, ma fa sentire la sua presenza nei minuti finali, quando i rossoneri si buttano in avanti a caccia del pareggio. Chiude ogni spazio, si fa trovare pronto tra i pali bloccando a terra un tiro pericoloso di Calhanoglu. Occhi della tigre.

Rugani 5.5: Soffre troppo, nel secondo tempo si fa scappare Piatek che sembra Mennea rispetto a lui. Quasi sempre in affanno, ha spesso bisogno del raddoppio per sbrogliare la matassa. Insicuro.

Bonucci 5.5: Non è serata per la difesa juventina e Bonucci la combina grossa nell’occasione del vantaggio rossonero. Rimedia, poi, nel secondo tempo lanciando Dybala nell’azione del rigore del pareggio. Svagato.

Alex Sandro 5: Ormai sembra diventato impossibile rivedere con continuità il giocatore che ci aveva conquistati. Questo è l’ombra di se stesso, confuso, svogliato, disordinato e arrendevole. Capolinea.

De Sciglio 6: Per la prima volta da quando è alla Juve, gioca contro il suo passato e ne risente, soprattutto all’inizio. Sembra impacciato e indeciso, poi cresce ma tende a giocare al risparmio. Emozionato.

Bentancur 5.5: Anche di lui, ultimamente, si sono perse le tracce. Non è il giocatore brillante dei mesi scorsi, anzi, è lento e legnoso, si fa anticipare in modo ingenuo nell’occasione del gol del Milan. Spento.

Emre Can 6: È sfortunato perché si fa male presto e da solo, anche perché aveva cominciato bene, da uomo ovunque. Il suo peso a centrocampo si sentiva, senza di lui, il Milan ha preso il sopravvento. Dal 25’ Khedira 6: Rientra dopo l’intervento al cuore, non gli si poteva chiedere molto.

Bernardeschi 6: Fin quando si piazza da terzo di centrocampo si trova spesso fuori posizione e pecca nel gioco, tenendo troppo palla e sbagliando diversi appoggi. Quando Allegri lo sposta nella sua solita posizione, migliora ma pecca ancora nella decisione finale, spesso tira quando deve passarla e viceversa. Lezioso.

Spinazzola 6: Una prova senza infamia e senza gloria, con qualche tentativo di affondo, ma non è quello ammirato contro l’Atletico Madrid. Cala alla distanza. Dal 61’ Pjanic 8: In questo momento la Juve non può fare a meno di lui, perché ogni azione diventa interessante quando è lui a giostrare la palla. La musica cambia proprio quando entra lui. Insostituibile.

Dybala 6: In questa annata difficile, si trova spesso fuori dal gioco della squadra, l’unico guizzo è lo scatto sull’azione del rigore, ma Allegri lo toglie proprio quando sembrava in crescita. Interrotto. Dal 66’ Kean 8: E segna sempre Kean. Ormai sembra questo il leitmotiv della fine di questa stagione juventina. Il giovane centravanti si sta rivelando decisivo quasi quanto Ronaldo.

Mandzukic 6: Ci mette più determinazione delle scorse partite, ma è troppo nervoso e rischia diverse volte di combinarla grossa. In avanti va vicino al gol con una splendida rovesciata, ma poi si dedica alla copertura, facendo correre brividi lungo la schiena diverse volte. Isterico.