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lunedì 8 aprile 2019

JUVENTUS-MILAN 2-1: COMMENTO E PAGELLE


L’ottavo scudetto consecutivo è ormai a un passo. Il 2-1 al Milan, in rimonta, proietta la Juve sempre più vicina al traguardo, nonostante le solite recriminazioni e polemiche scatenate nel dopo partita dai dirigenti rossoneri. Contro il Milan, a pochi giorni dall’impegno di Champions, Allegri decide di schierare una formazione con tanti assenti, tra cui Chiellini e Pjanic, e, infatti, i primi quarantacinque minuti scorrono via in sofferenza, coi rossoneri che si fanno preferire e che chiudono in vantaggio meritatamente, grazie a un gol nato dagli sviluppi di un’azione in cui l’arbitro non fischia (rinnegando anche la segnalazione del Var) un rigore al Milan per fallo di mano di Alex Sandro. La Juventus è quella vista ultimamente in Campionato, svogliata e che gioca grazie ad alcune folate individuali, mentre la squadra di Gattuso sa di giocarsi buona parte della stagione e delle possibilità di qualificazione in Champions. Nel secondo tempo, la sinfonia cambia, il Milan cala e Allegri capisce che deve cambiare qualcosa e grazie a un rigore, Dybala trova il pareggio. Il match sembrerebbe destinato a terminare così, le due squadre sembrerebbero accontentarsi di non farsi male, ma non si è tenuto conto del “fattore Kean” che, ancora una volta, entra in campo e decide la partita a cinque minuti dalla fine. Il resto è festa da una parte e rabbia (ingiustificata) dall’altra.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: È incolpevole sul gol del Milan, ma fa sentire la sua presenza nei minuti finali, quando i rossoneri si buttano in avanti a caccia del pareggio. Chiude ogni spazio, si fa trovare pronto tra i pali bloccando a terra un tiro pericoloso di Calhanoglu. Occhi della tigre.

Rugani 5.5: Soffre troppo, nel secondo tempo si fa scappare Piatek che sembra Mennea rispetto a lui. Quasi sempre in affanno, ha spesso bisogno del raddoppio per sbrogliare la matassa. Insicuro.

Bonucci 5.5: Non è serata per la difesa juventina e Bonucci la combina grossa nell’occasione del vantaggio rossonero. Rimedia, poi, nel secondo tempo lanciando Dybala nell’azione del rigore del pareggio. Svagato.

Alex Sandro 5: Ormai sembra diventato impossibile rivedere con continuità il giocatore che ci aveva conquistati. Questo è l’ombra di se stesso, confuso, svogliato, disordinato e arrendevole. Capolinea.

De Sciglio 6: Per la prima volta da quando è alla Juve, gioca contro il suo passato e ne risente, soprattutto all’inizio. Sembra impacciato e indeciso, poi cresce ma tende a giocare al risparmio. Emozionato.

Bentancur 5.5: Anche di lui, ultimamente, si sono perse le tracce. Non è il giocatore brillante dei mesi scorsi, anzi, è lento e legnoso, si fa anticipare in modo ingenuo nell’occasione del gol del Milan. Spento.

Emre Can 6: È sfortunato perché si fa male presto e da solo, anche perché aveva cominciato bene, da uomo ovunque. Il suo peso a centrocampo si sentiva, senza di lui, il Milan ha preso il sopravvento. Dal 25’ Khedira 6: Rientra dopo l’intervento al cuore, non gli si poteva chiedere molto.

Bernardeschi 6: Fin quando si piazza da terzo di centrocampo si trova spesso fuori posizione e pecca nel gioco, tenendo troppo palla e sbagliando diversi appoggi. Quando Allegri lo sposta nella sua solita posizione, migliora ma pecca ancora nella decisione finale, spesso tira quando deve passarla e viceversa. Lezioso.

Spinazzola 6: Una prova senza infamia e senza gloria, con qualche tentativo di affondo, ma non è quello ammirato contro l’Atletico Madrid. Cala alla distanza. Dal 61’ Pjanic 8: In questo momento la Juve non può fare a meno di lui, perché ogni azione diventa interessante quando è lui a giostrare la palla. La musica cambia proprio quando entra lui. Insostituibile.

Dybala 6: In questa annata difficile, si trova spesso fuori dal gioco della squadra, l’unico guizzo è lo scatto sull’azione del rigore, ma Allegri lo toglie proprio quando sembrava in crescita. Interrotto. Dal 66’ Kean 8: E segna sempre Kean. Ormai sembra questo il leitmotiv della fine di questa stagione juventina. Il giovane centravanti si sta rivelando decisivo quasi quanto Ronaldo.

Mandzukic 6: Ci mette più determinazione delle scorse partite, ma è troppo nervoso e rischia diverse volte di combinarla grossa. In avanti va vicino al gol con una splendida rovesciata, ma poi si dedica alla copertura, facendo correre brividi lungo la schiena diverse volte. Isterico.

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