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domenica 21 aprile 2019

JUVENTUS-FIORENTINA 2-1: COMMENTO E PAGELLE


Dopo la cocente eliminazione dalla Champions, la Juventus è riuscita a festeggiare l’ottavo scudetto di fila in casa, battendo per 2-1 la Fiorentina. Un match che già prima dell’inizio sapeva di festa annunciata, ma che la squadra di Montella ha provato a rovinare con una prestazione maiuscola, soprattutto nel primo tempo in cui è prima passata in vantaggio e poi ha sfiorato diverse volte il raddoppio, colpendo un palo e una traversa con uno scatenato Chiesa. La Juventus è sembrata svagata, spinta soltanto dalla voglia di chiudere il discorso scudetto e ha giocato senza pensieri o tatticismi particolari ed è stata fortunata a trovare il pareggio a fine primo tempo, grazie a un colpo di testa di Alex Sandro. Nel secondo tempo, la Fiorentina è uscita dal campo, ormai col pensiero alla semifinale di Coppa Italia e la Juve ha potuto segnare (autogol di Pezzella su bella iniziativa di Ronaldo) e controllare la partita fino al fischio finale, quando è cominciata la festa. Una festa sottotono, però, perché l’amarezza per l’eliminazione in Champions brucia ancora, in una stagione in cui sono stati polverizzati altri record, sia personali che di squadra. Inevitabile, a questo punto, un bilancio complessivo di una stagione che era cominciata nella collettiva esaltazione per l’arrivo di Cristiano Ronaldo e che si è conclusa con un ennesimo rinvio delle ambizioni europee: questo ottavo scudetto è stato il più facile, chiuso già, praticamente, a Natale e forse proprio per questo motivo incapace di preparare la Juve alle sfide più difficile di Champions. Il futuro, adesso, è un’incognita: Ronaldo, nel dopo partita, ha confermato di voler rimanere al 1000% per riprovare l’assalto alla Champions, Allegri sembrerebbe sul punto della riconferma, ma, come si dice, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e i prossimi mesi saranno decisivi per capire la direzione che vuole prendere la società, ambiziosa ma anche consapevole (si spera) che questa Juve pecca ancora di personalità.


LE PAGELLE:

Szczesny 6.5: Salva il risultato a fine gara con un’uscita provvidenziale su Dabo e si dimostra, come fatto per tutta la stagione, un ottimo erede di Buffon.

Cancelo 6.5: Sarà ancora carente in copertura, ma quando parte titolare la Juve vince sempre. Serve tanti assist e tanti cross in area, è una spina costante nel fianco degli avversari.

Bonucci 6.5: A fine partita si commuove, perché è stato un anno difficile, quello del ritorno e del perdono dei tifosi. Ha dovuto riconquistarsi la fiducia di tutti, ma sa che ancora c’è tanto da crescere e migliorare.

Rugani 6: Nel primo tempo soffre parecchio le folate della Fiorentina, poi cresce lentamente nella ripresa, ma continua a lasciare parecchi dubbi sulla sua affidabilità.

Alex Sandro 6.5:Ha il merito di segnare il gol del pareggio con un intelligente colpo di testa e gioca senza troppi pensieri, riuscendo in tutto ciò che prova a fare. Anche per lui, però, un futuro imprevedibile, troppo altalenante.

Emre Can 6.5: Primo anno alla Juve e già ha fatto vedere di possedere quella personalità che manca ad altri, spesso è stato il migliore a centrocampo, sacrificandosi anche in difesa. Futuro da leader.

Pjanic 6: Parte lentamente, sotto ritmo, il limite che ha mostrato in diverse altre occasioni, ma quando decide di salire in cattedra, il gioco della Juve non può prescindere da lui. Ora è a un bivio: accontentarsi di essere il miglior centrocampista in Italia o alzare l’asticella. Dal 65’ Bentancur 6: La sua crescita prosegue, per alcuni tratti di questa stagione è stato quasi insostituibile, ma anche lui deve mirare a molto di più.

Matuidi 6: Una partita tranquilla, senza particolari spunti. Una volta tanto, il francese si è preso una giornata di riposo.

Cuadrado 6.5: Sta recuperando la condizione dopo quattro mesi di infortunio e i segnali sono incoraggianti, lo aspettiamo per la prossima stagione. Dal 86’ De Sciglio SV: Allegri lo butta dentro senza nemmeno dargli indicazioni.

Ronaldo 6.5: All’inizio sembra svogliato, come se avesse ancora il pensiero alla Champions, poi, piano piano, recupera il gusto di giocare e prova a segnare in tutti i modi, riuscendo a procurare l’autogol di Pezzella.

Bernardeschi 6: Primo tempo sottotono, nella ripresa si fa trasportare dall’entusiasmo della festa imminente e prova qualche giocata delle sue, ma ha ancora troppe difficoltà a trovare la porta. Dal 75’ Kean SV: Se avesse segnato pure oggi, sarebbe stato troppo.

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