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giovedì 11 aprile 2019

AJAX-JUVENTUS 1-1: COMMENTO E PAGELLE


Ad Amsterdam, la Juventus in formato Champions porta a casa un buon risultato, ma non si dimostra molto diversa da quella vista a Madrid contro l’Atletico. Stavolta, però, aveva di fronte una squadra sbarazzina, poco avvezza al tatticismo esasperato di Simeone, molto più portata al gioco d’attacco e meno alla fase difensiva. L’1-1 maturato  in questa andata dei quarti di finale, ha messo in evidenza quelli che sono i limiti della Juventus, già visti e rivisti, tra sufficienza e poca concentrazione, ma fa ben sperare per il ritorno, a Torino. Cristiano Ronaldo si conferma il miglior cecchino delle fasi a eliminazione diretta, ma soprattutto ha mantenuto la promessa fatta all'indomani dell’infortunio patito con il Portogallo. È sceso in campo e ha guidato la squadra, arrabbiandosi anche spesso, a causa del poco coraggio dei compagni. Allegri, come ormai consuetudine, sbaglia la formazione iniziale, insistendo in maniera ottusa su Mandzukic, vero uomo in meno ieri sera, ma poi è riuscito a leggere bene la partita, andando vicinissimo alla vittoria finale… ma forse sarebbe stato troppo.


LE PAGELLE:

Szczesny 6: Attento nel primo tempo, compie anche un paio di parate importanti, ma si fa sorprendere nell’occasione del pareggio dell’Ajax, partendo in ritardo sul tiro di Neres.

Cancelo 5.5: Una partita divisa tra discese devastanti e amnesie preoccupanti. È suo il perfetto cross per Ronaldo, nell’occasione del vantaggio bianconero, ma è anche suo il pessimo controllo che porta al pareggio dell’Ajax. Un continuo sali e scendi.

Bonucci 6.5: Con un Pjanic non proprio al massimo, l’azione juventina parte quasi sempre dai suoi piedi e, spesso, i suoi lanci tagliano la difesa degli olandesi come il burro. Ottima anche l’intesa con Rugani dietro.

Rugani 7: Buttato in campo per l’assenza di Chiellini, gioca forse la sua miglior partita con la Juventus. Attento, deciso e, stavolta, poco falloso, si dimostra una sicurezza, districando un paio di pericolose situazioni in area di rigore.

Alex Sandro 6.5: Ad Amsterdam si è avuta l’ennesima dimostrazione di come, per vedere il vero Alex Sandro, bisogna attendere la partite di Champions. Quest’anno, evidentemente, il brasiliano ha deciso di snobbare il campionato, perché anche ieri ha giocato con determinazione, arando la sua fascia di competenza, sia in avanti che dietro.

Bentancur 7: Insieme a Rugani è stato il migliore in campo. Finalmente si è rivisto il giocatore elegante, veloce e intelligente che ci ha fatto innamorare. Si meritava anche il calcio di rigore che, invece, arbitro e Var gli hanno, inspiegabilmente, negato.

Pjanic 6.5: Non è il Pjanic visto nelle ultime uscite, soprattutto a causa della pressione costante che subisce dai giocatori dell’Ajax, ma quando trova spazio può gestire con classe e precisione ogni palla. Pensa più a giocare davanti la difesa che a lanciare i compagni.

Matuidi 6.5: Solita generosità, sembra l’unico a riuscire ad andare dietro agli indiavolati giocatori dell’Ajax, interpretando il solito ruolo da pendolino, tra copertura in difesa e inserimenti in attacco. Dal 75’ Dybala SV: Ormai relegato a panchinaro di lusso, è una Joya triste, ormai quasi persa.

Bernardeschi 6.5: Inizia a tutta birra, andando vicino al gol dopo pochi minuti, ma piano piano va scemando, più sale l’intensità del match. Prova alcuni strappi, ma mostra i suoi soliti limiti di dribblomane, perdendo tante occasioni di giocare la palla. Dal 93’ Khedira SV: Si fa giusto in tempo a vederlo.

Mandzukic 5: Per buona parte del match, lascia la Juventus in dieci uomini. Perde ogni duello aereo in avanti e dietro è sempre una mina vagante. Inspiegabile come Allegri continui a farlo giocare titolare. Dal 60’ Douglas Costa 6.5: Entra per spaccare la partita e sfruttare le voragini difensive che, ogni tanto, si aprono nelle retrovie olandesi e va vicino a diventare l’uomo della serata, colpendo un palo. Tanti sprint, impressionanti, ma poi, troppo spesso, sbaglia la cosa più semplice.

Ronaldo 7: Aveva puntato l’Ajax già all’indomani dell’infortunio in Nazionale e, ancora una volta, ha confermato di essere il migliore. Non giocava da due settimane, ma si è fatto trovare al posto giusto al momento giusto, per mettere a segno l’ennesima rete ad Amsterdam, ormai sua vittima preferita dopo i cinque gol rifilati col Real Madrid. Stimola i compagni, li sgrida e si dimostra leader in campo.


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