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domenica 4 novembre 2018

JUVENTUS-CAGLIARI 3-1: LE PAGELLE


Decima vittoria su undici partite di Campionato, nuovo record di punti a inizio stagione (31 contro i 30 della Juventus del 2005), ma, ancora una volta, un match sofferto. Dopo dieci minuti super, con gol di Dybala dopo appena 44 secondi, un altro blackout che ha permesso al Cagliari di tornare in partita e pareggiare, mettendo alla corda diverse volte la difesa bianconera. Allegri, a fine partite, ha detto che la Juve subisce troppi gol, che bisogna migliorare la fase difensiva, ma ciò che impressiona ogni volta che vediamo i bianconeri giocare contro squadre “minori”, è l’apparente (?) voglia di ottenere il massimo col minimo sforzo. Ieri, poi, ci ha messo lo zampino anche l’arbitro, capace di vedere una spalla lunga due metri nel clamoroso fallo di mano di Bradaric in area di rigore cagliaritana, ma ultimamente il Var sta perdendo colpi (ieri si è lamentata anche la Roma per un rigore dubbio concesso alla Fiorentina). Una Juve altalenante, dunque, capace di trasformarsi in una schiacciasassi, ma anche di addormentarsi in modo preoccupante. Purtroppo, dovremo farci l’abitudine, almeno in Campionato.


LE PAGELLE:

Szczesny 7: La parata su Pavoletti, sull’1-0 per la Juventus, ha del miracoloso. Incolpevole sul bel gol di Joao Pedro, dimostra sicurezza e prontezza in ogni occasione, soprattutto nelle uscite alte che, con il centravanti cagliaritano sempre in agguato, diventano decisive. Concentrato.

Cancelo 6.5: Sempre devastante quando attacca, pecca di ingenuità nell’occasione del pareggio del Cagliari, ma è una costante spina nel fianco degli avversari. Saetta.

Bonucci 6.5: In assenza di Chiellini, è lui la guida della difesa e lo fa con la consueta sicurezza e precisione, dando spesso anche il via alle azioni d’attacco juventine. Ordinato.

Benatia 7: Dà vita a una vera lotta corpo a corpo con Pavoletti, uscendone quasi sempre vincitore. Prova sempre l’anticipo, beccandosi anche un’ammonizione, ma salva la porta juventina in più di un’occasione. Guerriero.

De Sciglio 6: Un’altra partita diligente, soprattutto in fase difensiva dove effettua diversi recuperi. In appoggio è ancora poco presente, ma si dimostra affidabile anche a sinistra. Timido.

Pjanic 6.5: Solita partita da direttore d’Orchestra, è il metronomo del centrocampo e spesso gioca alla Pirlo, davanti alla difesa, fermando le azioni avversario e facendo ripartire la Juventus. Prezioso. Dal 70’ Alex Sandro 6: Gioca nell’inedita posizione di mezz’ala, ma ci sa fare anche lì, senza dimenticare la propria vocazione alla spinta offensiva.

Bentancur 7.5: Una delle migliori partite da quando è in Italia. Allegri lo conferma ancora titolare e il giovane uruguaiano ricambia con una prestazione superba, sia in fase di ripiegamento che di spinta. È l’uomo dappertutto, capace di attaccare e di difendere, recupera un sacco di palloni, pressa come un forsennato gli avversari e va anche vicino al gol. Dinamite.

Matuidi 7: Al fianco di Bentancur, crea una diga quasi insuperabile, tutta muscoli e corsa. Il francese ha il merito di mordere le caviglie degli avversari e di correre in ogni parte del campo, senza disdegnare gli inserimenti in area di rigore, eccedendo, ogni tanto, nelle entrate per troppa foga. Generoso. Dall’83’ Barzagli SV: Entra sempre quando c’è da difendere il risultato, ma, in questo caso, non aggiunge nulla a quanto già decretato dal campo.

Douglas Costa 6.5: Rilanciato titolare, sembra essere quello di inizio stagione ed esalta lo stadio con i suoi strappi e le sue accelerazioni, ma a fine primo tempo è costretto a uscire per un affaticamento muscolare. Un vero peccato. Dal 46’ Cuadrado 7: Non è devastante come Douglas Costa, ma è più concreto, tanto che chiude la partita finalizzando un contropiede da manuale, giostrato insieme a Dybala e Cristiano Ronaldo. Freccia.

Dybala 7.5: Ormai, nella sua nuova (non) posizione a tutto campo, ha trovato una dimensione che gli permette di andarsi a prendere la palla al limite della propria area di rigore, ma anche di segnare dopo nemmeno un minuto, grazie a un dribbling di sivoriana memoria. Una Joya per gli occhi.

Cristiano Ronaldo 7: Segna meno rispetto ai tempi di Madrid, ma è sempre nel cuore della manovra juventina. Colpisce un clamoroso palo alla fine del primo tempo e serve l’assist a Cuadrado per il 3-1 finale. L’arrivo a Torino sembra averlo trasformato in un giocatore ancora più completo. Altruista.

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