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domenica 21 ottobre 2018

JUVENTUS-GENOA 1-1: LE PAGELLE


La Juventus più brutta della stagione, una Juventus che speravamo di non rivedere più, involuta, pigra, con la testa da un’altra parte (a Manchester, secondo Allegri). Col Genoa è andato in scena il classico bagno d’umiltà, per una formazione che fino a ora aveva giocato dando spettacolo, aveva vinto dominando le partite. Col Genoa l’inizio era stato promettente e il gol è arrivato dopo poco più di quindici minuti, grazie al solito Cristiano Ronaldo, ma poi la squadra è letteralmente uscita dal campo, cominciando a giochicchiare e a perdere palloni sanguinosi. L’approccio del secondo tempo è stato disastroso e, alla lunga, il pareggio del Genoa è arrivato proprio in un’azione che ha messo a nudo la deconcentrazione della squadra che si è fatta sorprendere ingenuamente. Un pareggio che ridà fiato a un Campionato che molti consideravano già chiuso e che ha permesso al Napoli di riavvicinarsi. Mai come quest’anno, l’impressione è che la Juve sia l’avversario, il peggiore, forse anche l’unico, di se stessa.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Inoperoso per quasi tutta la partita, para bene su un tiro dal limite di Piatek e subisce un gol in cui poco avrebbe potuto fare. Incolpevole. 

Cancelo 6.5: Primo tempo da 8, è imprendibile, un vero incubo per gli avversari, ma nel secondo tempo viene risucchiato anche lui dall’incredibile crisi di pigrizia della squadra che gli fa perdere qualche palla di troppo. Metamorfosi.

Bonucci 5.5: Un altro gol di testa subito, un altro piazzamento a dir poco discutibile, con la fascia di capitano per la prima volta, anche lui si trasforma da un tempo all’altro, diventando una bella statuina in occasione del pareggio del Genoa. Distratto.

Benatia 5: Anche per lui, stesso discorso per Bonucci, con l’aggravante che si becca un cartellino giallo per un inutile intervento a centrocampo e non chiude con tempestività su Kouamé in occasione del gol genoano. Fuori tempo.

Alex Sandro 6.5: Uno dei migliori in campo, grazie alla continua spinta sulla fascia che si fa asfissiante dopo l’1-1. Mette al centro una miriade di palloni, ma nessuno sa approfittarne. Ultimo ad arrendersi.

Bentancur 6.5: Allegri lo promuove titolare ancora una volta e il giovane uruguaiano non tradisce la fiducia del suo allenatore, giocando una partita di qualità e quantità. Anche lui, nel secondo tempo, rimane vittima dell’immobilismo della squadra, ma è sempre lì a correre e a recuperare palloni. Vivace.

Pjanic 6.5: Nel primo tempo fa ciò che vuole, servendo assist e giostrando con abilità la manovra della Juventus, nel secondo cerca di mantenere la lucidità ma non è sempre assistito dai compagni. Regista.

Matuidi 6.5: Solita gara di grande generosità. Nel primo tempo chiude anche il pertugio più piccolo, correndo avanti e indietro, mentre nel secondo diventa troppo  frenetico, perdendo qualche pallone. Grintoso. Dal 71’ Dybala 6: Allegri lo butta dentro subito dopo il pareggio del Genoa e la Joya cerca di prendersi la squadra sulle spalle, ma il tempo è poco e la frenesia tanta. Volenteroso.

Cuadrado 6.5: Schierato a sorpresa nel tridente con Ronaldo e Mandzukic, gioca un primo tempo perfetto, pronto ad attaccare ma anche a difendere, nel secondo gioca solo quindici minuti prima di dare spazio a Douglas Costa. In palla. Dal 58’ Douglas Costa 5: Torna in campo dopo circa un mese, ma è solo un lontano parente del giocatore che abbiamo ammirato e amato. Sbaglia tre o quattro accelerazioni, perdendo sistematicamente palla. Lontano.

Mandzukic 5: È, forse più di tutti, lo specchio della Juve. Svogliato, distratto e poco deciso, perde contrasti che, di solito, vince sempre. In attacco è un fantasma, ma riesce in qualche ripiegamento difensivo. Troppo poco. Dal 81’ Bernardeschi SV: La mossa della disperazione che non porta i frutti sperati.

Cristiano Ronaldo 7: Che sia di un altro pianeta si sa, ma sono proprio le partite come quella di ieri che sottolineano la sua diversità rispetto al resto della squadra. Segna, tira non appena vede un angolo di porta, colpisce un palo clamoroso con un colpo di testa che sembra un tiro al volo, non si arrende fino alla fine. È l’unico, fino a oggi, ad aver giocato tutte le partite di Campionato, ma sembra un qualunque gregario che si gioca le proprie possibilità. Professionista.

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