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giovedì 20 settembre 2018

VALENCIA-JUVENTUS 0-2: LE PAGELLE


Tra mille polemiche si era chiusa la scorsa partecipazione della Juventus in Champions League e tra le polemiche si apre la nuova. Ancora una volta sono gli arbitri a togliere il palcoscenico ai giocatori, anzi, stavolta, una figura ormai in via di estinzione (fortunatamente): il giudice di porta. Era un debutto duro per la Juve, in trasferta a Valencia, in uno stadio ostile, con tifosi che già alla vigilia avevano disturbato la preparazione dei calciatori di Allegri, ma stavolta nulla hanno potuto contro una squadra quadrata, grintosa e pronta a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Uno 0-2 secco, figlio di una partita perfetta, maturato in 10 contro 11, senza Cristiano Ronaldo, vittima del protagonismo arbitrale, ma con una difesa che ha rispolverato una prestazione che non si vedeva da tempo.

PAGELLE:

Szczesny 7: Finalmente una prestazione convincente dopo le incertezze in Campionato. Mai impegnato in maniera ardua, si disimpegna con sicurezza e trasmette sicurezza al reparto difensivo, mettendo la ciliegina sulla torta con il rigore parato a tempo scaduto che ha, definitivamente, spento le speranze spagnole. Deciso.

Cancelo 7: Un’altra convincente prestazione del portoghese, ormai punto fermo della formazione di Allegri. Partita dopo partita, sta migliorando anche in fase difensiva, continuando a essere letale in fase di spinta. Si procura l’importantissimo rigore dello 0-1, lesto ad anticipare il difensore avversario. Imprendibile.

Chiellini 8: Il migliore in campo, un leader senza paura che sa sempre quello che deve fare e come deve farlo. Quando la difesa viene messa sotto pressione dalla spinta del Valencia, sale in cattedra chiudendo ogni varco. Baluardo.

Bonucci 7: Verrebbe da dire “Bentornato, Bonnie!. Finalmente una prestazione degna del suo valore. In coppia con Chiellini alzano un muro invalicabile e proteggono la porta bianconera dagli attacchi degli spagnoli che non riescono a essere mai davvero pericolosi. Ritrovato.


Alex Sandro 5.5: Il brasiliano sembra ancora in stato confusionale, alla ricerca della migliore condizionare, forse più mentale che fisica. Sbaglia molto, perde tanti palloni, si ostina in dribbling inutili. Rimandato.

Khedira 5.5: Fa in tempo a sbagliare un gol già fatto e poi si fa male, uscendo dopo poco più di venti minuti. Non sarebbe giudicabile, ma l’occasione sprecata pesa troppo. Sprecone. Dal 23’ Emre Can 6.5: Entra a freddo, ma riesce subito a calarsi nella partita, alzando una diga a centrocampo che spesso fa respirare la difesa. Corre, fatica e cerca di farsi sempre trovare libero, ma Allegri gli rimprovera di non avere gli stessi tempi di inserimento del connazionale Khedira. Roccioso.

Pjanic 7.5: Si assume l’importante responsabilità di calciare i due rigore e li realizza in maniera impeccabile. Detta i tempi delle giocate, è sempre lì pronto a prendersi la palla per impostare, ma sbaglia qualcosa quando viene pressato. Prezioso. Dal 66’ Douglas Costa s.v.: Probabilmente ancora scosso per i fattacci contro il Sassuolo, entra giusto in tempo per andare vicino al gol e per infortunarsi. Sfortunato. Dall’89’ Rugani s.v.: Entra per rinforzare la difesa negli ultimi minuti ed è protagonista di un rigore a dir poco surreale poi sbagliato dal Valencia.

Matuidi 7.5: Il grande polmone bianconero corre dappertutto, rincorre tutti, difende e attacca, ogni tanto sbaglia per troppa foga. Solita partita generosa e concreta. Dappertutto.

Bernardeschi 8: Nelle partite importanti è sempre partito titolare e, fino a ora, non ha mai tradito. Si cala perfettamente nel ruolo che Allegri gli ha disegnato addosso, correndo e faticando per due, ma sempre pronto a servire assist al bacio ai compagni. Una crescita incredibile che presto lo porterà a diventare uno degli inamovibili. Generoso.

Mandzukic 5.5: Non è in serata ed è mano combattivo del solito. Allegri non ci rinuncia mai, ma ogni tanto anche lui avrebbe bisogno di rifiatare. Soprattutto nel secondo tempo, gioca troppo a nascondino e non riesce a fare il lavoro per cui è chiamato e cioè tenere palla e permettere alla squadra di rifiatare. Spento.

Cristiano Ronaldo s.v.: Parte bene, sembra in palla, beccato dal pubblico fin dalle battute iniziali, cerca di dare il suo contributo, ma poi quella carezza sulla testa di Murillo gli costa l’assurdo cartellino rosso che lo riduce in lacrime, disperato. Vittima.

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