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domenica 26 agosto 2018

JUVENTUS-LAZIO 2-0 LE PAGELLE


Spaventato, forse, dal risultato della stagione scorsa, Allegri sceglie di cambiare la Juventus rispetto a Verona, optando per un centrocampo a tre e spedendo in panchina, in una sola volta, Dybala, Cuadrado e Douglas Costa. Dal punto di vista del gioco, sicuramente si è fatto un passo indietro rispetto alla prima giornata di Campionato, quando la Juve, pur subendo due reti, aveva creato molto di più. Contro la Lazio, poche occasioni create e partita risolta grazie alle prodezze dei singoli, Pjanic nel primo gol e Cancelo nel secondo, senza le quali, probabilmente, i bianconeri si sarebbero potuti trovare in grande difficoltà.

LE PAGELLE:

Szczesny 6: Stavolta è più attivo rispetto al match col Chievo, compie una bella parata su un tiro da fuori ed è protagonista di un paio di uscite tempestive. Per il resto, normale amministrazione. Tranquillo.

Cancelo 7.5: Dopo i dubbi del debutto, cresce vistosamente, arando la fascia destra per tutta la partita e rendendosi protagonista di quasi tutte le azioni più pericolose della Juventus, compresa la grande giocata che porta al 2-0 di Mandzukic. Migliore in campo.

Alex Sandro 5: Incredibile involuzione rispetto al match contro il Chievo. Impreciso, distratto, sbaglia tantissimi passaggi e controlli, lanciando spesso le azioni d’attacco degli avversari. Metamorfosi.

Bonucci 6: Torna all’Allianz Stadium dopo il “tradimento” rossonero, ma trasforma presto gli sparuti fischi in applausi. Ordinato sia a difendere che a impostare, spesso è costretto a fare il vice-Pjanic, ma non sempre gli riesce. In crescita.

Chiellini 6.5: Altra partita da leader e capitano, è sempre pronto ad andare a chiudere e un paio di volta salva, letteralmente, alla porta bianconera grazie alle sue scivolate alla disperata. Sta ritrovando la grande intesa con Bonucci. Sicurezza.

Khedira 6.5: Per poco non sblocca la partita ancora lui, fermato solo dal palo, ma come già accaduto a Verona, cala alla distanza, anche col centrocampo a tre. Ha ormai imparato a conoscere il suo fisico fragile e dosa le energie per tutto il tempo che sta in campo, senza, però, mai risparmiarsi quando c’è da ripiegare o da attaccare. Roccioso. Dal 84’ Bentacur 6: Debutta anche lui e si vede subito che è un giocatore cresciuto, anche grazie al Mondiale appena disputato. Va perfino vicino al gol con un gran tiro da fuori area. Promessa.

Pjanic 6.5: Comincia con difficoltà, francobollato da Luis Alberto a centrocampo, ma appena trova spazio, sono sprazzi di genio. Trova il gol del vantaggio con un gran tiro da fuori area, riuscendo a coordinarsi in una situazione non facile. Non al meglio della condizione, rimane comunque il faro del centrocampo. Decisivo. Dal 69’ Emre Can 6: Non incide come a Verona, ma mette tutta la sua forza fisica sulla partita. Intelligente.

Matuidi 8: Poco più di un mese fa, giocava la finale dei Campionati del Mondo, ma non c’è traccia di fatica nel corridore francese. Copre, scatta, si scontra, recupera decine di palloni, lancia e va perfino al tiro, è veramente l’uomo dappertutto della Juventus. Nel centrocampo a tre si trova a suo agio. Ovunque.

Bernardeschi 6.5: Parte dall’inizio, ma non incide come a Verona, quando il suo ingresso aveva portato la Juventus alla vittoria, ma sta affinando un’interessante intesa con Cristiano Ronaldo che potrebbe dare molte soddisfazioni e mette lo zampino sul gol del vantaggio dei bianconeri. Sempre pericoloso quando punta la porta. Sgusciante. Dal 59’ Dougla Costa 6: Entra per spezzare in due la partita e dare il colpo di grazia alla Lazio, ma non riesce a incidere come al solito. Pigro.

Mandzukic 7: Sempre tra i migliori, anche quando parte da titolare: combatte, corre e fa a sportellate con chiunque, cercando sempre l’intesa con Ronaldo. Segna il 2-0 facendosi trovare al posto giusto al momento giusto, ma, ogni tanto, si prende ancora qualche pausa. Letale.

Cristiano Ronaldo 6.5: Un passo indietro rispetto al debutto al Bentegodi, a causa, probabilmente, del modulo diverso scelto da Allegri. Fatica a trovare spazi e a creare pericoli, ma quando riesce a trovare l’intesa coi compagni, dimostra, ancora una volta, di essere un gradino sopra tutti. Non segna, ma solo grazie a uno strepitoso intervento di Berisha che gli nega uno dei gol per cui è diventato famoso e a un rimpallo incredibile tra i suoi stessi piedi. In rodaggio.

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