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lunedì 25 aprile 2016

22.11.63 – EPISODIO 2: HALLOWEEN 1960

Dopo averci fatto conoscere la tana del bianconiglio e la folle missione di Jake Epping, intenzionato a cambiare la storia dell’umanità, questo secondo episodio di 22.11.63 ci introduce alle difficoltà cui andrà incontro il protagonista. “Il passato non vuole essere cambiato”, lo aveva messo in guardia il suo amico Al, ma Jake deve ancora capire cosa significano queste parole e quando decide di cambiare la prima cosa, cercando di aiutare Harry, il vecchio bidello della sua università, ecco la prima ribellione, sotto forma di virus intestinale. Una stupidaggine, a prima vista, ma in realtà un subdolo tentativo di far fallire il piano di Jake, alle prese ancora con un difficile ambientamento in un mondo che non è suo. Goffo, imbranato, perfino sprovveduto, il personaggio partorito dalla mente di Stephen King riesce a farci vivere la surrealtà che pervade la sua avventura, dandoci spesso l’impressione di trovarci dentro un fumetto.
Abrams e compagni continuano sulla strada tracciata fin dal primo episodio, prendendosi le giuste e inevitabili libertà rispetto al romanzo originale, ma conservandone i tanti significati e sottotesti. Una puntata molto dialogata, lenta direbbe qualcuno, ma io preferisco definirla pacata e riflessiva, con il giusto approccio verso l’immensità dell’argomento trattato.  I temi cari a King vengono messi al centro della narrazione, così ecco Jake catapultato in un piccolo paesino sperduto della provincia americana, dove tutti si conoscono, dove tutti sanno tutto di tutti e dove il tempo sembrerebbe scorrere lento e sonnolento. Una provincia che puzza di morte (a causa del mattatoio che dà lavoro a gran parte degli abitanti) e che, come lo stesso scrittore americano ci ha insegnato in tanti dei suoi libri, nasconde realtà sconvolgenti. Una di queste è Frank Dunning, l’uomo che Jake deve fermare, prototipo del “cattivo” kinghiano: forte, affascinante, leader, uno di quelli per cui le donne farebbero a gara, ma che rappresenta soltanto l’opaca superficie di una realtà torbida e irrequieta. Qui, forse, siamo in uno di quei rari casi in cui la televisione supera il romanzo, visto che Dunning sembra partorito dalla mente del Kubrick di Shining, un padre padrone, violento e alcolizzato, che sfoga le proprie frustrazioni sulla famiglia.
Finale a sorpresa, in cui la storia prende una piega inaspettata e le carte vengono mescolate, grazie a una scelta che farà discutere i fan del Re e i lettori del suo romanzo, ma che servirà forse a dare un po’ di brio in più a una storia che, troppo spesso, rischierebbe di essere un “one man show”.

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