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martedì 1 settembre 2015

FEAR THE WALKING DEAD - EP. 2

Dopo l’exploit iniziale che in America ha fatto segnare oltre dieci milioni di telespettatori, Fear the Walking Dead è proseguito con un secondo episodio teso e frizzante.  Con l’apparizione del primo zombie alla fine del pilot, l’avventura dei nostri nuovi sopravvissuti era cominciata ufficialmente, in una Los Angeles che molto velocemente sta cadendo nel caos. In questa seconda puntata, l’attenzione è puntata proprio sull’escalation di violenza e panico scatenata dalle aggressioni da parte dei non-morti. Travis è impegnato a rimettere insieme le sue due famiglie, nella speranza di poter presto lasciare la città per rifugiarsi nel deserto, ma il caos è ormai talmente fuori controllo che la “reunion” non riesce, lasciando i due gruppi separati.
In questo secondo episodio, Los Angeles è al centro della narrazione, è il nucleo attorno al quale ruotano le vicende dei protagonisti. È una città in preda al panico, divisa in due: in centro la paura sta velocemente dilagando, cominciano i primi scontri con la polizia, gli elicotteri sorvolano costantemente il cielo, le ambulanze sfrecciano impazzite, mentre in periferia la gente continua a vivere la propria vita, ignara di ciò che sta succedendo a pochi chilometri di distanza. Qualcuno comincia ad avere dei sospetti, qualche macchina viene caricata con bagagli e generi di prima necessità, ma Los Angeles è soprattutto una metropoli lacerata al suo interno da contrasti sociali che accelerano in maniera incontrollata l’escalation di violenza. Così, di fronte all’uccisione da parte della polizia di un senzatetto “zombizzato”, vediamo scatenarsi una protesta contro le forze dell’ordine, apparentemente spinta dalla voglia di giustizia, ma in realtà atta soltanto a mettere a soqquadro la città. Ancora una volta, quindi, Kirkman e soci puntano il dito verso l’irrazionalità umana, vera causa dell’autodistruzione in direzione della quale marcia la popolazione.
Con continui cambi di prospettiva, dal centro alla periferia, regista e autori ci raccontano la caduta di una metropoli sì sconvolta da episodi inspiegabili e inquietanti, ma scossa soprattutto dalle malformazioni che si porta dentro (e simbolo, quindi, dell’America intera). In questo mondo, le avventure dei sopravvissuti acquistano una valenza che va al di là della semplice fuga verso il posto sicuro, acquisendo un ruolo da contraltare rispetto a ciò che gli sta accadendo attorno: mentre tutto sta andando velocemente a farsi fottere, Travis vuole difendere il suo micromondo, cercando di proteggerlo dall’infezione che sta dilagando non solo tra i non-morti, ma soprattutto tra gli umani.
Rispetto alla prima puntata c’è più azione e si vedono più zombie, Maddy è anche costretta ad abbatterne uno, ma l’attenzione sui personaggi non cala, restituendoci un gruppo omogeneo in cui le dinamiche potranno serbarci molte sorprese.

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