Iscriviti alla Newsletter

martedì 30 agosto 2011

Ossessione - Stephen King


Ossessione
di Richard Bachman (Stephen King)
Bompiani
pp. 231
€ 6,71

Primo romanzo scritto da Stephen King sotto lo pseudonimo di Richard Bachman, Ossessione (1977) non ebbe, all’inizio, una gran fortuna né negli Stati Uniti né in Italia dove addirittura non si prese neppure in considerazione l’eventuale traduzione. Come per magia, poi, quando in seguito a un articolo pubblicato sul Washington Post, venne fuori che Richard Bachman  e Stephen King non erano altro che la stessa persona, si ebbe la resurrezione di un libro finito tra i tascabili di supermercati ed edicole.

Ossessione è uno dei libri considerati “minori” dell’autore americano; probabilmente perché esce abbastanza dai canoni tipici del re del brivido, analizzando un argomento – l’emarginazione sociale di un giovane dalla mente instabile - che certamente non sembrerebbe, a prima vista, adatto a uno scrittore come King.

Charlie è un ragazzo come tanti, frequenta la scuola della cittadina di provincia in cui vive senza apparenti problemi; la sua vita è quella di un qualunque studente della sua età, ma improvvisamente, un giorno, dentro la sua mente qualcosa si rompe; e così la sua rabbia e la sua voglia di vendetta nei confronti delle sfide e delle ingiustizie della quotidianità, esplodono inattese durante una mattina come tante, durante una lezione a scuola. Charlie, armato di pistola, prende in ostaggio la sua intera classe e comincia un’avventura assurda durante la quale tutti i ragazzi coinvolti dalla sua follia, getteranno finalmente via la loro maschera e riveleranno davvero chi sono. Qualcuno ci rimetterà la vita, qualcun altro la reputazione, ma per tutti, alla fine, la follia di Charlie si rivelerà una inattesa valvola di sfogo.

Ossessione è un libro ancora di scottante attualità nonostante siano passati oltre trent’anni, per certi versi anche difficile da leggere e da accettare, di più se si considera il tema trattato. Ci troviamo di fronte a un’analisi spietata e senza ipocrisie della vita degli adolescenti moderni (in particolare quelli della provincia americana), tramite la quale King mette a nudo le loro difficoltà e la loro voglia di evadere dalle scarse possibilità che gli vengono date. Ragazzi imprigionati letteralmente in un mondo in cui poco si può fare e in cui la noia spesso diventa un carattere inscindibile dalla vita di ognuno di loro.

La reazione di Charlie, seppure violenta e folle, rappresenta la “rivolta” che agognano tutti i ragazzi che come lui vivono una vita priva di emozioni e piena, invece, di delusioni e frustrazioni.

Nessun commento:

Posta un commento