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martedì 26 luglio 2011

Rebecca - La prima moglie

Girato nel 1940 e tratto dall’omonimo romanzo di Daphne du Maurier, Rebecca – La prima moglie è il film di Hitchcock che più di ogni altro si avvicina al punto di vista femminile, ancora più di Psycho o Marnie dove le protagoniste sono donne.

Joan Fontaine è la Signora De Winter, dama di compagnia di Mrs. Edithe Van Hopper, che a Montecarlo incontra e si innamora del ricco Maxim de Winter (Laurence Olivier), un uomo più vecchio di lei dall’aria sempre crucciata e con un oscuro segreto. I due si incontrano per caso, quando la Fontaine vede l’uomo sull’orlo di una scogliera, come se stesse per saltare giù, e urla per fermarlo. La loro storia d’amore è subito travolgente, ma quando i due si trasferiranno nell’elegante tenuta di Manderley, in Cornovaglia, verrà minata dai frequenti e repentini cambi di umore da parte dell’uomo che si scoprirà sconvolto e ancora perseguitato dalla tragica morte della prima moglie Rebecca.

Ciò che salta immediatamente all’occhio in un film come Rebecca – La prima moglie è la profonda differenza tra i due personaggi femminili: da una parte la Signora De Winter che ha un nome ma non lo si sente mai; e dall’altra Rebecca che invece non si vede mai ma è come se fosse sempre lì, vera protagonista del film e che spinge addirittura la stessa Signora De Winter a volere trasformarsi in lei, a volere a tutti i costi prendere le sue sembianze per ottenere l’amore del marito e l’affetto della vecchia governante di Manderley. Un errore che le sarà fatale, ma che le permetterà di comprendere quale sia il vero tormento del marito e di svelare i terribili segreti che si nascondevano nelle stanze di quella casa, apparentemente felice e invidiabile, ma in realtà covo di odio e rancore.

Una delle caratteristiche principali di Rebecca – La prima moglie è l’avere come protagonista non solo personaggi fisici, ma anche elementi naturali: da un lato abbiamo l’acqua che a tratti diventa il tema principale del film (in acqua muore Rebecca, sull’orlo di una scogliera si incontrano Maxim e la futura Signora De Winter, una pioggia battente sembra volere imperversare sempre su di loro e sulla loro casa e dalle finestre di Manderley si vedono spesso scorrere gocce d’acqua, quasi a significare che anche la casa stessa piange la scomparsa di Rebecca); dall’altra la natura che si manifesta attraverso una fittissima vegetazione che avvolge tutta la casa, con centenari alberi che sembrano incombere minacciosi sulla tenuta. E’ qui che maggiormente si vede la mano di Hitchcock che ci regala un’ambientazione da casa stregata in cui non risuona l’eco delle voci, ma in cui si avverte costantemente la presenza di un passato che non sembra voler abbandonarla. Le stanze, perfino le parete di Manderley sembrano respirare, come se la tenuta vivesse di vita propria in attesa dell’arrivo (o del ritorno) della propria padrona.

Rebecca – La prima moglie fu il primo film “americano” di Alfred Hitchcock e vinse subito due Oscar: miglior film e migliore fotografia, ma Hitchcock non andò mai a ritirarli, mandando al suo posto il produttore Selznick e il direttore alla fotografia George Barnes. Il motivo si nasconde probabilmente nella disputa che il regista inglese ebbe con Selznick riguardo eventuali modifiche da apportare alla storia tratta dal libro, impedendo da un lato a Hitchcock di lavorare liberamente sul soggetto e dall’altro a costringerlo a percorrere sentieri (in questo caso quello del melodramma) a lui non proprio familiari.

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