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martedì 26 luglio 2011

Pandemia Gialla: Intervista ad Alessandro Girola

Presentati ai lettori del mio blog. Chi è Alessandro Girola?
Essenzialmente sono una persona qualunque. Se vuoi qualche informazione più precisa, posso dirti che sono milanese, classe ’75, professione ufficiale impiegato nel ramo marketing bancario. Nella mia seconda vita sono invece un blogger, uno scribacchino, un lettore “forte” e una specie di giornalista freelance. Da qualche anno pubblico ebook scaricabili gratuitamente, mentre SsPG è la mia prima autoproduzione acquistabile pagando un piccolo contributo di due euro.

Ci racconti come è nato Scene selezionate della pandemia gialla?
Mentre l’esperienza del Survival Blog si avvicinava alla fine sentivo già l’esigenza di espandere lo scenario della Pandemia Gialla. C’erano molte storie da raccontare e il punto di vista di una sola persona, tipica del formato romanzesco più classico, mi sembrava limitativo. Forse dipende anche dal mio background di role player: ho sempre amato i sourcebook, ossia i manuali che descrivono gli scenari in cui si svolgono le avventure dei giocatori. Ecco, SsPG è nato da questo incrocio di esigenze.

Il tuo libro quanto deve a World War Z di Max Brooks?
Tanto, tantissimo. L’ho affermato più volte e lo ribadisco senza problemi. World War Z è stato il mio faro in fase creativa, anche se ovviamente ho cercato di strutturare SsPG in forma leggermente diversa. Ritengo che il romanzo di Max Brooks sia uno dei più importanti prodotti sulla scena horror degli ultimi vent’anni. E non solo: WWZ abbraccia anche la fantapolitica, la distopia, la fantascienza sociale. Un lavoro imponente e con diversi livelli di lettura, consigliassimo anche a chi NON ama gli zombie. Se, nel mio piccolo, sono riuscito a recuperare anche solo un 5% delle suggestioni di WWZ, posso ritenermi soddisfatto.

A cosa si deve la singolare scelta di strutturare il libro come una raccolta di interviste? E secondo te potrebbe rappresentare un nuovo tipo di narrativa?
Volevo qualcosa di diverso. Il classico racconto-zombie (anche se, a voler ben vedere, in SsPG gli zombie non ci sono!) è il Survival Blog stesso, che potete leggere gratuitamente sul mio blog. C’è il protagonista, ci sono i comprimari, i villains etc etc. Non mi piaceva l’idea di autoclonarmi, scrivendo uno spin-off troppo simile all’originale. L’idea del finto reportage giornalistico mi sembrava invece una variante interessante, anche a livello stilistico/narrativo. Nemmeno a farlo apposta uno dei personaggi primari del Survival Blog è la giornalista Cristina Riccione (che tra l’altro ha il vero volto di un’amica modella, Cristina Riminucci, che ringrazio!). Quale occasione migliore per tentare di creare qualcosa di originale, pur nel contesto molto classico della zombie-apocalypse? Comunque non penso di aver inventato nulla di nuovo. Di certo però mi piacerebbe leggere più libri impostati in questo modo. È una scelta narrativa che ha molte potenzialità.

Il tuo esperimento è stato pubblicato in ebook al prezzo simbolico di 1,99 euro. Perché hai scelto la strada dell’autoproduzione e non hai invece sottoposto il libro a una casa editrice?
Mi ritengo un po’ un pioniere delle autoproduzioni, e i miei lettori hanno voluto che continuassi in questo senso, invece che rivolgermi all’editoria tradizionale. Di quest’ultima poi mal sopporto i lentissimi tempi di lavorazione/pubblicazione, mentre io volevo battere il ferro del Survival Blog finché era ancora caldo. Non so ancora se la mia si dimostrerà una scelta vincente. Fra qualche settimana avrò i primi dati di vendita e ti saprò dire. Di certo è un esperimento interessante ed è valsa la pena provarci.

Secondo te che ruolo ha e avrà nell’editoria l’ebook (sia autoprodotto che pubblicato dalle case editrici)?
Il formato ebook potrebbe avere un ruolo fondamentale per stravolgere certi vetusti meccanismi della grande editoria italiana. Altrove – Stati Uniti, Inghilterra – questo è già accaduto. Da noi gli ebook stentano a decollare per due semplici motivi: l’italiano medio legge assai poco (primo motivo), le case editrici vendono gli ebook a prezzi assolutamente non competitivi (secondo motivo). Fin quando non ci metteremo a lavorare tutti insieme per limare questi due grossi ostacoli credo che il libro digitale italiano rimarrà una realtà di nicchia.

Qualora tu non fossi l’autore, per quale motivo consiglieresti di leggere Scene selezionate della pandemia gialla?
Innanzitutto perché la reputo una buona opera post-apocalittica, godibile per tutti coloro che amano questo genere. Ci sono alcuni cliché, ma anche degli spunti originali. E poi perché il taglio è piuttosto realistico, e quindi si svincola da certi meccanismi pulp che, a mio parere, tendono troppo spesso a confondere la letteratura horror con un intrattenimento di serie B (per non dire di serie Z). Infine direi anche per il prezzo: 1.99 euro si possono anche rischiare, al limite si rinuncia a un paio di caffè, non certo a una vacanza a Cuba…

Parlando di zombie, non possiamo non citare il loro genitore cinematografico George A. Romero. Quanto ti hanno ispirato le sue opere?
Romero è il mio regista-cult. I suoi primi tre film sono i miei preferiti in assoluto, ricchi di quella poetica horror che è andata un po’ smarrendosi con la fine degli anni ’80. Anche se gli ultimi tre film della Dead Saga romeriana non sono granché, non si può dimenticare che questo regista ha creato (o forse sarebbe meglio dire ricreato) il mostro più triste, allucinante e ripugnante dell’epoca moderna. So che è una cosa banale da ripetere, nonché trita e ritrita, ma gli zombie siamo noi, e noi siamo loro. È una cosa verissima, e le migliori storie sui ritornanti fanno leva su questo aspetto. In SsPG non ci sono zombie, bensì infetti, in stile 28 giorni dopo, ma le atmosfere sono quelle del primo Romero, giusto un po’ attualizzate. Di certo il mio debito verso di lui è enorme, anche se ora si è un po’… rincitrullito

Nel 99% dei libri e dei film, si sottolinea sempre quanto il 
pericolo peggiore in caso di Apocalisse zombesca sia alla fine l’uomo stesso, testardamente ancorato alla sua limitata visione del mondo. Cosa puoi dirci in proposito? Come è trattato questo argomento nel tuo ebook?
Forse è un cliché di questo sottogenere, ma credo che sia anche una visione realistica della faccenda. L’essere umano è egoista per natura, come dimostrano le varie catastrofi che puntualmente turbano la placida esistenza della nostra specie. Dietro ogni pubblico gesto di solidarietà – vedi la tragedia in Giappone, vedi Haiti, vedi il terremoto in Abruzzo, tanto per fare qualche esempio – ci sono episodi di sciacallaggio, malaffare, clamorosi scandali governativi. Ogni tragedia dà occasione ai peggiori rappresentati della nostra specie di lucrare e di dimostrare uno spietato attaccamento a valori materialisti di infimo livello. Se due più due fa quattro, è facile immaginare quali sarebbero le reazioni – spietate ed egoiste – dei singoli governi in caso di pandemia globale. Peggio ancora se “zombesca”. In SsPG ho cercato di ipotizzare una serie di possibili reazioni a un tale evento catastrofico. Come lascio trasparire da diverse interviste del libro, credo che il primo, nonché peggiore errore dei nostri governanti sarebbe quello di nascondere la verità all’opinione pubblica, finché sarà troppo tardi per rimediare.

Dietro Scene selezionate della pandemia gialla c’è una documentazione approfondita. Come hai lavorato in questo senso?
È stata la fase più faticosa e al contempo più divertente del progetto. Volevo dare riferimenti chiari e reali al lettore, quindi mi sono studiato la strutture e il funzionamento dei vari corpi militari citati in SsPG, ma anche gli organi governativi nazionali e internazionali, l’aspetto medico del prione di Lee-Chang, la topografia delle località prese in esame. In questo il Web si rivela sempre lo strumento principe per raccogliere informazioni, certo non limitandosi alla sola Wikipedia. Devo dire che è stato spassoso studiare la struttura dei bunker sovietici abbandonati presenti in Estonia, così come mi sono divertito a scoprire i palinsesti dei principali canali televisivi australiani e sudamericani, tanto per dirne qualcuna. Forse però la cosa più divertente in assoluto è stata quella di “balcanizzare” gli Stati Uniti, studiando i vari movimenti secessionisti che operano realmente nella vana (?) speranza di sciogliere gli States. Immaginando che avrebbero la loro occasione in un contesto pandemico ho provato a ipotizzare una seconda guerra civile americana, e devo dire che il risultato mi piace!

Hai già qualche dato sull’accoglienza che ha avuto il tuo ebook presso lettori e appassionati?
SsPG è da tre settimane al primo posto tra gli ebook più venduti del portale Simplicissimus. Non so ancora cosa voglia dire in termine di vendite, ma comunque è un risultato che mi fa ben sperare. Tra i lettori l’ebook è stato accolto bene, con molta curiosità. Finora ho ricevuto commenti molto utili, ben bilanciati tra complimenti, critiche e suggerimenti sull’impostazione grafico-tecnica dell’ebook. L’impressione è che ci sia un’atmosfera di grandi aspettative per quel che concerne le autoproduzioni italiane, specialmente quelle di genere. Inutile dire che è un fattore molto positivo. Dal canto mio posso solo sperare di ripagare sempre al meglio i lettori che mi seguono oramai da qualche annetto!

Secondo alcuni rumors, sarebbe possibile un seguito: confermi o smentisci?
È probabile che in futuro tornerò a scrivere della Pandemia Gialla. Ho in mente un romanzo dall’impostazione più classica, ambientato negli anni immediatamente successivi a quelli presi in considerazione in SsPG. Secondo le mie intenzioni dovrebbe essere una via di mezzo tra una storia di fantascienza distopica e un post-apocalittico su scala globale. Vediamo un po’ come si evolvono le cose.

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