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martedì 26 luglio 2011

L'Ombra del Falco

L’Ombra del Falco
di Pierluigi Porazzi
Marsilio Editori
pp. 287
€  17,00

Dopo essersi fatto le ossa scrivendo e pubblicando racconti per anni, nonché occupandosi di critica cinematografica, l’avvocato Pierluigi Porazzi debutta nel panorama letterario italiano col romanzo L’ombra del falco edito da Marsilio Editori.

La città di Udine viene sconvolta da una serie di agghiaccianti omicidi firmati da un serial killer che sembra divertirsi a giocare e sfidare la Polizia mandando i video delle sue imprese, ma sembra ancora più interessato a riaprire una vecchia partita con l’agente Alessandro Nero, ritiratosi a vita privata dopo essersi dimesso in seguito alla morte della moglie e della figlioletta. Le indagini vengono affidate a un pool di ispettori che dovrà scontrarsi con forze ancora più pericolose di quelle criminali.

Scritto quasi come una sceneggiatura, con brevi paragrafi molto simili agli storyboard cinematografici in cui la vicenda si snoda veloce fino al sorprendente epilogo, l’opera prima di Porazzi è una di quelle che confermano ancora una volta la grande tradizione nostrana nel genere giallo-thriller. Ciò che però contraddistingue L’ombra del falco da opere simili è il profondo senso di sporco e malato che traspare da ogni pagina. L’autore, infatti, ci presenta una realtà  molto diversa da quella che ognuno di noi si aspetterebbe in un romanzo del genere: i cattivi si mescolano con i buoni, scambiandosi spesso di posto, talmente tanto che verrebbe quasi da chiedersi per chi fare il tifo. Per i poliziotti che indagano tra abusi di potere e corruzione dilagante o per il serial killer che continua a mietere vittime in maniera sempre più orribile?

Il micromondo che ci presenta Porazzi è una sorta di ufficio Ricatti-Bustarelle-Raccomandazioni di fantozziana memoria in cui pochi e spesso solitari eroi si scontrano quotidianamente tra sconfitte e illusorie vittorie e dove nulla è scontato, anzi. Con uno stile diretto e immediato, l’autore (che usa il presente per dare maggior ritmo alla narrazione) gioca con il lettore confondendolo e trascinandolo in una palude venefica dove il male di mescola al bene e in cui è presente un latente pessimismo di base che sa tanto di realtà, cruda e brutta realtà.

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