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martedì 26 luglio 2011

I ragni zingari

I ragni zingari
di Nicola Lombardi
Edizioni XII
pp. 152
€ 11,50


Quando si finisce di leggere un libro e questo ti lascia qualcosa dentro e tu stai lì, a guardarlo, pensando “e ora cosa succederà?” vuol dire che quel libro ti ha colpito, ha fatto centro. E’ il caso di I ragni zingari di Nicola Lombardi, pubblicato per Edizioni XII, storia di un reduce della seconda guerra mondiale che tornando a casa dopo l’editto di Badoglio, trova ben altri pericoli ad attenderlo che non siano bombardamenti o agguati del nemico.

Gran libro, non c’è che dire, scritto in maniera egregia che coinvolge fin dall’inizio. L’autore ha la straordinaria capacità di far immergere il lettore nella sua storia, di fargli respirare l’aria avvelenata che si respirava in Italia dopo l’armistizio e la conseguente reazione dei tedeschi “traditi”, ma sono soprattutto i personaggi a rendere questo romanzo memorabile. Dal protagonista, Michele, fino a nonno Adelmo, la sorella Adele, zio Berto e mamma Dora. Perfino il piccolo Marco che, seppure “fantasma” per tutto il libro, alla fine lascia un segno indelebile nella mente del lettore.

I ragni zingari è una macchina perfettamente oliata, che scorre via liscia, fluida, senza inceppamenti o rallentamenti. Ogni tassello combacia perfettamente, niente e nessuno è mai fuori posto e per un lettore appassionato come me di Stephen King (il vecchio King, non quello di adesso) leggerlo è stato un piacere raro. Anche se può sembrare un horror, Lombardi ha la capacità di declinare l’aspetto soprannaturale del libro (la presenza dei ragni zingari del titolo) in funzione di qualcosa di diverso, esattamente come ha fatto King in tanti suoi lavori dove il mostro di turno non era altro che uno strumento per approfondire argomenti ben al di là del semplice bau bau. I ragni zingari di Lombardi sono quindi lo strumento grazie a cui l’autore riesce nell’intento di fare una ricognizione sul periodo storico italiano post editto di Badoglio (un paese allo sbando, confusione, fughe nelle montagne e rappresaglie tedesche), su una famiglia che va verso un’implosione causata da un passato mai esorcizzato e su un paese classicamente italiano, con i suoi segreti gelosamente custoditi.

Superfluo dire che un libro del genere meriterebbe ben altri palcoscenici, ma siamo in Italia e purtroppo l’ostracismo verso gli autori nostrani (che non siano già in qualche modo conosciuti) è ancora troppo forte.

Un grazie di cuore a Edizioni XII per permetterci di leggere autori come Nicola Lombardi.

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