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martedì 26 luglio 2011

Happy Town - Ep. 1 e 2

Uno come me che ha nutrito e nutre ancora adesso una passione quasi morbosa per I segreti di Twin Peaks, non poteva esimersi dal vedere Happy Town, la nuova serie tv a marchio Fox che secondo alcuni sarebbe proprio la nuova Twin Peaks.  Ieri, lunedì 6 Settembre, sono andati in onda i primi due episodi e questo articolo rappresenta una sorta di diario di viaggio con cui seguirò lo svolgimento della serie, nella speranza di rivivere davvero le emozioni della splendida opera di David Lynch.

Si parte con l’episodio pilota, L’uomo magico, in cui veniamo a contatto con il paesino di Haplin, da molti chiamato Happy Town perché considerato un’isola felice dove il crimine in esiste, ma che in realtà nasconde un passato torbido fatto di morte e misteri. Sette anni prima, infatti, uno psicopatico soprannominato appunto l’uomo magico aveva rapito e mai fatto ritrovare i corpi di sette persone, per poi scomparire nel nulla. Come canovaccio consiglia, entriamo in città con gli occhi di una nuova arrivata, la bella Henley Boone (la Lauren German di Non aprite quella porta e Hostel 2) già frequentatrice del paese insieme alla madre da poco morta.  Poi segue la presentazione degli altri personaggi, fino al vero motore della storia e cioè l’omicidio di un uomo considerato lo scemo del villaggio, un guardone su cui erano caduti i sospetti degli omicidi di sette anni prima.

Non continuo a raccontare la trama per evitare di svelare altri dettagli e passo direttamente all’idea che mi sono fatto di Happy Town dopo questo inizio. Dopo alcuni pesanti zoppicamenti nell’episodio pilota con clamorose forzature della sceneggiatura (un ragazzo che lascia la propria fidanzata in mezzo al bosco di notte soltanto per evitare di far scoprire la loro relazione; il terzo piano di un albergo a cui è tassativamente vietato l’ingresso, pena la cacciata, lasciato aperto alla mercé di tutti; due poliziotti che comunicano a una donna la morte del marito davanti a tutte le colleghe e perfino a una scolaresca con conseguente crisi isterica e un figlio che guarda il padre delirare e farsi saltare una mano con un’ascia senza neppure sfondare la porta con un calcio), la serie sembra prendere lentamente quota, soprattutto nel secondo episodio, Il nuovo sceriffo, in cui i misteri che avvolgono questa cittadina cominciano a macinare dubbi e interrogativi.

Non sarà la nuova Twin Peaks, anche perché negli Stati Uniti è stata considerata un flop e sospesa dopo appena otto episodi, però a mio avviso le va data fiducia, almeno per adesso: i personaggi sono ben tratteggiati, su tutti uno straordinario Sam Neill nei panni di un misterioso venditore di cimeli cinematografici che molto somiglia al diabolico Leland Gaunt di Cose Preziose di Stephen King e l’ambientazione nella tranquilla provincia americana fa da ottimo contorno a una trama che sembra possedere quel qualcosa che potrebbe sconvolgere lo spettatore, nonostante un’impostazione che sa di visto e rivisto.

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