Iscriviti alla Newsletter

martedì 26 luglio 2011

Apocalisse Z: Intervista a Manel Loureiro

Presentati ai miei lettori. Chi è Manel Loureiro?
Manel Loureiro è uno scrittore di una piccola città del nord ovest della Spagna, autore della trilogia Apocalisse Z. È stato per tutta la vita, ma non necessariamente in quest’ordine, avvocato, scrittore e conduttore di uno show in seconda serata in televisione. Attualmente vive e lavora in Galizia. Ama il mare, i libri (combatte giornalmente per non venirne seppellito), e una buona bottiglia di vino da condividere con gli amici.

L’anno scorso sei salito alla ribalta per il romanzo Apocalisse Z. Ci racconti la genesi del libro?
Apocalisse Z è un libro che avevo bisogno di scrivere. Lavorando come avvocato, ero ingabbiato nella letteratura giuridica che è così formale e rigida che quasi non lasciava spazio alla creatività. Così ho iniziato a scrivere Apocalisse Z quasi come una terapia, come via d’uscita. Quello che non potevo sospettare è che sarebbe diventato quello che sta diventando

Il romanzo racconta le vicissitudini di un sopravvissuto in un mondo invaso dagli zombie. Da cosa nasce la tua passione per questo genere di storie?
Da due parti molto diverse. La prima è che ho sempre amato le storie di genere apocalittico e la seconda è che gli zombie sono l’incubo finale di una storia horror. Non possono morire (sono già morti), non hanno bisogno di riposare, sono numerosi, sono ovunque, in ogni momento, dappertutto… Non è possibile trattare con loro, c’è solo una via d’uscita:  fuggire per sopravvivere. Questo è ciò che li rende così affascinanti.

Quali sono stati gli ispiratori che ti hanno portato a scrivere Apocalisse Z?
Molti, ma soprattutto i film di George A. Romero, maestro del genere e creatore della figura dello zombie. È un uomo di oltre settanta anni, ma ha sempre girato film di alta qualità.

C’è qualcosa, un personaggio o una vicenda, che ti piace in modo particolare all’interno di Apocalisse Z?
Ho un debole per Lucullo, dapprincipio doveva solo comparire in un paio di scene, però alla fine, mentre la storia andava sviluppandosi, ha finito per diventare essenziale. Ha anche un proprio gruppo di fan su Facebook!!!!

Il 7 Aprile uscirà in Italia il seguito di Apocalisse Z, I giorni oscuri. Puoi darci qualche anticipazione in merito?
I protagonisti scopriranno che il mondo è un luogo che è cambiato per sempre, e i pochi superstiti a volte possono essere più pericolosi degli zombie stessi. Inoltre, saranno trascinati in una missione suicida alla ricerca di medicinali, materia prima sempre più scarsa, il tutto mentre attorno a loro infuria la guerra civile, circondati dagli zombi. Saranno tempi difficili per i protagonisti!

Pensi che, come successo per i vampiri, anche per gli zombie si sia aperta una fortunata stagione?
Penso che questo sia il loro momento. Come i vampiri, gli zombie sono passati dall’essere un prodotto di nicchia a diventare un prodotto mainstream. Ma è anche vero che in questo momento siamo impegnati a fondo in un rilancio mondiale degli zombie.

Tu sei un avvocato, come e quanto il successo avuto coi tuoi romanzi, ti ha cambiato la vita?
Tantissimo. La mia vita è molto diversa da quella che era tre anni fa, sotto tutti gli aspetti. Par cominciare, adesso sono uno scrittore a tempo quasi pieno. Un’idea che non mi passava per la testa neanche quando ho iniziato a scrivere le prime pagine di Apocalisse Z.

Oltre al terzo e ultimo libro della trilogia, hai altri progetti in cantiere?
La terza e ultima parte della trilogia di Apocalisse Z, intitolato L’ira dei giusti, sta per uscire in Spagna e Sud America (spero sia disponibile in Italia a breve), ma sto anche lavorando su altri due romanzi, il primo dei quali sarà pronto già quest’anno.

Come altri scrittori, famosi e non, anche tu hai un profilo pubblico su Facebook. Qual è il rapporto con i tuoi lettori?
Diretto e molto importante. È essenziale essere in grado di rompere il muro che separa il ruolo di autore da quello di lettore. Si tratta di una relazione vantaggiosa per entrambi… e molto divertente!

Intervista pubblicata su www.horror.it

Nessun commento:

Posta un commento